Pubblicato da: fabioletterario | 13/01/2006

E via, si ricomincia

E via, si ricomincia. Oramai mi alzo alla mattina pensando che non ho ancora fatto qualcosa che invece avrei potuto fare il giorno prima. Oggi, di nuovo tutto da capo. E’ il mio giorno libero. Sì. Proprio.

Sto scappando a are tirocinio al liceo classico, dove mi aspetta una torma di cretini con cui mi sono già scontrato prima di Natale. Cretini, sì. Chi mi conosce sa bene quanto mi costi parlare così degli alunni, ma in questo caso non ci sono altri termini. Cellulari in aula, parlottii continui, biglietti lanciati da una parte all’altra dell’aula, sfottò tra loro, gente che si lamenta che non sente e chi invece ride tutto il tempo.

Questo è il liceo classico di oggi. Ai miei tempi – 15 anni fa – col cavolo che potevamo fare questo. Non dico di ritornare ai metodi rigidi di un tempo, ma il lassismo ha portato a questo. E io non ci sto a farmi insultare professionalmente: non mi pare sia corretto né rispettoso nei miei confronti.

Vado. La giornata comincia bene. E finisce meglio: 5 ore di linguistica, al master. Che botta di vita!


Risposte

  1. Così impari a chiamare il tuo blog LE MILLE ED UNA STORIA.
    Se l’avessi chiamato UNA STORIA SI E NO probabilmente adesso avresti meno impegni!!!

    Hihihihihi 🙂

    Ti voglio bene,
    PdA

  2. Ma col cavolo che mi vuoi bene. Non riesco neppure più a venire sul tuo sito a ricambiare le cattiverie!

  3. poverina io..

  4. Prof, dille che non si dice “poverina io”!!! Cat, ma che è, ti stai involvendo?
    (adesso già lo so che mi massacra…)

  5. Si dice POVERA ME.
    E lo so benissimo brutta sottospecie di Winnie Pooh!!
    Ma se avessi sentito la mia voce, invece che leggere SOLAMENTE, avresti sentito una vocina piccola piccola, flebile flebile, umiliata dalla brutta risposta di Fab (BRUTTO CATTIVO BASTARDAZZO ECCO!).
    Insomma, una piccola, dolce, indifesa bambina…trattata in così malo modo!!!
    SGRUNTTTTT

  6. Quando avrai una bimba tutta tua non la sentirai comunque mai dire “povera io” perchè nella mente dei bambini non esiste il concetto di autocommiserazione. Quello è un difetto dei grandi.
    Comunque ti voglio bene lo stesso piccola.

  7. Ma che bene e bene. Tzè!


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