Pubblicato da: fabioletterario | 26/03/2009

Come la rosa del Piccolo principe

Penso che malgrado la professione pubblica dell’abiura dell’avidità e del possesso materiale, tutti noi custodiamo qualcosa in modo così geloso e intimo da considerarci alla stregua del piccolo Principe. Lo ricordate? Il personaggio di Saint Exupéry che ha commosso mezzo mondo (o forse il mondo intero?) nella sua semplicità emotiva, aveva un debole per la rosa che rischiarava il suo asteroide, B 612. Nei suoi confronti era a tal punto apprensivo, da necessitare di porla sotto una protezione di vetro, affinché niente e nessuno potesse rischiare di distruggerla. Il piccolo Principe teneva a lei come alla sua stessa vita, e non credo che noi siamo molto distanti da lui. Penso infatti che ciascuno di noi tenga in modo particolare a qualcosa, tanto da desiderare di conservarla per sempre.

Non è una questione di carattere materialistico, né di necessità di possedere a tutti i costi. Alle volte si tratta di un ricordo così intenso, che se fosse possibile si chiamerebbe il migliore costruttore di casseforti, per costruirne una in grado di resistere ad ogni potenziale urto della vita. Ovviamente, sto parlando di qualcosa di tangibile, e non di una persona né di un sentimento. Mi riferisco a qualcosa che esiste e che ci sentiamo in dovere di accudire e controllare spesso, durante la nostra giornata, anche se solo con uno sguardo oppure un pensiero. Chi più, chi meno, tutti ne possediamo una. Anche io. Già tempo fa ne avevo parlato. Si tratta di quell’elefantino rosso che mia nonna Anna mi regalò quando ero piccolo e dal quale fatico sempre a staccarmi. E’ un semplice salvadanaio in ceramica vietrese, grande quanto un’arancia, che non contiene assolutamente nulla. Da tempo non deposito al suo interno i miei risparmi, quelli con cui magari pagarsi una piccola parte della vacanza, e non perché siamo in recessione finanziaria: semplicemente perché lo considero un oggetto assolutamente sacro, e come tale è destinato a non essere toccato. Da nessuno, se posso dirlo. Neppure da mia mamma, l’unica che accede alla mia camera nel tentativo di non farmi sommergere dalla polvere e dal caos, alla quale ho da tempo imposto il divieto assoluto di spolverarlo e, se possibile, anche di guardarlo. Nessuno, e sottolineo nessuno, può sfiorarlo. Nessuno, e lo risottolineo, nessuno può avvicinarsi. Giace sulla mia libreria da tempo, da anni, credo, e non intendo privarmene per alcun motivo al mondo. E’ mio. E’ il mio tessoro, direbbe Gollum.

Non so perché, ma per me quello rappresenta mia nonna. Non è lei. Non lo è mai stato né lo sarà mai. E non è neppure oggetto di venerazione né tantomeno lo considero un feticcio. Ma l’idea che quello mi sia stato dato da lei, nonostante non ricordi né come né quando poiché ero troppo piccolo, mi riempie di felicità ogni volta che lo guardo. E’ il pensiero, lo so bene, non l’oggetto, che non ha alcun valore materiale. Ma vale milioni, per me, migliaia di milioni e se potessi lo proteggerei davvero in una teca.

Mi auguro che mai e poi mai, che ne so, per una distrazione oppure per un caso fortuito, quell’elefantino rosso vada in pezzi. Sarei capace di incollarlo io stesso, a costo di recuperare ogni singolo granello di ceramica, pur di averlo ancora lì, che mi spia in tutto quello che faccio. E’ qualcosa di irrazionale, di cui mi rendo perfettamente conto, ma che ci volete fare? Non vi avvicinate, o potrebbe finire male. Se poi ci volete provare per davvero, io sono già pronto con i guantoni di Cassius Clay…

Un ricordo è un ricordo. Non è insito in sé ma nella mente di chi lo rammenta attribuendogli un significato, lo so bene. Ma guai a privarsene…


Responses

  1. l’ultima frase mi ha colpito molto…sai il perchè visto il mio post di oggi…ahimè, devo ammettere che oltre ai ricordi…non ho neanche l’oggetto sacro!

  2. un tempo ero molto più legato alle cose nei termini che tu descrivi, poi il pelo e il contropelo della vita mi hanno fatto diventare più zen, ciao

  3. il Piccolo principe, già chi non ha amato questo piccolo ragazzo, il suo pianeta, la rosa e il baobab?
    ma dimmi prof fa ancora parte delle letture scolaresche?
    dovrei avere ancora il libro nella mia cameretta, che stà da mia mamma, quasi quasi…🙂 me lo rileggo…
    certo che esiste, da anni ho una cura credo maniacale per un ciondolo fatto di turchese
    qualcosa che mi è praticamente entrato nelle vene
    guai a chi lo guarda, chi lo tocca…
    credo che sarà quello che mi seguirà per sempre, ovunque
    esistono legami difficili da spiegare
    o forse si è talmente gelosi che non lo si vuole spiegare…

  4. Il ricordo fa parte indissolubile del nostro presente. C’è che il ricordo lo scaccia via o addirittura lo nega. E’ come se si amputasse qulcosa di sé.

  5. con il tempo ho imparato a restare lontana dall’attaccamento materiale, morboso e quasi patologico.Cerco, con tutta me stessa di non creare mai quel legame stretto tra me ed un oggetto, però….toglietemi tutto ma non il mio amico teddy!!!!!!!! Ed ora, nonostante gli anni continuo a sostenere fermamente che ognuno di noi debba possedere un proprio oggetto transazionale, a qualsiasi età.
    Un abbraccio unico, solo per te.

  6. BELLO,PROF.
    Non sono tante le cose di cui sono gelosa ma conservo”gelosamente” ciò che mi è stato donato con un gesto semplice ma profondo d’amore.Mi fa piacere sapere che quegli oggetti stanno dove IO li ho messi.E il pensare che stanno lì mi porta sempre un sorriso.Sono la mia magia ed è come se continuassero a proteggermi tenendo lontano guai e influenze cattive.E io li nutro così. Pensando a loro e “sentendo” che ci sono.Un bacio al volo. Sono sicura t’arriverà anche se non portato da un’elefantino rossoe grande come u’arancia.Bianca 2007

  7. Per me è una scultura in rame che mi nonno mi regalò.

  8. Per quanto ci abbia pensato non mi viene in mente niente. Quello che custodisco ce l’ho nel cuore (o in testa, se preferisci), e lì non c’è polvere o rottura che possa attentare alla sua incolumità.🙂

  9. Un giorno mia figlia mi ha trovata (vecchiaccia sessantenne) in lacrime, con tra le mani una tazzina da caffè in pezzi, mi era caduta mentre la ricollocavo nella vetrinetta. Era la tazzina da caffè che mio nonno aveva comperata quando andava all’università, perchè aveva una figura femminile dipinta sul lato e lui la baciava prima di sorbire la bevanda.. il romanticone! Mia figlia ha incollato i pezzi con pazienza ed ora nella vetrina c’è una tazzina un pò sbeccata, con qualche “ferita”, ma è ancora lì. Il mio tesoro.. Ciao , Anna

  10. I ricordi forti sono nel cuore e da li nessuno può portarmeli via, ma ho anche un oggetto al quale sono molto affezzionata, ha ben 50 anni e mi è stato regalato da mio padre, è un orsacchiotto di pezza, è ancora in bella mostra sulla mia libreria nella mia camera, vecchio e logoro nei suoi anni ma vivo nel ricordo di quel giorno che mi fu regalato .

    Un saluto Fabio e buona serata.

  11. L’affetto ha bisogno una volta che una distanza incolmabile lo rende meno quotidiano di qualche semplice gancio
    Il mio è un orologio fermo che mi aveva regalato e una musicasetta colla voce di mio nonno che mi ripete sempre quella frase così semplice, così simpatica così fuori da qualsiasi contesto…una musicassetta che vale oro…
    Ciao

  12. Anche per me è la stessa cosa…Sono legatissima ad una borsetta ormai fuori moda che comprai col mio primo stipendio.Ovviamente non la uso,ma custodisco gelosamente…oltre al mio diario scolastico della V elementare.

    p.s.in ordine alle attese…quelle dolci le ho già avute e non ho intenzione di averne altre, sto facendomi grande…più che di attesa è un mio momento di riflessione.Un abbraccio

  13. Qualche anno fa ero anch’io così. Adesso invece mi rendo conto che ogni ricordo vive solo nel mio cuore e nella mia testa. Soprattutto quando si cambia casa ci si rende conto che non si può portare tutto con sé… e così necessita un po’ di distacco. Ma ogni cosa che possiedo rimane impacchettata, lontano da me, e guai a chi me la tocca!!!!

  14. Io detesto attaccarmi troppo agli oggetti e ai luoghi…considerata la vita che faccio il distacco diventa sempre più doloroso e non mi va di star male…però ci sono un paio di cose che porto sempre con me e che non potrei mai abbandonare, sono come una sorta di amuleti protettivi di persone care che non ci sono più.

  15. Da ragazzina conservavo tutto ciò che potesse imprimere dentro di me il ricordo di un giorno particolare… da anni non lo faccio più forse l’unica cosa tangibile che conservo ancora sono i miei diari! C’è un oggetto però che ho perso che mi era stato regalato da una persona molto cara che non c’è più, poco tempo prima… non ho più l’oggetto ma lo ricordo benissimo. Era una scatolina di latta di quelle che si vendevano una volta nelle pasticcerie con dentro le caramelle. Smaltata di verde. Ero davvero piccola avevo 4 anni e sebbene l’avessi custodita per anni alla fine si è rotta e penso che mia mamma me l’abbia buttata via per non farmi far male! Mi hai restituito un ricordo oggi, grazie! :))

  16. Stavo cercando di rintracciare nella memoria un oggetto materiale a cui mi sento particolarmente legata, un corrispettivo del tuo elefantino insomma, ma non credo di averne.
    Sì insomma, sono molto legata un po’ a tutti i miei libri, a qualcuno forse in modo particolare, ma un oggetto “simbolo” come la rosa de le Petit Prince no, non credo di averlo.
    Non sotto forma di oggetto, almeno, ce l’ho in veste di ricordi di persone, luoghi, sensazioni, emozioni, il tutto gelosamente custodito sotto la campana di vetro.
    Ed è qualcosa che non si materializza ma che resta vivo dentro, per sempre. E per chi crede che “l’essenziale è invisibile agli occhi” non credo sia poi così difficile da comprendere tutto ciò.
    Ciao Prof e buon fine settimana, ci siamo quasi…

  17. …Bellissimo questo post. Pensare agli oggetti che ci collegano col passato o forse semplicemente a noi stessi. Un tramite con la nostra interiorità che nessuno può toccare al di fuori di noi…
    Buon fine settimana, se non ti dispiace passerò di qua più spesso…🙂

  18. Fai bene Fabio ad averne cura..i ricordi sono importanti e se abbiamo la fortuna di possedere un qualcosa di tangibile di una persona che purtroppo se ne è andata,è giusto che facciamo il possibile per custodirlo…

  19. Mi ci e’ voluto un bel po’ per pensare ad un oggetto che ritengo preziosissimo perche’ di natura non riesco ad attaccarmi agli oggetti.
    Ma alla fine l’ho trovato. Assai poco poetico: il disco esterno dove salvo tutti i miei audio, video, foto, trasmissioni scaricate, film, ecc. Non per niente si chiama “MITICO” e per me e’ sacro ed inseparabile! (Anche se ho dovuto fare un backup perche’ ahime’ questi dischi non sono eterni).
    Lo so e’ poco poetico…😦

  20. questo post è bellissimo, anche io sono legato a tantissimi oggetti…mi viene in mente ora una fisarmonica, il primo strumento suonato da bimbo, che ancora conservo nel mobiletto di fianco alla scrivania😉

  21. Stavo cercando di trovare anche io qualcosa di simile al tuo elefantino nella mia vita…. ma probabilmente gli anni che passano hanno fatto si che io mi tenessi distante dalle cose ora… in passato non era cosi…
    Bacione
    B.

  22. Eppure allargherei il senso del discorso Fabio.Proprio a quelle persone e quei sentimenti che tu hai escluso.Che non vanno considerati oggetti ma quel qualcosa di prezioso che custodiamo e che è dentro di noi,lo accarezziamo quando ne abbiamo bisogno e ci dà la forza di andare avanti.
    Buon we:)
    mk
    http://www.precariamente.ilcannocchiale.it

  23. capisco perfettamente il tuo affetto per quell’elefantino rosso
    credo che sia proprio così, che ognuno di noi abbiam qualcosa del genere
    io ho un peluche giallo
    ormai ha delle zone dove è talmente consunto che ho quasi paura a toccarlo
    ma è sempre stato con me
    nei miei mille cambiamenti
    nelle mie storie finite
    nelle mie lacrime e nelle mie gioie
    è l’unica cosa che non ho permesso ai miei bambini di toccare e che ho messo in un posto sicuro
    qualcosa che è sempre stato e sarà sempre
    solo MIO
    Mandi fabio
    buon fine settimana

  24. io sono un po’ diverso. Magari le conservo all’inizio le cose perche’ poi penso mi ricorderanno l’evento o la persona a cui sono legate. Poi il tempo passa…il ricordo resta vivo ma per qualche motivo il nesso con la cosa si perde. A volte pero’ poi ho paura che si sbiadiscano anche i ricordi…e a quel punto che si fa?

  25. strano anch’io ho il salvadanaio a fungo che era di mio nonno, gelosamnte conservato ed altrettsanto gelosamente conservata l’eneide del 1858 appartenuta allo zio carlo il fratello del mio bisnono

  26. Io da quando è morta mia nonna porto la sua fede, tengo le sue lettere scritte a lei dal figlio morto al fronte, anche se non ho mai avuto il corraggio di leggerle. Tante cose le ho perse nei vari traslocchi, ma i ricordi li porterò dietro per tutta la vita.

  27. Dovrei rsponderti che il ricordo é interiore, che gli oggetti sono importanti ma non tutto. Ma nel farlo mentirei anche a me stesso. Capisco quel tuo stato d’animo e l’affetto per un oggetto che rappresenta una persona a noi cara nel cuore.

    Ciao,un abbraccio
    Daniele

  28. Ci ho pensato… sai… per tutta la lettura del post ed oltre… ma non sono riuscita a trovare il mio elefantino.. ci sono oggetti a cui ci tengo… ma nessuna rosa del piccolo principe… ci sono ricordi che custodico gelosamente… ma sono dentro di me… sono io la cassaforte…
    Buona settimana!
    Fly

  29. é proprio vero, un ricordo è un ricordo.
    Io però sono la peggiore dei peggiori, perchè conservo con amore anche una rosa fatta con un fazzolettino di carta dopo un gelato estivo…
    é malattia?🙂


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