Pubblicato da: fabioletterario | 05/02/2009

Non parlerò di Eluana

Non parlerò di Eluana. Non lo farò perché di lei ormai sappiamo tutto. Eppure, non sappiamo assolutamente niente.

Non parlerò di un essere che conosciamo solo in foto, dove compare con un sorriso fresco che ormai abbiamo impresso dentro di noi, in quanto quella Eluana non esiste più. E non parlerò di Eluana in quanto, da mesi, tutti si sentono in diritto di parlare di lei, di dirci com’era, di come è stata, di cosa diceva, di come agiva, di quanto era bella e vispa. Tutti si sentono in diritto di sbatterla in televisione, di dedicarle speciali in prima serata, di invadere la privacy sua e di suo padre, e fremono dalla voglia di una sua foto, per il puro gusto di sbattere il mostro in prima pagina, nella speranza di far valere l’una o l’altra tesi. Tesi in entrambi i casi deprecabili. Ma nessuno, nessuno, si sente in dovere di parlare di come realmente è Eluana oggi, delle sue condizioni fisiche, delle speranze, delle disillusioni, dei sentimenti che solo lei può conoscere. Eppure, nonostante nessuno voglia parlare di quella che è oggi, tutti credono di poterlo fare, semplicemente perché lei non può farlo di persona. Eluana non può parlare. Eluana non potrà dirci nulla. Oppure qualcuno vorrebbe essere Eluana?

Nessuno sa cosa pensi Eluana. Nessuno può realmente capirla, e per quanto sia brutto da dirsi, neppure il papà Beppino, che da tre lustri sta portando avanti la sua battaglia per far valere quello che ritiene un diritto di espressione e di autodeterminazione della propria figlia. Nessuno sa cosa senta, dentro. Nessuno sa se desideri vivere oppure morire, se realmente ha detto le cose che ha detto, e se in qualche modo le pensa ancora e le penserà domani. Nessuno sa nulla, eppure è evidente che tutti sanno tutto, che tutti sono nel giusto, che tutti sono Eluana.

Sono stanco di quelli che credono di poter decidere per gli altri. E sono stanco di ascoltare quello che gli altri pensano di poter pensare per chi non può esprimersi. Non sapremo mai nulla, di Eluana, nonostante gli sforzi, nonostante le ipotesi, nonostante tutti i tentativi che potranno essere fatti. Non sapremo mai nulla di quello che Eluana è oggi, e non possiamo farci nulla, perché la voce di Eluana è muta, mentre tutte le voci altrui gridano sempre più forte, sprecando il fiato in vece sua. Ma non possiamo neppure credere di essere nel giusto per il semplice motivo che la religione, un innato senso di vita, la speranza, possono solo spingerci ad aggrapparci alla vita in tutti i modi. Perché, a dirla tutta, fino a quando, è giusto aggrapparsi ad essa, se chi ne beneficia non la vuole più?

Non parlerò di Eluana, perché in questo momento in cui, nella mia regione, il battage pubblicitario è enorme, è proprio Eluana a parlare per noi. E sono sicuro che se la vedessimo, forse ciascuno di noi capirebbe cosa Eluana desidera, cosa vorrebbe davvero, come sta, quanto soffre, quanto desidera che gli altri decidano per lei. Perché qui mi pare che tutti si siano dimenticati che Eluana respira ancora da sola, anche se non sono convinto che questo significhi vivere.

Qualcuno ha detto che Eluana è morta il giorno in cui è rimasta vittima di un incidente stradale. Io non so se Eluana oggi sia ancora viva o no. Ma so che la scelta non spetta a nessuno se non a lei. E lei, che aveva deciso tanto tempo fa, riconferma quella posizione per la quale il papà Beppino si è battuto? Oppure no?

Non parlerò di Eluana. Ma vorrei che Eluana ci potesse parlare di lei…


Responses

  1. Sai… invece io sono molto interessato a tutto ciò che sta accadendo alla povera Eluana.

    Sarò cinico ma, se dovesse capitarmi qualcosa di simile… voglio sapere cosa capiterebbe a “me”, alla mia famiglia, a tutti coloro che mi vogliono bene.

    E… sinceramente… visto ciò che accade alla povera ragazza, sono preoccupato… e incavolato nero.

    Che diritto ha, lo stato, di mettere voce in una faccenda completamente familiare? Posso comprendere che la chiesa emetta un giudizio… (appropriato o meno che sia), visto che loro si dovrebbero occupare di ciò che accadrà al nostro spirito (eh..eh..) ma… lo stato??? Che diritto ha di farlo?

    Ultimamente non sento più parlare di popolo, di persone… sento solo parlare di consumatori. Forse lo stato sta sperando che Eluana si svegli e riprenda a fare shopping? (Questo è cinismo puro). Noi non siamo più esseri viventi “liberi”. Siamo una proprietà dello stato, della chiesa, delle grandi distribuzioni commerciali. Non lavoriamo più per sopravvivere, lavoriamo per “consumare”…

    A volte credo che Orwell sia stato un’ottimista… e comunque il 1984 è passato da un pezzo!

  2. Ciao Fabio. Il caso Eluana, non doveva diventare un caso. E’ stato fato puro sciacallaggio giornalistico. Sono situazioni in cui solo e solamente chi le vive può decidere. E nessuno, per rispetto, dovrebbe neppure venirne a conoscenza. L’errore più grave, in questa faccenda, ammesso che ci siano altri errori, è quello fatto dai giornalisti, che hanno sbattuto la notizia in prima pagina, perchè la malattia, la sofferenza, il dolore, fanno sempre notizia. Eluana, è un caso solo perchè questo dà un riscontro economico. Se no, sarebbe rimasta lì, nel suo letto di ospedale, a vegetare o meno, ma nel silenzio e nel rispetto. Aver portato alla luce questa storia non è diritto di informazione, è becera curiosità e spirito di pettegolezzo di piazza. Non è un comportamento differente da quello di chi, in autostrada, provoca code, rallentamenti se non altri tamponamenti perchè nella corsia opposta c’è stato un incidente ed è ferma un’ambulanza.
    Questo non è rispetto della vita ma cultura della morte.

  3. Concordo con le tue parole, chi avrebbe tutti i diritti di parlare, Eluana, purtroppo non può farlo, e invece chi farebbe meglio a stare zitto parla, e tanto, pure e soprattutto a sproposito.
    Non mi va di esprimere giudizi in merito, qui ognuno ha la presunzione di conoscere il dolore profondo di questa famiglia senza comprenderne realmente l’entità.
    So solo che a tutti i telegiornali regionali (io sono a Trieste) è un martellare continuo…e francamente sono disgustata da tanto accanimento molto poco terapeutico.

  4. Ciao Prof. Mi hai fatto venire i brividi. Non riesco a dire niente,a me fa una gran pena questa ragazza…😦

  5. Spiace doverti contraddire benevolmente su alcuni punti.

    1) tu scrivi: “Nessuno sa cosa pensi Eluana” , non esatto lei stessa disse alcuni mesi prima che non avrebbe mai voluto vegetare in tal modo quindi qui abbiamo la volontà di Eluana.

    2) Quanto all’essere ancora viva, non lo é o meglio lo é perché é tenuta artificialmente con l’idroalimentazione ma questa non è vita.

    3) Questione silenzio: concordo ma mi sembra che certe parole come “assassini” detto anche ai genitori non siano proprio un grande atto di civiltà e di silenzio. Credo che forse certe aree cattoliche dovrebbero essere le prime a recitare il mea culpa.

    Per il resto concordo che ora sarebbe il caso che tutti stessero zitti compresi certi magistrati che vogliono ancora interferire per essere protagonisti (alludo a certe voci su magistratura di Udine)

  6. una mia amica ha detto che a tanto clamore pubblico avrebbe preferito, nel suo caso, una trasgressione privata. sto riflettendo, e l’unica cosa che mi viene in mente è che non ne posso piu’ di sentire tutto questo cancan mediaticopoliticoreligioso. sono d’accordo con zambra: rispetto della vita e cultura della morte, si gioca tutto li’.

  7. Piacerebbe anche a me che Eluana potesse parlarci di lei: magari di una sua famiglia del suo lavoro ecc….. perché questa é la vita.

    Ciao Fabio
    Daniele

  8. 😦

  9. Grazie di cuore, per le tue non parole, per il tuo non parlare. Molto simile a questo vivere che non è vita, a questo essere qui e non esserci. Grazie Fabio, ne avevo proprio bisogno.
    Qualcosa di puro in mezzo a cotanto pattume.

  10. Non posso far altro che concordare, non se ne può più di questo tam tam mediatico, nessuno di noi ha diritto di esprimere la propria opinione perchè di mezzo c’è la vita di una povera ragazza. Se c’è qualcuno che dovrebbe parlare è proprio lei ma, dal momento che non può, gli unici che sarebbero autorizzati a dire qualcosa in merito sono quelli che in vita le sono stati accanto e l’hanno conosciuta bene….

  11. Ma se si deve stare zitti, non dovrebbero starci anche loro e lasciar fare invece di parlare e voler interferire?

    http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro/vertice-procura-udine/vertice-procura-udine.html

  12. penso che eluana abbia solo bisogno di riposare in pace, la sua anima è volata in cielo tantissimi anni fa, in quel letto d’ospedale lei non c’è più, ogni parola è niente in confronto al dramma umano che vive ogni giorno la sua famiglia perchè credo che nel guardarla fanno fatica a ricordare come era la propria figlia.

  13. Ecco appunto …dovremmo tutti stare zitti e ascoltare solo cosa dice il nostro cuore su questa dolorosissima storia, immedesimarci nella sofferenza e nel dolore di questa famiglia, immedesimarci, per quanto ci è possibile, nella vita non vita di Eluana e tenercelo per noi, perchè è facile senteziare o esprimere opinioni quando non si è vissuto sulla propria pelle un dolore ed una sofferenza come questa.

    Un saluto Ffabio e buona serata.

  14. Il cuore assopito , i ricordi negli occhi
    crediamo che niente del mondo la tocchi….
    ma lei è già andata , in silenzio partita
    a Lui sta portando quel che a noi pare vita.

    Manu.

  15. ssshhhhh !!!!!!

  16. So solo che in tante persone hanno perso l’occasione di rispettare il dolore di una famiglia, che nel dolore hanno preso una decisione, giusta o sbagliata.

  17. fabietto, io penso che il silenzio sia la cosa più giusta. Il silenzio, la pietà, il rispetto.Tutte cose che qua, i questo paese, non si trovano più.

  18. Sono daccordo con te Fabio.
    Una storia che mi riempie il cuore di tristezza!

  19. Non so davvero cosa avrei fatto al posto dei suoi genitori. Non lo so…. So che, se fossi Eluana, non vorrei “vivere” in quel modo.

  20. C’è una cosa che non riesco a comprendere: ma perchè il padre di ‘sta poverella s’è attaccato al fatto di farla morire proprio in Italia?
    Cioè…. in Svizzera, dove la legislazione permette l’eutanasia, c’è una clinica che accoglie malati terminali o persone nello stessa condizione di Eluana da tutta Europa e li aiuta a a terminare le proprie vite per soli 3000€.

    Mi domando, dunque: invce di fare tutto ‘sto casino, alla ricerca di cliniche italiane dove effettuare questo servizio e perennemente bloccate da denunce e leggi ad hoc governative, perchè non andare direttamente in Svizzera e risolvere così la situazione una volta per tutte?

    Cito come esempio l’Irlanda e l’Inghilterra per quanto concerne l’aborto. Nella prima è illegale, nun se pò fà: e che fanno le donne irlandesi? Vanno in Inghilterra ed abortiscono, poichè là è permesso.

    Semplice no? Mah…

  21. Se l’elettroencefalogramma è sempre piatto, per 24 ore consecutive (mi pare), l’ammalato è clinicamente morto, cioè non sente nulla, non percepisce nulla, non soffre nulla. Questo è quello che so.

  22. bellissimo post….io dico solo che se ne è parlato anche troppo…adesso solo un religioso silenzio!

  23. E sta diventando solo una scusa per lo scontro istituzionale,per affermare la volontà di uno sugli altri.Che vergogna .
    Ciao
    Mk

  24. E’ la cosa che ho sempre pensato… vorrei tanto potesse parlare lei…
    Un abbraccio
    B.

  25. nessuno sa niente però una decisione deve essere presa.
    non so cosa scatti nella mente di chi fa quasi una crociata della difesa di questa vita, facendone un caso mediatico, mentre magari un barbone muore di freddo nella nostra città. Non capisco, mi appare come una bontà perversa, una difesa di una vita ad oltranza con massacro della famiglia) che non dovrebbe riguardarci, non in quanto caso personale, perchè ci sono le leggi per questo e chi le fa applicare, il meglio possibile, dato che la verità non la sa nessuno.
    ciao

  26. Stiamo tutti vedendo gli ultimi sviluppi

    Hai ragione non dico più nulla

    No comment;

    Solo una cosa: se fermeranno la famiglia Englaro lo stato di diritto sarà definitivamente assassinato con quel che ne potrebbe conseguire…

  27. triste è il vedere una persona che non può difendersi venire usata come feticcio elettorale o come carne da audience

  28. la strumentalizzazione mediatica e politca di una questione così delicata lascia molto amareggiati…però sicruamente è una vicenda che farà discutere molto e che porrà a noi moltissimi interrogativi

    http://bajrak.wordpress.com/

  29. Io critico molto il modo in cui si fa giornalismo nel nostro paese. Infatti è facile criticare il governo, le associazioni e i partiti politici perchè parlano di una cosa che non li riguarda, ma è altrettanto vero che se una vicenda è all’ordine del giorno nei telegiornali come lo è stata negli ultimi mesi quella di Eluana è quasi impossibile non prendere posizioni e, anzi, se le succitate categorie non l’avessero fatto probabilmente sarebbero state criticate anche per questo.
    Il caso di Eluana è una storia triste e soprattutto privata, e tale doveva rimanere. L’errore è stato a monte, nel renderla pubblica.

  30. caro Fabio, avevo già letto il tuo post ma non avevo commentato perché mi sono imposta di non parlare “per Eluana”. In quanto madre credo a quel filo tenace di identificazione che può correre tra genitori e figli e mi fido delle testimonianze sulla volontà espressa da Eluana in vita. Ma questo è solo un sentimento e non vorrei mai che si prendessero decisioni politiche sulla base di un sentimento, fosse pure il mio. Vorrei invece che si riconoscesse ad ogni cittadino il diritto di prendere per sé le sue decisioni relativamente alla vita e alla morte. Ricordi Andreatta? E’ stato in coma irreversibile credo 9 anni secondo la volontà della famiglia e nessuno è insorto perché fosse lasciato andare o li ha condannati per quello che imponevano a quel povero corpo. Io ho pensato che era terribile tenerlo lì ma ho sentito l’amore che spingeva quei figli e li ho rispettati per questo amore. E oggi sento l’amore dei genitori di Eluana (la madre tace nel suo dolore e nella sua malattia) e lo rispetto. Vorrei che, in assenza della possibilità di dire chiaramente la propria scelta, ci si fidasse dell’amore che lega un padre alla figlia, una donna al compagno, un figlio alla madre. Che si ricostruisse, come è stato fatto per Eluana, nel solo modo possibile, attraverso testimonianze, la sua volontà e la si rispettasse. Io esprimerò per iscritto la mia. Se la dovessi cambiare in uno stato che mi impedisse di comunicare sarà comunque stata la mia, di un’altra me, e accetto da ora questo rischio. E lo preferisco al fatto che una legge entri nella intimità del mio essere e stabilisca per me il momento di morire. Ormai la tecnica può prolungare quasi all’infinito artificialmente una vita. La sola idea mi fa orrore.
    Quanto al tema istituzionale questo è molto diverso. Gravissimo secondo me. nel voler fare una legge che vanifichi un pronunciamento definitico della magistratura vedo della semplice eversione dei principi di separatezza ed equilibrio dei poteri. Sono molto molto preoccupata.
    Ho scritto molto derogando ad un impegno che avevo recentemente preso con me stessa. ma mi sembrava di essere stata invitata da te e l’ho fatto perché rispetto tutti i tuoi dubbi e tutte le tue domande
    con affetto marina

  31. Bellissimo post..ne hai parlato in modo discreto e lieve.Credo che nessuno e in nome di nessuno può usare Eluana per i suoi “affari”.
    Grazie.

  32. Quando c’è un coma del genere il tracciato cerebrale è piatto e qundi nessuna sensazione o pensiero esiste. L’involucro fisico è esattamente come una macchina che funziona se c’è benzina, e non sente nulla se le smonti la testata. Ho più volte espresso le mie opinioni a partire dal “caso” Shelby, ora si fa tanto rumore su questo argomento per nascondere gravissime decisioni che muteranno davvero la nostra vita. Ciao, Anna

  33. Ogni volta che sento i nostri politici sulla questione cioè a tambur battente, provo vergogna. E invece dovrebbero vergognarsi loro.

  34. Francamente, Fabio, non ho capito bene cosa ne pensi di questa faccenda.
    Personalmente sono d’accordo con Daniele Verzetti e anche con Marina.
    Sul doveroso silenzio sono ancora più d’accordo ma andava fatto subito dopo le sentenze della magistratura. Ora assistiamo solo ad un uso vergognoso di questo caso per ben altri scopi.

  35. Anche secondo me nessuno dovrebbe parlare per Eluana… perché nessuno di noi è Eluana. Questa vicenda possono conoscerla solo le persone che le vivono più strettamente accanto… quelle degli altri sono solo parole inutili.

  36. Sono stufa di tutte le invasioni di campo… più che di vivere in quel modo, se fossi Eluana, sarei stufa di sentire parlare di me… e di sapere che tutti sanno ciò che è giusto e ciò che voglio e di tutte le battaglie… io non so cosa è giusto e cosa voglio… ma questa è la mia battaglia…
    Concordo…
    Fly

  37. “non parlerò”
    e invece ne esce l’ennesimo post?
    meno male che è finita,
    soprattutto per lei.

  38. secondo me, ha fatto bene a lasciarci perchè soffriva da 17 anni. la salutiamo proff!!!!!! vale e giulia m.

  39. Mi spiace arrivare tardi e concordo con quanto hai scritto. Anche io ho “resistito” fino a l’altro ieri come ben sai, volevo chiedere anch’io perchè non l’hanno fatta vedere com’era ora. In fondo dopo le teste dei bimbi di Gaza e le ultime immagini di Welby credo ci poteva stare. Forse in tanti avrebbero avuto “elementi” in più per tacere.
    Ed ora pace sia per lei e silenzio per tutti i suoi cari.

  40. Anche secondo me nessuno dovrebbe parlare per Eluana… perché nessuno di noi è Eluana


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