Pubblicato da: fabioletterario | 22/06/2006

I fiori che non ci sono

Guardando sul balcone, scorgo i vasi di mia madre, che coltiva con tanta cura. E, inevitabilmente, mi tornano alla mente quei vasi che mia nonna – la mamma di mia mamma – teneva sul balcone, giù a Salerno.

Erano vasi sostanzialmente vuoti. Vasi colmi di terra, nemmeno particolermente buona o fertile, senza niente dentro, che per parecchi mesi rimanevano tali. Ciò accadeva durante i periodi in cui mia nonna non era a casa, e trascorreva l’inverno tra i figli, un po’ per ciascuno, sparsi in tutta Italia. In quel lasso di tempo, i vasi erna abbandonati a loro stessi, senza alcuna cura da chicchessia.

Poi, quando faceva ritorno a Salerno, quei vasi vuoti si animavano improvvisamente. Non so come: ma da quella terra sterile e arida, bruciata dal vento, dalla stagione fredda e dalle intemperie, nascevano di punto in bianco fiori stupendi. Forse era quel po’ di acqua che lei buttava durante il giorno, forse era la sua presenza. Eppure, la vita tornava, e con lei i colori e le forme piene della rinascita.

Ricordo le belle di notte, che a mia nonna piacevano in modo particolare. Ma anche altre piante, di cui non conosco il nome. Piante nate quasi per caso, semplicemente affondando un nocciolo o un seme in quella terra, dopo averne mangiato il frutto. Piante di cui spesso non si sapeva l’origine, ma che mettevano radici, e, per qualche tempo, vivevano.

Talvolta ricordo ancora quello sbocciare improvviso e inspiegabile, al suo ritorno a Salerno. Ogni volta, provo una grande nostalgia, una grande tristezza e anche una grande felicità, tutto al medesimo tempo. E’ quanto accade ogni volta che mi sento arido e bruciato nei sentimenti, e ripenso a lei. Subito, qualcosa si smuove. La terra germina, e un nuovo sentimento rinasce.

Mi manchi. Tanto.


Risposte

  1. ciao… come stai?

  2. Abbastanza bene… Qual ritorno! 🙂

  3. Dal seme, al germoglio, alla pianta…si può definire il percorso della vita…

  4. invece, a casa mia, dove passa mio padre il giardino diventa deserto e sì che gli ho regalato dei libri di giardinaggio e anche l’abbonamento ad una rivista tedesca di orticultura per invogliarlo!dico: se si è tradotto i nibelunghi mettendolo in endecasillabi, sarà stimolato da una rivista mensile di giardinaggio: inutile! ha potato le melanzane!


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