Pubblicato da: fabioletterario | 23/11/2005

Lettera ai miei alunni

Svolgimento:

Cari alunni,

ci conosciamo ormai da un anno e credo di potervi parlare piuttosto francamente, anche grazie al rapporto che si è instaurato con voi. Lo so, sono uno che pretende molto, che rompe spesso, che chiede puntualità, che vuole che parliate, che vi esprimiate senza cominciare un discorso con "allora, cioè, che, praticamente", ma so anche di potermi spingere con voi dove altri non osano. Per questo, oggi, vi scrivo una lettera, per chiedervi di sentirvi parte della vostra vita, nel bene così come nel male.

Qualcuno di voi mi ha spesso scelto come interlocutore per i suoi problemi. Qualcuno mi ha chiesto consigli, anche d’amore. Qualcun altro, invece, preferisce solo scherzare con me, senza avermi come riferimento. Io, invece, ritengo che tutti siate sullo stesso piano, diligenti e monelli, geniali – oddio, geniali è un po’ troppo! – o comuni mortali: per questo vorrei scegliere insieme a voi, seguirvi più da vicino di quanto non possa o mi è permesso; ma non sono un vostro genitore. Se spesso vi critico, se spesso dico che vorrei non avervi, altrettanto spesso sono io a cercavi, a chiedere, a rubarvi le gomme per farvi venire verso di me, perché penso di potervi dar qualcosa, o perché credo che voi possiate dare qualcosa a me.

In questi giorni vi aspetta una scelta complessa: quella della scuola superiore. Cerco di orientarvi, per quanto possibile, nella giusta direzione, ma vi chiedo anche di riflettere bene su ogni decisione che prenderete, in quanto da questo dipende il vostro futuro. Non scegliete sulla base del monteore, né sulla base della simpatia. Ve l’ho già detto: non è sicuro che vi ritroviate in classe con i vostri amici, così come non potete scegliere il liceo perché pensate che vi sto simpatico. Sarete voi, i protagonisti di una decisione tanto importante, e la scelta merita un’analisi profonda. Quella che vi chiedo di attuare quando scrivete nel vostro diario. Guardate avanti, immaginate come vorreste essere di qui a 5 anni. Ci vuole uno sforzo, lo so, ma provateci.

Inutile premere sulla necessità di studiare. Sapete che ci tengo e non mi pare di oberarvi di compiti. Chiedo sempre, lo so, ma chiedo in proporzione a quello che do. Mi piacerebbe sapere quanto sia questo che vi trasmetto, però né io né voi possiamo quantificarlo. Talvolta avrei bisogno di sentirmi dire che quello che faccio è giusto, che se uso termini forti non vi scandalizzate, che se do giudizi è perché vorrei riceverne. Ma vorrei anche che provaste a mettervi da questa parte della cattedra, dalla mia, per comprendere la difficoltà di operare in modo corretto.

Ecco, era tutto. O forse no, non credo. Ma per ora basta così. Vi saluto. Tanto domani ci vedremo nuovamente. Per fortuna. O purtroppo?  🙂


Risposte

  1. Posso dire una cosa?
    Che invidia ‘sti ragazzini che hanno un prof così!
    Vorrei andare io, domani, a scuola, ed essere sicura di vederti, poterti ascoltare e vedere con i miei occhi tutta ‘sta passione che metti nel fare e nel dire le cose…
    Quasi quasi mi cammuffo….

  2. PER IL MIO PROF
    Deve sapere una cosa prof,ogni volta che lei gira con quel passo silenzioso per la classe, spero sempre che si fermi davanti a me a parlare,a fare le sue solite battute,a farmi partecipare alla sua discussione(senza essere interrogata ovviamente)spero sempre che rida con me o anche su di me;a fine ora vorrei che mi chiedesse mille e una domanda, su di me sulla lezione,sul mio futuro!!Lei però non lo fa e io per paura di essere rifiutata o sminuita esco dalla classe come una semplice alunna…cosa che non voglio essere!io la stimo prof e lei sarà sempre il migliore per me.Sa dire quando sbaglio e quando mi arrendo troppo presto alle sfide della vita,sa consigliarmi bene senza influenzarmi ad esempio sul mio futuro sulle scuole superiori e sa tirare sempre fuori il mio meglio che credevo di aver perso!!io la ringrazio per tutto quello che fa!!!non perda mai la grinta e non si arrenda mai davanti a nulla lo faccia per noi e in particolare per me!!!!!

  3. Eddai, Cris: ti ho già detto che non ti interrogo. Ora basta complimenti, no? Qui ormai credono che mi inventi un personaggio!
    Se non vieni a parlare, non faccio + orientamento. E poi, se sto sempre lì a rubarti il fermacapelli! O no? 🙂

  4. PER IL MIO MITICO PROF.
    Deve sapere che da quando ho lei come professore, sono riuscita a riconquistare la fiducia in me stessa, ho imparato ad esprimere i miei pensieri, sentimenti ed emozioni. Lei è il mio punto di riferimento, e qualche volta, mi rendo conto che sono proprio fortunata ad aver incontrato, lungo il mio cammino, un prof. come lei!
    È vero: pretende molto, ma so che lo fa solo e soltanto per noi, richiede puntualità nei lavori, ma lo fa solo per noi, ci obbliga ad esprimerci, ma lo fa solo per noi…. Mi fa piacere quando mi chiede cose sull’India, quando mi tormenta con i bindi, quando mi dice di indossare vestiti indiani e quando fa le battute, perché le lezioni non pesano come una volta, e perché è nata in me la passione per le materie letterarie (che una volta non avevo: anzi!!!!). Lo so bene che quando dice che non vorrebbe averci, è solo un modo per spronarci, e punzecchiarci; lei, è riuscito a cambiarmi, ed è stato l’unico (e lo è tuttora), è riuscito a consigliarmi nel modo più appropriato la scelta che sarò tenuta a fare tra pochi mesi, ed infine, è riuscito a strapparmi di bocca i miei pensieri ed emozioni, anche su cose a me accadute.
    La ringrazio per tutto quello che ha fatto e che sta facendo!!!
    La sua indiana!

  5. Ciao fabioletterario, tu non mi conosci come io non conosco te. Però ti leggo ogni tanto nei tuoi commenti a PDA e non so bene cosa pensare. Dai l’impressione di essere molto coinvolto con i ragazzini e questo è bene. Anzi ti dirò di più, ti capisco perchè io da una vita faccio l’altra faccia della medaglia, li seguo, come posso, fuori dalla scuola. Se devo essere sincero se tu dai 1000 io di sicuro darò solo 1, ma quell’uno è sudato e difficile e pesante tanto da sentirsi annegare nella distanza che ci separa, persi nell’immensità dell’opera, schiacciati dal peso della responsabilità. Eppure loro in qualche maniera ascoltano e non lo fanno perchè sono obbligati. A volte mi capita di dire loro che non sono costretti a venire se non vogliono e che piuttosto che mettere zizzania e allontanare le menti di quelli che invece si prestano a cercar di capire quello che gli diciamo, possono andarsene. E loro vanno. Poi tornano facendo finta di nulla e noi nelmedesimo modo li riaccogliamo accordandogli l’ennesima possibilità.
    Ora quello che ti volevo chiedere è “come fai?”. Perchè se anche dalla ristrettezza del periodo che tu hai trascorso con loro trai ancora forza ed entusiasmo, se veramente dici loro le cose che qui affermi di dire, come diavolo fai a non incorrere nelle loro ire, a non far sì che sia lo scherno la loro prima reazione, che non vengano a scuola con quel peso e quella pessima disposizione d’animo che caratterizza da sempre un obbligo? Perchè per me questo è il punto più impervio del sentiero, riuscire ad andare oltre la curva cieca che può mostrarti il più bello dei panorami oppure anche solo altra montagna, una coltre di nebbia indistricabile, il nulla.
    Scusa se l’ho tirata molto per le lunghe, ma la cosa mi preme anche perchè se no non dedicherei loro tutte le mie ferie, i miei sabati, i miei pensieri.

  6. Alessandro, forse mi carichi di troppa responsabilità. Dovresti chiedere ai miei alunni se è vero ciò che scrivo. Comunque, non faccio niente di più di quello che mi sento di fare. Mi vanto, però, questo sì, di non avere alunni che mi deridono: spero capiscano il mio impegno e agiscano di conseguenza. Ho lottato con loro e anche contro di loro, così come essi hanno lottato contro di me. Forse, dallo scontro perpetuo è nato qualcosa. Quanto a Criki e all’indiana, occhio che i troppi complimenti poi finiscono con una ultradifficile interrogazione! Ohm….

  7. Grazie prof. lei per me è un punto di riferimento molto grande ma la potrei definire in molti modi.Per me lei è il miglior prof che abbia mai avuto.Per me lei è una persona stupenda per il semplice motivo che lei non assomiglia neanche lontanamente a un prof ma un ragazzo come noi che gli piace divertirsi, gettando energia da tutti i pori.Per me lei sarà e rimarrà sempre nel mio piccolo cuore con affetto
    Iena Bill
    P.S.
    Dovunque io vada lei rimarra sempre nei miei pensieri(LA STIMO MOLTISSIMO CONTINUI COSì)

  8. Prof,penso di poter dire che lei è stato il mio miglior prof : da un lato le sue spiegazioni hanno migliorato il livello di tutta la classe, e le sue battute e spiritosaggini in classe hanno reso le lezione più leggere aumentando anche l’attenzione seguente.
    E’ vero: lei pretende tanto: ma preferisco prendere un voto in meno anzichè trovarmi con meno preparazione al liceo.
    L’uòtimo giorno, l’anno scorso, mentre lei avanzava verso la sua Panda, io avevo un groppo in gola al pensiero dell’anno prossimo.
    Avevo deciso che l’avrei riavuta in classe un giorno, in classe, ma non riuscivo più neanche a immaginare una lezione di lettere senza di lei.
    Per quanto riguarda i vocaboli o gli argomenti, non condivido assolutamente l’opinione di acuni che, senza fare nomi,rimanevano sconcertati vedendo alcune pagine di “A OCCHI BASSI”.
    Per fortuna la maggior parte di noi non si ferma a quello.
    Ma non vedo perchè dovremo ridere vedendo scritti gli argomenti di cui, seppur i separata sede, parliamo abitualmente.
    Non le dirò che non commette errori, perche siamo umani e ciò toglierebbe verità a questo commento, ma le dirò che noi la stimiamo molto e che sappiamo che ciò che fà e ha fatto per noi ci ha aiutati immensamente, come scolari e persone.
    A domani.
    Sinceramente suo,

  9. Riempie il cuore leggere questi blog….soprattutto di prima mattina….
    PdA

  10. PER LEI, PROF
    L’altro giorno, prof, ha scritto sul mio diario un commento in cui diceva che dovevo esprimermi di più, farmi vedere per quello che sono.
    Forse non le faccio mai notare la sua importanza, oppure non le faccio dei complimenti come i miei compagni.Ma deve sapere che non lo faccio per una ragione che ancora non ha capito.Si ricorda, vero, la discussione che abbiamo avuto un po’di tempo fa? Ebbene, quando tutti dicono “la prego, prof, ci faccia orientamento”, mi sento sempre a disagio, soprattutto quando lei rievoca questa storia.Così non dico niente, perchè non voglio sembrare una che dice le cose tanto per dire, e perchè non penso sia nel mio carattere supplicare una persona.Ma deve sapere che non mi diverto solo a scherzare con lei, mi piacciono le sue materie e penso tutte le cose che i miei compagni le scrivono!Si ricordi che tutti la stimiamo, continui così!


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