Pubblicato da: fabioletterario | 15/07/2008

Y-generation

Con Y-generation si intende la generazione nata dopo gli anni Ottanta, che si ritrova abitualmente lungo il litorale emiliano per un unico scopo: stare insieme e divertirsi a suon di musica e abbracci regalati senza alcuna parsimonia tra gente che spesso si conosce sul momento. Deprecabili o no, sono centinaia, i rappresentanti della nuova generazione che praticano questo hobby, e sono quelli che in qualche modo reggono anche l’economia di quelle zone, preferendo regalarsi 4 giorni al colpo spezzati in più momenti durante la stagione estiva, anziché spenderli continuativamente come le famiglie tradizionali. Sono insomma i fai da te della riviera, quelli sui quali si regge gran parte del fatturato turistico e anche quelli che continuano ad alimentare il mito per quella zona, che pare, almeno dalle immagini in tv, vivere prevalentemente di ciò, anche se io non sono per niente d’accordo a riguardo.

Certe volte vorrei entrare nella testa di un giovane per cercare di capirne i meccanismi. Mi affascina l’idea, perché non so cosa potrei trovarci, in quelle menti fresche e al tempo steso acerbe, per le quali provo sempre un po’ di timore, ogni volta che le incontro. Ho provato a fare degli schemi, delle ipotesi di rinvenimento, io che tra l’altro sono archeologo e dunque ho una particolare predisposizione per i reperti. Forse là dentro giacciono mucchi di ormoni in attesa di essere scaricati verso le parti basse oppure cumuli di cervello poco utilizzati che non attendono altro che il giusto input per ripartire alla grande. Una cosa è certa: che sentono la necessità di provare emozioni che non provano quotidianamente, e che dunque creano i diversivi per sentirsi diversi e magari anche grandi.

Quando appartenevo a quella Y-generation non non ho mai avuto voglia di buttarmi nella mischia per sentirmi parte della società o per cercare di farmi accettare. Non ne avevo voglia in quanto non mi pareva quella la via migliore per sentirmi accettato o anche solo considerato, e anzi, sceglievo le mie strade in modo del tutto anomalo, spessissimo in palese contrasto con quelle seguite dai più, senza alcun timore di andare controcorrente e non far parte del gruppo. No, il gruppo non mi ha mai  fatto sentire la necessità di farne parte, e l’essere accettato, per quanto corrisponda ad uno dei bisogni di cui tutti andiamo alla ricerca, non si concretizzava nel bere insieme, nel fumar spinelli, nell’andarmene da casa per un week end per sballarmi in discoteca. E non ero neppure uno dei ragazzini modello, visto che a 17 anni ho preso e me ne sono andato al mio primo concerto di Madonna, nonostante le opposizioni di mia mamma, a cui tutt’oggi quello strano e controverso personaggio non sta particolarmente simpatico. Essere parte del gruppo è così importante, oggi? Ma per essere parte di un gruppo, il singolo può scrivere le regole o può solamente accettarle?

Io sin da piccolo non ho scritto né imposto regole. Ma posso sneza dubbio affermare di averle riscritte. Ogni tanto ci ripenso e cerco di mettere la mia foto da ragazzo accanto a quella dei ragazzi di oggi, in chiave comparativa. La domanda che nasce ogni volta è la stessa: sono questi, oppure in quel momento della mia vita ero proprio io a far parte di una Generazione-y, che ancora non era nata e ed aveva ben altre caratteristiche rispetto a quella odierna? Essere giovani significa andare controcorrente o con la corrente?


Responses

  1. “Certe volte vorrei entrare nella testa di un giovane per cercare di capirne i meccanismi”

    HA PARLATO NONNO FABIO!! sei solo di una generazione diversa..decisamente migliore 😀

    ..per stare in un gruppo,le regole o le accetti o le scrivi tu…
    la risposta alla tua domanda non ce l’ho.Mai ubriacata(ma anche perchè “reggo bene”),mai scappata di casa,il fumo mi fa schifo sotto ogni forma..benvenuto nel mio non-gruppo 😀

  2. “Essere parte del gruppo è così importante, oggi? Ma per essere parte di un gruppo, il singolo può scrivere le regole o può solamente accettarle?” Non lo so, io ero impegnato in molte attività da ragazzo per cui le regole del gruppo me le personalizzavo a seconda delle mie esigenze, ero uno scheggia impazzita all’interno del gruppo, ma non mi sono mai sentito escluso, anzi ero un fonte “alternativa” di idee.

  3. mai fatto parte di un gruppo cosi’ come si intende oggi, al massimo ci si vedeva in piazzetta un’oretta o due e poi via, tutti a casa.
    forse anche io facevo parte di un non gruppo…..

  4. Mi unisco a questo “non gruppo”, forse era una generazione così, o forse era proprio questo andare contro la non appartenenza ad un gruppo che ci faceva sentire speciali.
    Mi sono rispecchiata in pieno, nelle tue parole, strana gioventù la nostra, sarà stata colpa del periodo storico particolare, o forse i tassi d’inquinamento inferiori hanno fatto si, che vivessimo questo periodo fuori dalla massa, troppe variabili da valutare per capirne l’origine.

  5. una cosa è il gruppo, un’altra è la squadra. I gruppi mi fanno pensare ai branchi, le squadre inevece agli stormi. Chi pensa di avere un carattere forte tende a “creare” un grippo, chi pensa di avere un carattere debole, invece si “associa” ad un gruppo. Una squadra però è vincente solo quando sono tutti forti. Il problema credo risieda nell’educazione, non di tutti, ma di quei presunti “forti” che formano i gruppi..credo siano loro le “piaghe” della nostra società…io cmq, mentre i bambini della mia generazione compravano i vari “topolino” nelle edicole, mi dilettavo a collezionare dischi di musica classica, oggi viceversa, leggo i topolini o)

  6. quanti stereotipi avete voi vecchietti, dei giovani.
    non è vero che siamo tutti uguali e non è vero che sto dicendo che non siamo tutti uguali perchè sono giovane.
    credo ci siano ragazzi completamente immaturi, che fanno stronzate tipo bere e guidare o bucarsi o checavoloneso.
    però è anche vero che ci sono i ragazzi con la testa sulle spalle, che sanno divertirsi senza esagerare. e ripeto che sanno divertirsi.
    poi un detto latino dice “semel in anno licet insanire” o una cosa del genre, in latino ho sempre fatto schifo.
    non credo sia così facile, quindi entrare nella testa dei “gggiovini”.
    semplicemente perchè non è una sola, ma sono due, tre, dieci, mille…
    un bacione fabio.

  7. eh, prof! Che domanda difficile!!!

    Anch’io da adolescente ho avuto tanti amici, ma non un “gruppo”, mai scappata, mai fumato, mai sbevazzato (bevo solo adesso un bicchiere di vino a cena ogni tanto), niente sesso prima del matrimonio (e non per fobia, eh)… tuttavia ho sempre vissuto secondo i MIEI princìpi a costo di discussioni infinite con i miei. Le regole me le sono sempre date da sola.

    I giovani di adesso? spesso migliori di quel che si vede all’esterno.
    Giovani e basta. In unìetà in cui è già di ficcile riconoscersi da se stessi, figurati farsi capire dalle altre generazioni…

    Certo, le mele marce ci sono. Come è sempre stato, in ogni generazione. No?

  8. leggendo la tua domanda non posso far altro che rifletterci
    e riflettere su di me vien naturale
    eravamo meglio noi e sono meglio loro? una domanda che non può avere una risposta, noi avevamo un tot a disposizione, loro hanno un mondo più tecnologico davanti
    li avessimo avuti noi al nostro tempo possiamo dire che saremmo stati una Y pari pari a quelli di oggi?
    mi vien da dire si
    si sono perse molte strade che a noi sono state care ed è proprio la differenza di queste che ci impedisce di immedesimarci con i ragazzi di oggi
    io potessi questi anni li rivivrei, 🙂 e chi non lo farebbe?
    chiediti se i giovani di oggi quando avranno raggiunto la nostra età si faranno la tua stessa domanda….tu che dici?
    un bacione e buona giornata 😛

  9. Eggià sti giovani oggi…
    ma anche basta no?
    esser giovane oggi significa esser giovane. Punto.
    La stessa cosa che ha sempre significato. Con la ricera di conferma anche attraverso l’appartenenza ad un gruppo. Come sempre stato. Con il dito puntato delle generazioni successive, sempre superiori, sempre piene di “noi, ai nostri tempi…”
    E come sempre ci è stato chi invece coltivava la propria individualità. Anche oggi.
    Ma parliamo di niente.
    Qundo si imparerà a giudicare la persona?O a non giudicare affatto?
    Quando si imparerà a non pensare che è sbagliato ciò che non capiamo o non appartiene alla nostra natura?Mai, perchè anche questo fa parte di una scena vista e rivista, che si ripete, e si ripeterà.
    Forse non è l’essere giovane a cambiare ma i contesti?

  10. Semplicemente noi non avevamo abbastanza soldi per sbronzarci e farci di droga.
    Quindi anche se facevi cagnara in gruppo non arrivavi agli eccessi che si vedono oggi.

  11. io credo che questa odierna generazione y abbia molto più potere economico di quanto ne avessimo noi
    e che siano molto più annoiati e apatici di quanto lo eravamo noi
    più si ha e meno si capisce che valore ha
    noi avevamo le serate seduti sulla panchina in piazza ( o sul muretto o dove ti pare)
    avevamo i mitici festini negli scantinati di casa con i dj nostrani al mixer
    ahhhhhhhhhh che ricordi
    no no Fabio evita questi post per favore
    mi sento vecchiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  12. I giovani li frequtno spesso all’università e devo dire che, a differenza della mia età di mamma, con alcuni di loro vado anche d’accordo e ho pure un dialogo…..
    I giovani non sono tutti compresi nei ” modaioli” che vanno a sbevazzare e mostrarsi sulla riviera.
    Moltissimi di loro fanno volontariato, ne conosco diversi che a poco + di 20 anni vanno sulle ambulanze ( anche le ragazze vedessi) qualcuna v ain parrocchia e aiuta il parroco a inserire i bambini ROM.
    I gruppi e l’imortanza di far parte del gruppo c’è sempre stata. Ai miei tempi x esesempio andavano i “paninari” strafirmati e fighetti.
    e anche allora c’era chi invece non andava incontro alle mode solo x sentirsi parte di un gruppo.
    L’appartenza o la non- appartenenza a un gruppo aiuta il formarsi dell’identità personale, è così x noi aadulti e ancora + per i giovani.

    – Mi chiedo spesso ( avendo una figlia nata nel 1996)
    come sarà la Z-generation, quelli nat dagli anni 90 in poi…quelli che sono ancora nella adolescenza e si stanno avventurando nella giovinezza….

  13. Bella domanda… forse essere giovani significa soltanto imparare andando contro corrente e con la corrente a seconda di come ci va’… quando ero adolescente andavo contro corrente rispetto alla corrente dei miei coetanei: allora restavo a casa studiare invece che uscire a far baldoria, allora mi vestivo in modo scifosamente classico mentre tutti erano scportiveggianti e paninari… ora, a trent’anni, faccio lo stesso: gli altri magari stanno a casa con morosa/moglie e/o figli ed io vado a far baldoria, gli altri si vestono in modo schifosamente classico ed io… con la camicia gialla… al Matilda…

  14. L’elisa di qualche commento fa ero io.
    @ Francesca: quindi spinelli ed LSD nascono rigorosamente negli anni ’80? che poi è secondario, mi pare che l’attacco sia nella serietà e vuotezza della generazione y rispetto alla precedente.
    Che il semplice non poterselo permettere non mi sembra dia credito ad alcun merito.

    @ Strega Athena: potere economico di chi, dei 20enni di oggi? e il precariato? e gli stipendi da fame? e i mutui non concessi? che sono favole?

    un giovane ha la sua identità da costruirsi e uniformarsi ad gruppo serve a sopperire le normali mancanze di una individualità in formazione.
    E a me questo ispira una grande simpatia. Nessun senso di sufficienza (ma forse io che sono nata proprio nell’80..rientro ancora nella categoria)

    La scelta di andare corrente , contro-corrente, è poi alla fine un aspetto secondario.

    Che poi io sospetto che una grigia uniformatizzazione sussista anche negli anni a venire.
    E questo post mi sembra una valida dimostranza.

  15. Bel quesito, Fabio.
    Io ho sempre ragionato abbastanza con la mia testa, pur facendo parte di un gruppo. Sin da ragazzina ho vissuto una strana vita che si divideva, come minimo, in due aspetti. Il mio impegno politico da una parte e la voglia di divertirmi tipica di quell’età. Ho sempre cercato di fare entrambe le cose. Cazzate ne ho fatto, come tanti, ho conosciuto alcol e spinelli. Ma credo che spesso sia necessario passare per tutta una serie di esperienze. Ero impeganta politicamente, mi piaceva divertirmi, eppure avevo il senso del dovere e a scuola sono sempre andata bene, pur senza sgobbare.
    Ora guardo le nuove generazioni, guardo mie figlie e mi sembra che qualcosa non quadri, qualcosa non funziona, non ha funzionato. Questo è uno degli aspetti della mia vita che mi rende maggiormente inquieta.

  16. Mi troverai, spero meno incasinato di ora, divertiti e goditi le tue vacanze
    a presto

  17. Essere giovani significa essere giovani.
    Generazioni X e y lasciamole agli opinionisti da studio aperto.
    La generalizzazione sulla gioventù che non è più quella di una volta è banale e vecchia di mille anni (o forse più).

  18. Sarebbe meglio essere sempre sé stessi, con o contro corrente.

  19. caro Fabio, prima di tutto è un piacere rileggerti. pensa che Funari nella sua bara si è fatto mettere 3 pacchetti di sigarette (uno già aperto) un accendino e delle fiches da casinò.
    non credo che lo facciano fumare Lassù, ma penso che in qualche modo ci riuscirà.

    Generazione Y? io del 1978, quindi fuori target. Grazie a Dio. e nonostante la posizione politica che ci rende distinti e distanti, so in cuor mio che nè io nè te vorremmo essere inglobati dentro qualche schema antropoligico-informativo-comunicativo.

    Come evitare? beh, io ho risolto: pensa che mi laureo in Lex e sono anarchico nell’animo. Dialettica, dirai tu.
    Rivoluzione Sognante, rispondo io.

    chissà che non avvenga presto.
    un caro abbraccio, GB

  20. @ skippina i giovani d’oggi hanno più possibilità economiche semplicemtne perchè vivono + a lungo in famiglia e si sposano + tardi quindi per quanto precari e con stipendi bassi quasi sempre hanno l’intero stipendio da spendere per se stessi.
    Che poi il rimanere in famiglia per molti sia obbligatorio per via del lavoro precario sarà vero, ma sono in moltissimi che invece ocn un lavoro fisso ci rimangono solo per le comodità….

  21. Dunque io appartengo alla generazione Y ma proprio non so rispondere alle tue domande semplicemente perchè non mi riconosco affatto in quella fascia di ragazzi che tu ha descritto, che adorano ballare fino al mattino sulla riviera romagnola. Io al mucchio preferisco la solitudine. Adoro il mare, adoro viaggiare, imparare nuove lingue e nuove culture. Appena posso, lavoro e stipendio permettendo, prendo e parto, lontano dalla mischia però. Io ho la fortuna di essere alla mia età economicamente indipendente e vivo da sola. Forse sono un’eccezione, vero, ma l’importante è non generalizzare. Alla fine secondo me tutti i giovani di ogni epoca sono perfettamente uguali.

  22. Credo che la cosa peggiore sia l’omologazione forzata,molto spesso questa categoria di giovani,perchè non tutti sono così,per far parte del gruppo violentano anche il “loro sentire”…anche se credo che sia sempre stato così.
    Un caro saluto

  23. A me piacciono i giovani d’oggi, non tutti. A volte mi fanno incazzare ma loro ci sono, sempre presenti basta ascoltarli un po’ di piú e viziarli il meno possibile.

  24. ma.. vedo molti ragazzini simili ora, ma non tutti, ci sono smepre quelli che esulano dal branco, che sanno chi sono anche in solitario. forse tutti facciamo parte di un gruppo, di cui magari non conosciamo i componenti e nemmeno tutte le regole.. ma siamo anche fuori da tutti questi gruppi. I giovani sono smepre stati stereotipati, accadeva ieri, accade oggi e temo accadrà domani. E se molti ci appaiono così come sono descritti… tanti altri non lo sono. é che diventa più semplice notare 30 perosne vestite e pettinate uguali che hanno diciamo stesse regole comportamentali. che avvistare dei singoli o comunque gruppi più piccoli.
    ciao gio

  25. Ciao Fabio, essere giovane significa essere me stessa e mi auguro di esserlo sempre… anche da nonnetta (costa comunque tanta fatica!) ciao ciao

  26. Bel post compagno inattuale Fabio

    fiore

  27. Essere giovani come la intendi tu significa essere ciò che noi non siamo più….. anche se non siamo poi così vecchietti, dai.
    Anche io a quell’ età ero un po’ controcorrente. In un gruppo in cui tutti fumavano io non ho mai messo una sigaretta in bocca ( e di questo ne sono anche abbastanza fiero ), in un gruppo in cui tutti vestivano fighetto io ero l’unico non griffato. A dire il vero sarebbe piaciuto anche a me, ma i miei non potevano di certo permetterselo ed io capivo perfettamente la situazione ed ero comunque a mio agio nei miei jeans e t-shirt comprati in piazza.
    Nemmeno io mi sono mai ubriacato….. oddio, allegrotto qualche volta, ma ciuco mai.
    Insomma, un po’ per personalità, un po’ per carattere, un po’ per forza eccomi anch’io membro del non-gruppo!!!!
    Maury

  28. secondo me l’importante e’ andare e andare con consapevolezza.
    il dramma e’ quando si sta fermi e ci ritrova 30 anni piu’ vecchi.

  29. mi sembrano troppo legati al branco e più inclini ad attuarne le leggi…spesso con risultati ignobili…

  30. Felice scoperta, Fabio: mi piace il tuo modo semplice e lineare di porti domande di una certa serietà.
    Anch’io non ho mai sentito l’esigenza di far gruppo, infatti mi sono sempre sentita un cane sciolto.
    Poi…vabbè, io ero veramente un caso a parte.
    🙂

  31. anche per me è la stessa cosa. ricercavo il gruppo, ma per me non era fondamentale uniformarmi, rimanevo sostanzialmente me stessa. il bisogno di conformarsi negli adolescenti è funzionale a superare il periodo di passaggio all’età adulta e rafforzare l’identità. ma il gruppo dovrebbe avere degli orientamenti positivi. senno che ti rafforza ? comunque conosco tanti adulti banderuoli, che si conformano come più è opportuno. i giovani portano il nuovo seme nella società che ha bisogno di rinnovarsi, quindi penso sia un bene che si ribellino, che cerchino il cambiamento.
    ps: posso scriverti ?

  32. Come mi trovi daccordo su quello che hai scritto, immagino che sarà il tuo lavoro quello di poter osservare la continua evoluzione del genere umano soprattutto nelle sue doti umanistiche.Concordo con te e aggiungo: i ragazzi di oggi si sentono di essere “onnipotenti, onniscienti, infallibili”, ma poi osservi la loro fragilità al limite dell’autodistruzione soprattutto quando fanno scelte che secondo loro vanno controcorrente al mondo degli adulti.
    Ti leggerò con calma e mi fà piacere leggerti perchè così mi rendo conto che non sono la sola a pensarla ad una certa maniera. Sono una conservatrice del “bene” che ogni uomo porta con sè. Una Buonagiornata.

  33. BAH!
    Forse dipende dalle inclinazioni naturali.C’è un’aggregazione per istintiva appartenenza e c’è un “andar contro” senza consapevolmente sapere.Personalmente sono insofferente a qualsiasi imposizione o potere (pre) costituito.Ribelle per dna e storia.Non avrei mai potuto unirmi se non per bandiera o per passione.Guardo allora questi fenomeni,sorrido,poi…passo oltre. Ma non QUI! Bianca 2007

  34. Non so se ho mai fatto parte di una Ygeneration….so solo che sono sempre stata fuori dal gruppo, troppo diversa, uno spirito libero.

  35. Carino, TU sei sparito per mesi..io solo per qualche giorno! :)..ma sono incasinata a lavoro e spero di aggiornare presto :)))!!!
    Buona giornata!

  36. essere giovani significa divertirsi e fare cose ‘folli’ o normali, ma che hanno sempre un sapore diverso perche’ spesso fatte con l’incoscienza di chi nn sa cosa lo aspetta dopo, di chi se ne fotte di cio’ che accadra’ perche’ vede la vita lunga e lontana..
    Un po’ tutti abbiamo fatto parte di una generazione y..

  37. ‘giorno! mio fratello, di dieci anni più piccolo di me, l’altro ieri mi ha chiesto “ma come hai fatto a sopravvivere agli anni ’80???”…ecco, ogni generazione guarda alle altre come ad un insondabile mistero!

  38. Carp il mio Pof, lei è nato postumo.
    Più o meno come Eyes wide shut.

  39. Ora la chiamano Y-generation, una volta la chiamavano la generazione delle orge. Tutto sommato preferisco la vecchia definizione. Ciao.

  40. Ti lascio un semplice saluto. I quesiti che poni richiederebbero tempo e riflessione, ma il caldo annebbia la mia mente e mi spinge verso altri lidi, cioè verso il mare.
    Un abbraccio

  41. il tempo passa purtroppo. Arriverà anche la Z generation 😉

  42. Sior Maestro finalmente, torno oggi e vedo che anche tu sei tornato da qualche giorno, mi stavo preoccupando…
    kiss.
    R.

  43. L’importante è non prenderla, la corrente!

  44. Io non ho mai cercato il gruppo, nè ho mai tentato di uniformarmi… sono sempre stata un’outsider, in questo senso, un battitore libero. Ho sempre preferito essere me stessa, e se mi andava di fare una cosa la facevo ma senza che “dovesse per forza di cose essere di moda” o piacere a qualcuno all’infuori di me… eppure stavo bene. Ti chiedi se essere parte del gruppo è così importante oggi… io penso che lo sia nella stessa misura in cui lo era quando eravamo noi la generazione Y… per alcuni lo era, per altri no, semplicemente.

    Un saluto e buona serata. Ciaooooooooooooo

  45. ciao, fabio!!!

  46. da noi c’erano gruppi serratissimi. per entrarci dovevi avere caratteristiche speciali,così noi ‘normali’ abbiamo fatto un gruppo a parte. i classici nerd

  47. Io non sono mai stato del “gruppo”. Ho fatto scelte diverse, e devo dire che a momenti mi sono sentito FUORI TEMPO, non in sincrono con il mondo che avevo attorno.
    Vedendomi a posteriori so di aver forse perso qualcosa, ma so anche che grazie a quelle scelte sono la persona che sono adesso e ne sono pienamente felice e consapevole.
    Non vorrei parlare “male” dei giovani di oggi, (cosa che spesso comunque ho fatto), ma , essendo la storia spesso ciclica, ritornino periodi in cui la voglia dell’esserci per essere e non dell’esserci “per partecipare” possano tornare…..

  48. Buongiorno!!! Ho deciso di uccidere INFOSTRADA!!! e’ da 4 mesi che aspetto l’adsl e il telef a casa…da lavoro ho sempre meno tempo!!
    :)..com vedi, scompaio e riappaio..ma io sono decisamente + veloce di te! :)))

  49. credo significhi essere la corrente.

  50. secondo me è un po’ entrambe le cose: avere il fascino (e l’autorevolezza) del leader e assecondare (abilmente) l’entusiasmo di gruppo…
    anche io non ho mai voluto far parte del “gruppo”, l’ho sempre vissuto come un compromesso…

  51. passavo per augurarti una dolce notte…e mi è arrivato un flash… nonostante ormai sia da pre-pensionamento e sull’orlo di un esaurimento….mi sono ricordata….NON MI HAI DETTO COME E’ STATO????? Stupendo immagino…

  52. I giovani sono generalmente controcorrente rispetto agli adulti e perfettamente in linea con tutto quello che fanno i loro coetanei… era così anche ai “nostri tempi”: ricordi quando tutti volevano indossare le timberland, o chi erano i “paninari”? E come te riocrdo che anch’io invece di uniformarmi nuotavo contro.
    Corinzia

  53. Sicuramente i tempi sono cambiati… in peggio per questi ragazzini generazione anni 80 che sembrano essere privi di identità e ideologie…
    O magari le hanno ma noi non le capiamo..forse proprio come noi a nostra volta non capivamo quelle di una generazione più vecchia.
    Insomma, una catena… dove passano e son passati tutti.
    Essere giovani significa essere se stessi, avere personalità, dare un contributo a questa società, essere attivi, positivi…responsabili.
    Ok dai, pretendo troppo…:-) … felice comunque di non appartenere alla generazione in questione…:-)

  54. io ho un ventenne in casa e mi sembra che essere parte di un gruppo sia molto importante per lui….ma ripensandoci bene anche se volevo fare l’anticonformista anche io alla sua età ero in linea con i miei coetanei

  55. Da me si riflette su arte e potere…parole di un grande?
    PS Stai scrivendo qualcosa, ho capito bene?

  56. Caro fabio,
    mi riconosco molto nelle cose che dici. Io stesso non ho mai – a suo tempo – seguito le mode del gruppo, intendendo “mode” nel senso più lato possibile. E non ho vissuto tante delle cose che la massa dei giovani vive ad una certa età. A volte penso sia stato un errore, e che ora mi rtrovo a pagare certe mancanze passate; altre volte penso non sia mai un errore seguire le proprie inclinazioni, qualunque esse siano, e che sarebbe stato sbagliato forzarsi ad entrare in un way of life che non sentivo mio.
    Rimane il fatto… che siamo individui prima, molto prima, che appartenentu ad un gruppo.
    un abbraccio Mr
    Daniel

  57. Quoto Daniel. Essere se stessi deve venire prima di essere gruppo o peggio ancora branco.

  58. un saluto a te Fabio e un soffio di mare
    ieri le onde erano bellissime

  59. Essere giovani significa andare con la corrente essendo convinti di andare controcorrente (per questo gli italiani non crescono mai). Diventare adulti (almeno in Italia) significa invece andare controcorrente essendo convinti di stare ancora nella corrente. Insomma, si è sempre col posteriore dalla parte sbagliata. Ma tu sei così vecchio da non capire già i giovani?

  60. Buon fine settimana!

  61. mhm, dilemma amletico, ogni situazione è diversa, ogni generazione è a sè, a volte quando ripenso al passato mi rendo conto che in certe situazioni è andata bene, è anche vero che il mondo è cambiato ed è diventato più pericoloso, o forse le persone hanno meno timore, e si buttano nella vita senza rete di sicurezza.
    😦
    un saluto

  62. Buon weekwend, prof.

  63. buon fine settimana Fabio

  64. Difficile entrare nella testa degli altri… perchè non è poi vero che ci si possa omologare per generazioni. Ognuno di noi è diverso.
    Questa omologazione spesso fa comodo agli psicologi e a chi vuole interpretare le dinamiche sociali perchè rende le situazioni più facili da studiare e da identificare.

  65. Tu che lavori con i giovani (anche se molto giovani) sarai più esperto di noi nel notare del dinamiche del gruppo. Io credo che ci siano i leader, quelli con la personalità più forte, che lanciano le idee, le mode, gli slang, ecc. e gli altri che, più insicuri, le seguono. E’ difficile sfuggire a questi meccanismi. L’adolescenza è un periodo terribile e oggi mi pare che si prolunghi anche di molti anni al di là del periodo strettamente biologico.
    Quando ero adolescente, i miei mi hanno talmente tarpato le ali che non ho potuto fare niente di benchè minimamente trasgressivo nella mia poco più che clausura.
    Come madre oggi, spero solo di poter contare sulla capacità di ragionare che, spero, avranno i miei figli perchè so che l’attrazione del branco sarà fortissima.

  66. Queste generazioni Y, come le chiami tu, sono sempre esistite e sempre esisteranno.
    Non cambierà la tipologia ma, purtroppo, cambieranno le modalità per sballare.
    A riccione sono stato una volta sola..mi è bastato.
    Fare a gara tra chi cucca più ragazze e viene a dormire col sole più alto, mi dava noia, ma il nostro sballo era quello.
    Nel 1986 girava qualche spinello (lascia la bocca di merda) un BMW 320(baracca) ma nulla di tanto pericoloso..
    Oggi una pastiglia “meraviglia” che ne so, 5 euro, ti promette la felicità..
    Auto con 300 cavalli ti fanno credere immortale, fino al giorno in cui i genitori sulla tomba si chiedono:perchè?
    Perchè, cari genitori (me compreso) i nostri figli ci chiedono attenzioni, tempo al loro dedicato, amore sincero e severità inamovibile per i principii invalicabili.
    Non cosa diamo loro:
    Play station come baby sitter
    Vestiti firmati, scarpe da 200 euro(?), motorini ultimo tipo, ogni sorta di permesso, ma non amore..
    Perchè siamo così?
    I nostri sensi di colpa per non saper o voler amare ci attanagliano lo stomaco e con i regali ci illudiamo di lenire questa morsa..
    Tutto inutile!
    Daniele

  67. 😀 mi spiace,ma non posso farti da cavia: sono nata negli anni ottanta, ma non regalo i miei abbracci gratis, ma li riservo alle persone che se lo meritano e nei momenti che servono; non mi butto nella mischia, non sorreggo alcuna economia marittima o di riviera, sono persino astemia! appartengo ai pochi giovani che preferiscono trovarsi in un posto tranquillo, con i pochi veri Amici a chiacchierare , sentendo quello che si dice….
    buona settimana Archeologo !

  68. io credo che il gruppo sia importante per gli adolescenti per sostenersi in un momento di grande confusione e paure.
    Si sostengono. E fin qui tutto bene. Il problema è che oggi la direzione in cui possono muovere è suggerita da una società di apparenze e ricerca di visibilità incapace di suggerire forme creative o semplicemente ri-creative di stare insieme.
    detto sinteticamente
    ciao, marina

  69. Scrivi: “Essere giovani significa andare controcorrente o con la corrente?” A mio immodesto parere, dipende: a volte l’una a volte l’altra cosa. Dentro al flusso dei coetanei, per essere accettati dai pari, fuori dal pensiero dei “grandi”, per lo stesso identico motivo. Io ricordo di furibonde liti con mia madre e ricordo anche che spiavo di sottecchi i miei amici per vedere cosa facevano, magari poi facevo l’opposto ma non mancavo di tenerli d’occhio. Anche fra i giovani di oggi ci sono diverse sfumature di carattere e di comportamenti, s’intende, ma ciò che li accomuna è l’ansia di sperimentare, la curiosità, e meno male, che giovani sarebbero se non fossero un po’ avventurosi e sventati? Dai, anche tu eri così. E’ stato emozionante il concerto?

  70. Un saluto. Passa da me. Un abbraccio e un premio per te.
    Cristiana

  71. Hai visto cosa è successo a venezia sabato sera?
    Dio mio, che strazio.
    Non so se tu sei genitore, ma il nostro incubo maggiore è di essere chiamati nel cuore della notte da una voce sconosciuta..
    Che dolore

  72. ahhh ma sei sparito di nuovo…??

  73. Io cono stata sempre allergica al branco, soprattutto al suo frequente sentirsi migliore degli altri, non sopporto la fedeltà che richiede. Qualche volta ho avuto difficoltà per questo anche a scout, e sono scappata dal CAI (ero stufa di sentir dire quanto eravamo fighi mentre gli altri una cacca). Però dall’altro lato amo il gruppo, quando t’incontri per condividere un interesse, un’ideale, un obiettivo. La presenza degli altri dà energia, la condivisione, almeno per me, rende tutto più ricco.


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