Pubblicato da: fabioletterario | 12/05/2008

Il guardone di epigrafi

Nella nostra multiforme società esistono mestieri che non sospetteremmo mai. Si tratta dei doppi mestieri, quelli che compiamo senza alcuno sforzo, quelli fatti di semplicità, di azioni attuate in modo del tutto inconsulto, e che ci nascono spontanei, a volte anche troppo. Se ci pensiamo bene, ognuno di noi ne ha uno: c’è chi ama farsi gli affari degli altri, che si diletta a contare le biciclette che incontra la mattina, chi si limita a fare le pulci agli altri ogni volta che ne ha la possibilità, e c’è anche chi non ama pestare le strisce che incontra in strada, il tutto senza che ve ne sia una motivazione. Ma ve ne sono anche di più particolari, e io ne ho appena scoperto uno.

Stamattina mi è capitato di passare accanto alla locale Cooperativa, che ha la particolarità di mettere in vetrina, oltre a quanto vende, anche le epigrafi dei defunti. Si tratta, per la verità, di un angolino esterno, un semplice spazio di appena un metro quadrato, non di più, dove prima o poi tutti i cittadini rischiano di essere un giorno protagonisti. E lo saranno, ovviamente, loro malgrado, con tanto di foto, di data di nascita, ed anche quella dell’ultimo giorno trascorso sotto la volta celeste. Ebbene, in quello spazietto così innocuo, c’è sempre un grande assembramento di gente. Si pigiano fitti fitti, senza pudore, e non si fanno scrupolo a desiderare manifestamente di essere in prima fila. Non sono lì per dare un’occhiata alle offerte del giorno, né per confrontare i prezzi, e neppure per lasciarsi tentare da un acquisto. Sono lì per esercitare un’arte che nel tempo si è evoluta sino a diventare una sorta di mestiere strutturato, che potremmo definire il guardone di epigrafi.

A dirla così sembrerebbe una situazione per lo meno pirandelliana, e sinceramente un po’ lo è. Immaginate arzille vecchiette, ma anche baldi giovanotti, che fanno la conta di chi ha attraversato la porta inferis, mentre osservano da vicino e con grande attenzione la non solo l’esposizione dell’epigrafe, ma anche la qualità della sua fattura in sé e per sé. Dei guardoni di epigrafi io so proprio tutto; per esempio, so che tale pregnante teatrante ha due frasi impresse nel proprio dna:

1. Oh, lo conoscevo bene;

2. Era così giovane.

Certo, io capisco che, davanti alla morte, tutti siamo sempre troppo giovani, che non è il nostro tempo, che si poteva aspettare prima di fare il grande salto, però c’è anche un limite a tutto ciò. Perché, sostenere davanti al manifesto mortuario di un novantenne che era ancora giovane, beh, direi che proprio sia un’eresia. Il poveretto forse stava indubbiamente ancora bene, magari godeva di una discreta salute e di una invidiabile autonomia, non c’è che dire, ma di sicuro non era troppo giovane. Quanto poi alla prima considerazione, posso affermare che o esiste una sorta di banca dati delle conoscenze, oppure qualcuno bara, e scusate il macabro gioco di parole. Ma è possibile che davanti all’ennesimo morto, tutti dicano sempre questa cosa? Oh, io lo consocevo… E non ci si limita a quello, occorre sempre aggiungere l’avverbio, per qualificare maggiormente il grado di conoscenza. Bene. Tutti conoscono tutti bene. Potrebbe anche essere spaventosamente inquietante, una cosa del genere…   

Il mestiere in questione mi lascia indubbiamente alquanto sconcertato: è largamente diffuso, specialmente nei paesi di provincia, dove tutti conoscono tutti, e dove sapere le situazioni, gli affari, i legami dell’altro è qualcosa di ordinario. Allora, una considerazione mi nasce spontanea: o qualcuno cerca di avvicinarsi alla morte mandando avanti gli altri, oppure il guardone di epigrafi è un mestiere particolarmente remunerativo ma nessuno lo confessa…

Annunci

Responses

  1. Soprattutto nei piccoli paesi di provicia, dove tutti conoscono tutti, guardare gli epigrafi è un modo per rendere omaggio alla persona che ha appena lasciato la vita terrena. Quando tutti conoscono tutti, chi va via per primo porta con sè un pezzetto di ognuno di noi, del nostro passato, magari anche solo l’instante in cui ha incrociato il nostro sguardo…quando faccio ritorno nel mio paesino, anch’io mi fermo a guardare gli epigrafi…che senso di amarezza, forse non era giovane, ma lo conoscevo…

  2. in effetti il dilemma resta insoluto…
    appro di cose strane: ho conosciuto una tizia che sosteneva che calpestare i sampietrini le portava male… avresti dovuto vedere le acrobazie che faceva a Roma in centro pur di evitarli!!! :mrgreen:

  3. mio padre era solito leggere i necrologi sul quotidiano e si giustificava sempre dicendo……voglio vedere se ci sono anche io!!!!!!!!

  4. Adorabile e leggiadro questo tuo post. Grazie, veramente grazie perchè avevo proprio bisogno di una buona dose di riso, per irradiare questa giornata di buon umore.
    Sono concorde con ciò che dici, e riflettendoci su, è una cosa che mi ha sempre incuriosito molto. Da quando vivo in codesta città ( città poi?) incontro crocchi di arzille e arzilli vecchietti che in un assembramento umano a dir poco, miracoloso, stazionano ore e ora di fronte a questi dazibao del necrologio, facendo osservazioni lapalissiane sul de cuius, del tipo: “e pensare che l’ho visto ieri e stava così bene…” oppure “e pover fieul….aveva ancora una vita davanti…”.
    Ho già messo le mani avanti con i miei cari, guai a loro se quel dì avranno la malaugurata idea di affiggere il mio epigrafo, al pubblico ludibrio.
    Un abbraccio

  5. Scusa ma mi sono incantata a guardare gli anatroccoli nel banner… bellissimi.
    Realissimo ciò che scrivi. Poi quelle corredate di foto… foto scattate quando si sono sposati e subito dopo, tutti belli e giovanissimi… poi leggi e avevano 99 anni e il commento che nasce è: “però… li portava proprio bene i suoi anni”.
    Sempre grande Fabio. ciao ciao

  6. c’ è un’a collega di mia madre che controlla come i parenti curino le tombe dei loro defunti, quante volte vanno, che fiori comprano…

  7. E’ l’evoluzione del lettore di necrologi. Un’altra frase è “era tanto bravo!”. P.S. io raddrizzo le chiavi.

  8. già è proprio un’abitudine dei paesi piccoli. bè anche un pò meno piccoli
    e chissà come mai cè sempre quello che sa tutto del malcapitato in questione
    ma non solo, mi stupisco anche sapendo per certo, detto da chi lo frequenta giornalmente, che la stessa cosa avviene la dove questi riposano
    tutti i giorni cè un “inquilino” nuovo di cui parlare, magari anche dopo la visita comodamente seduti al tavolino del bar
    ma vero è che la lingua arriva sempre più avanti del cervello…
    sai cosa è buffo?
    ma chi lo fa non si chiede domani lo faranno con me? e che diranno mai?
    dopo la pensione dici che è questo il lavoro che ci tocca?
    mha…

  9. … mi hai fatto venire in mente una barzelletta… come dice Suysan nel suo commento… c’era un signore che passava tutti i giorni dal giornalaio chidendo all’edicolante di leggergli i necrologi per vedere se c’era scritto il proprio nome… una mattina non passò… e l’edicolante ” Proprio oggi che il suo nome c’è…. ”
    un bacio
    Claudia

  10. Bentrovato! Non ci si sente da un bel pezzo, come va? Ti ringrazio per la visita sul mio blog.

  11. Non so rispondere io evito accuratamente quei manifestini, non amo la morte e starci a contatto. Ho apprezzato l’ìronia del post e credo che sia un fenomeno che si soprattutto diffuso tra i vecchi che cercano forse così di esorcizzare il loro momento.

  12. Alzi la mano chi non scorre il quotidiano della propria città e non si sofferma sulle pagine degli annunci mortuari ! Tutti lo facciamo, anzi spesso cominciamo proprio da quell’elenco che nel pieno del rigore invernale e nella calura estiva si riempie di anziani, prime vittime degli estremi climatici. Quando poi qualche malattia implacabile si porta via un bambino, riusciamo anche a commuoverci ma il più delle volte il nostro interesse e le nostre attenzioni rivolte ai defunti durante lo spazio appena necessario a soddisfare il nostro istinto di sopravvivenza e le memorie ancestrali. La morte di un individuo spesso equivale alla sopravvivenza per gli altri membri del branco, ed oggi qualcuno può sostenere che l’uomo non è un animale ?

  13. si’, ma hai dimenticato la frase: sono sempre i migliori quelli che se ne vanno…

  14. Buongiorno!Qui sono, a lavoro e stressata!! ma meglio il mio di quello che hai appena descritto.
    E’ abbastanza inquietante sapere che ci sono tanti guardoni..ma il tempo lo devi pur passare in qualche modo, soprattutto in un piccolo centro.
    Al cimitero, riflettendoci meglio, anch’io leggo con curiosita’ le scritte per cercare di umanizzare un volto, magari da vecchia saro’ anch’io come loro..

  15. Veramente un mestiere da suggerire ai propri figli…

  16. Ad un certo punto della sua vita, mio nonno smise di leggerli perchè diceva che erano tutti più giovani di lui…
    Aggiungerei fra le frasi di circostanza anche i classicissimi “beh, ormai la sua vita l’aveva vissuta” e “era malato, almeno ha smesso di soffire”

  17. E pensa che i giornali, soprattutto quelli locali, SI ARRICCHISCONO con i necrologi. Mi dicono che costino circa 800 euro, e nei momenti di lutto, quasi nessuno bada all’enormità della spesa.

    Ciao
    la Donna Cannone

  18. .. e ti diro’ di piu’ caro Fabio ci sono persone che leggendo i giornali cercano di proposito sui necrologi persone che conoscono quasi come per un compiacimento personale nel vedere che un altro li ha lasciati
    che mondo!
    Buon inizio settimana

  19. Scaramanzia, temo.
    Della serie se son qui che leggo che Tizio è morto, io son ancora vivo.
    E poi si sa, son sempre i migliori ad andarsene…

  20. non c’entra con il tuo post… sei andato ieri all’adunata degli alpini? ciaooooooooo

  21. Spoon River?

  22. GRAZIE……VI HO SENTITI TUTTI VICINI….e credimi ne ho bisogno….CINDY

  23. la pagina più letta del bistettimanale locale è quella dei necrologi, con particolare gusto il doppio paginone dell’edizione del venerdì.
    “u signur, è mancata la Lida!!!”
    “…?”
    “ma come non te la ricordi la Lidaaa?”
    “…?”
    “la cugina della signora che abitava dall’altro lato del cortile del nonno”
    “oh, ecco…”
    “era la cognata”
    “ah…” (echicazz…?)
    e così mamma riflette su un altro briciolo perduto della sua infanzia mentre io mi chiedo ma zio fanale, non puoi dedicarti alla lattura della rubrica del giardinaggio, che se non so che minkia è una kenzia japonica almeno non puoi farmi sentire colpevole della mia ignoranza? uffy…

  24. Ma se li conoscevano cosi’ bene com’e’ che devono leggerlo su un muro che sono morti?
    Comunque, vedi?, hai gia’ trovato una delle attivita’ a cui quei poveretti che non ce l’hanno fatta alle elezioni potrebbero dedicarsi… della serie “ricordati che devi morire”.
    Buongiorno.
    .
    PS~ Ma non lo vedi che sono sempre qui???

  25. Anche da noi il quotidiano locale pubblica pagine di annunci funebri, tutti i giorni.
    Credo che siano le pagine più lette in assoluto.
    Ci si vede la vita che passa e va…
    E non è poco per chi resta.

  26. Lo fa sempre anche mio nonno ma immancabilmente commenta:
    poverino..certo aveva già 70 e tot anni, il suo tempo l’aveva fatto, ormai era vecchio.
    Solo che mio nonno di anni ne ha 86!!!!

  27. Se c’è una cosa che odio della vita di paese sono gli avvisi murali… a volte ho pensato che quando morirò voglio trovarmi in una grande città, così almeno mi sarà evitata questa cosa sgradevole!

  28. Sarà un modo per esorcizzare la morte?

  29. Anche a Spoon River erano in provincia. Solo che il pover Lee Masters si credeva il nuovo Omero. Ciao prof 😉

  30. Ciao Prof., tanto…guadagnare tanto o poco; essere ricco o povero ecc. ecc. (il più tardi possibile) tutti dovremmo ricorrere ai “scattamurt”.
    Hai letto “a livella” di A. De Curtis?
    Buon tutto.
    Karletto

  31. Speriamo di leggerli sempre,ma non di essere letti

  32. Ciao!!!
    Come stai?
    Trascorso bene il fine setttimana!
    Ho scritto ^_^ Un bacione!

  33. Io parlo di mummie e tu di necrologi…andèm ben…;-P

    Che dire, in questa enorme metropoli a malapena vieni a sapere se è defunto qualcuno che vive nel tuo stesso palazzo…anzi se soltanto manchi per qualche giorno e non vedi i paramenti, lo vieni a sapere mesi dopo…non saprei dirti cosa sia meglio.

    Nel frattempo però mi hai messo una pulce nell’orecchio…anche io devo inventarmi o scoprire quale sia il mio secondo lavoro…forse già ce l’ho e non ne sono conscia.
    Ai posteri l’ardua sentenza.

  34. Oscar si è consegnato l’oscar; della maleducazione.
    OT
    mi ricordo,mi ricordo.

  35. Non ci faccio caso ai morti tanto prima o poi….

  36. Insomma siamo sempre i peggiori noi che restiamo…

  37. sai che ogni tanto anch’io ci butto l’occhio???^^
    bisognerebbe arrivarci a novantanni….che bellezza!!!!

  38. Hmmmm farsi gli affari degli altri è un mestiere molto diffuso ai giorni d’oggi a quanto pare… non sapevo si stesse diffondendo pure la moda di farsi gli affari dei “morti”… comunque gente… e che volete… c’è uno spirito d'”informazione” che rapisce gli animi ai giorni d’oggi… e poi… è un bene il sentirsi tutti “partecipi” di tutti…(siamo tutti “fratelli”, no?) e quindi è ovvio che ci si conosca tutti (in quanto tutti fratelli, tutti appartenenti al genere umano, tutti della stessa razza, tribù, pianeta o quel che volete voi…).
    Ah….. odio le voci aleggianti che abitano i nostri cieli, quelle che vanno diffondendo qua e là notizie sulla gente…(piovono parole… per tornare alla “mia” pioggia…) come pure detesto le elegie e gli elogi che s’innalzano imperanti a coronare di maestà un qualsiasi povero disgraziato (morto) che in vita non s’è mai filato nessuno… (e magari è morto di solitudine bistrattato da tutti…).
    E’ che alla gente piacciono ‘ste cose… è un modo come un altro per argomentare su qualcosa, una forma di comunicazione insomma…
    Signori e signore ecco lo sterile mondo in cui viviamo… vi presento il mondo di plastica dove tutto è drappeggiato di una fintezza purissima e di convenevoli genuni e sopraffini… roba di prima qualità insomma…
    Ora vo a mettermi in fila all’ufficio di collocamento per cercarmi un lavoro del genere anch’io… e poi mi compro una casa di Barbie dove abitare…

  39. ciao fabietto!!!!

  40. Da noi piccolo centro dove tutti ci si conosce..davanti al manifesto mortuario..si raduna una piccola folla..e ognuno inizia:maròòò ma chi.è? lo conoscevate? se è giovane..poverino ma cosa è successo era malato? se era vecchio:bravommo na vita per la famiglia..e ognuno che passa ingrossa la fila..e li a discuture su tutta la vita trascorsa del defunto attraverso i ricordi di ognuno..quanto poi finalmente, se sei rimasta imprigionata vuoi scappare..qualcuno ti afferra e ti apostrofa:signò eravate sua parente?

  41. buondì!

  42. Accipicchia!! Non ci ho mai fatto caso e ora che abito in un piccolo paese anch’io… appena scopro dove questi “manifesti” vengono esposti, provo a vedere se vi si raduna davanti un capannello di gente incuriosita 😀
    Ti farò sapere…ma non è che tu, per darne una descrizione così dettagliata, ti unisci spesso a loro?
    Scherzavo 😛
    Buona Giornata.

  43. Confermo, in un paesino di provincia come il mio, soprattutto chi non è più giovane si diletta nel leggere gli epigrafi..
    Mia nonna che ha novantanni, un giorno ad un mio commento sulla morte di un ultra centenario data in TV mi ha risposto : “Guarda che tira il culo a morire anche se ne hai duecento..” Evidentemente non si è mai pronti..

  44. Ciao Fabio! quando acquisto LaStampa butto sempre l’occhio sui necrologi…che ci vuoi fà…finchè non leggerò il mio…. 😉
    Buona settimana (già iniziata!)

  45. oh, ma la gente non ha proprio un cacchio da fare!!!

    maròòòòòòòòòòòòòòòòòò, che cosa triste.

    immagino per lo più signori anziani…sembra quasi che lo facciano per esorcizzare la morte!

  46. La mia bisnonna, buonanima, prendeva il giornale e apriva la pagina dei necrologi (o le pagine, spesso ce n’erano due).
    Poi, dopo aver letto attentamente e dopo aver commentato con gli eventuali astanti le morti di amici e/o conoscenti, passava alla prima pagina.

  47. non so, a me capita di guardarli quando vado a trovare i miei nonni, O meglio capita a mio Babbo (e io mi fermo per aspettarlo) ma perchè in quel quartiere c’è cresciuto e così se vede un nome o una foto che conosce, si ferma e legge. Poi ci si riavvia e parte uan storia, dove abitava, come lo conosceva, un aneddoto.
    Ma tutto finisce li.
    Non sempre si ha la possibilità di sapere chi ha finito il suo cammino su questa terra… e gli Epigrafi aiutano.
    Poi certo passarci ore a leggere e commentare è un altro paio di maniche, ma mi sono accorta che spesso gli anziani lo fanno come prova, è una paura da affrontare..

  48. Tutto vero quello è stato detto fin qui. Escluderei l’accanimento fine a se stessoed al senso i trasgressione in esso contenuto. Io trovo semplicemente giusto e civile leggere le epigrafi, che sono finalizzate a partecipare alla comunità la dipartita di uno di noi . Allo stesso modo, anche se con modalità ovviamente diverse, viene partecipata e comunicata la nascita un bambino. Tutte le tappe della ns. vita vengono in qualche modo, ufficializzate nel nome del vivere civile e della condivisione degli avvenimenti. Perchè non partecipare l’ultima?
    Siamo persone e come tali abbiamo il diritto alla dignità dell’ultimo viaggio, ad un attimo di riflessione ,ad un ricordo da parte di chi ci amato o, più semplicemente, conosciuto.

  49. passaggino salutiero fabio

  50. Lanci la prima pietra che almeno uno sguardino non lo lancia ai manifesti mortuari….comunque io aggiungerei una 3^ frase: “Proprio ieri l’ha incontrato!”. Come se l’averlo noi incontrato assicurasse al tapino altri 100 anni e più di vita, come se avessimo questo potere…

  51. premessa: abito esattamente di fronte all’obitorio
    Sono, dunque, sempre aggiornata…
    Mi ricordo che una volta, uscendo di casa, tra i vari manifesti vidi il nome e cognome di mio marito (che ha un cognome poco diffuso qui). Dopo aver pensato “strano, quando sono uscita mi sembrava che respirasse…) sono tornata a casa a prendere la macchina fotografica e ho immortalato il manifesto che ho inviato a tutte gli amici

  52. si dice che allunga la vita…
    🙂

  53. Inventarsi un mestiere per sentirsi vivi.

    Marco

  54. Conosco anche chi questo mestiere l’ha affinato così bene da esportarlo in un giornale locale dove il piagnisteo da privato diventa pubblico.
    L’epitaffio come genere lettario…il coccodrillo pronto all’occasione questa la specialità di un mio conoscente, ma c’è chi giura che qualcun altro ha già scritto l’epitaffio per quando sarà la sua ora
    “Piangeva così bene l’altrui sorte
    che oggi anch’egli
    volle assopare la morte”
    Ciao Cristiana

  55. Ciao Sior Maestro, raramente mi è capitato di buttare un occhio sugli annunci mortuari sui giornali. L’unica cosa che ho notato in molti di essi è che si trattava di persone importanti, infatti il nome era preceduto da tutta una sfilza di titoli onorifici tipo: Dott. Prof, Cav.
    Per associazione di idee mi è venuta in mente la poesia “La livella”. Tutto qua. Personalmente, quando la Nera Signora busserà alla mia porta io…non mi farò trovare a casa 😉
    Bye.
    R.

  56. Proprio vero… tutti quelli che vanno all’altromondo erano dei “bravi ragazzi”…

  57. Accanto ai commenti specifici sulla persona e sulle sue qualità, si passa di seguito, come per un registro automatico, a elencare le frasi fatte e i luoghi comuni, come un vestito che va sempre bene per l’occasione.
    Probabilmente un tentativo blando di esorcismo, ma che prevede comunque un bisogno di esprimersi, di non restare in silenzio davanti al vero “silenzio”…..

    Da qui le parodie, come quella famosa di Toto’, che apre sprofondi di paradossi filosofici, ossia:

    “Sono sempre gli stessi quelli che se ne vanno”

    che provocano smorfie, con un angolo della bocca, come dei tic rimasti a metà.

    Ecco, di solito il mestierante si allunga anche su queste specializzazioni, sfidando le peripezie della lingua, o anche del dialetto, come se fosse un depositario della memoria collettiva.

    Maurizio

  58. Mai visto niente del genere.

  59. Fabius?
    Dove sei, oggi?

  60. Ciao!!passo per un saluto veloce e per augurare una buona settimana!!!
    Lucia

  61. CREDO
    senza ombra di dubbio che il più grosso mistero sia quello della morte,ma anche quello che più si teme d’affrontare.Ed è sbagliato non viverci consapevolmente insieme.Sapremmo vivere meglio la VITA o comunque,non lo sentiremmo come un “fantasma” che gironzola indisturbato dentro e fuori di noi. Fare “ressa” davanti a un’epigrafe è solo una prova per far tacere “quel fantasma” e dire a se stessi:”Io ci sono ancora ma…sino a quando?”
    Ti confesso Fabietto una mia inclinazione per nulla morbosa ma che tanta serenità mi dà.Quando posso cerco cimiteri importanti,locali,o quelli piccoli piccoli di montagna.Mi soffermo ad ogni lapida e guardo la foto se c’è, oppure la scritta.E per un’attimo io e quella persona comunichiamo.Lei mi racconta della sua vita,io l’ascolto e quando la saluto,qualcosa ci siamo scambiate reciprocamente.Io una preghiera e una riflessione su ciò che siamo e diventeremo poi.Lei,la (quasi) certezza di un “arrivederci” in una dimensione amica dove non ci saranno più ingliustizie,litigi,guerre,ma solo “finalmente” pace! Andandome,mi accorgo che il mio volto è aperto completamente al sorriso mentre la VOLONTA’ GIOIOSA di dare una svolta nuova alla mia vita,invade cuore e pensiero.Mi sento felice allora.Felice per aver letto e imparato da un'”epigrafe” il “senso” del “quì” che forse avevo dimenticato. Bacio,Bianca 2007

  62. Certo che dev’essere un modo per esorcizzare la propria dipartita da questa valle di lacrime! Personalmente, non sono un lettore di epigrafi ma cmq. anche nel mio paese ci sono parecchi che fanno “capannella” davanti ai manifesti mortuari! Piuttosto mi è capitato che, avendo lavorato come elettricista nel cimitero, girando tra tombe e loculi… mi son sorpreso anch’io, con i colleghi di lavoro, a esclamare il classico: “Azz! Pure questo se ne andò?”…

  63. Io sono il database del mio paese, però mi occupo soprattutto di nascite, matrimoni e separazioni. Per le morti mi faccio aiutare da mia sorella. 😀

  64. caro fabio, ti posso assicurare che da noi molte persone comprano i quotidiani locali per “girare” subito alla “pagina dei morti”.
    e guardare.
    e ho detto tutto…

    un abbraccione, GB

  65. Sì, anche qui vendite esponenziali del giornale locale il venerdì, perchè pubblica i necrologi della settimana…….
    Maury

  66. Una delle prime cose che in genere la gente guarda sui giornali locali è la pagina dedicata ai morti: perchè???

  67. eppure secondo me il rapporto che la societa’ oggi ha con la morte e’ interessante. Ha rimosso la morte, l’ha nascosta, l’ha tolta dall’ordine naturale delle cose, nel passato era un fatto naturale, condiviso. Questi lettori di epigrafi sono un ritorno a quella condivisione, in un modo un po’ morboso e un po’ goffo. Ma forse c’e’ anche questo.

  68. se fra i vari mestieri ci fosse quello di guardarsi allo specchio io sarei milionaria come minimo!!

  69. E che dire di quelli che si fermano con l’auto sulla carreggiata intralciando il trafficogli per leggere attraverso il finestrino del passeggero gli annunci mortuari sulla grande bacheca a lato strada? al mio paese succede! 😀

  70. che poi i morti non possono smentire le millantate conoscenze…

  71. Storicamente le funzioni religiose mi sembrano essere sempre state nei borghi e nei piccoli centri gli unici veri momenti di aggragazione della comunità. Forse qualcuno non s’è accorto che i tempi sono cambiato o, semplicemente, come scrivi qualcuno usa queste “tecniche” quasi per esorcizzare il pericolo. Aldilà dei perchè una cosa è innegabile: succede!! 😀

  72. il nostro mestiere è gli sparatori kazzate, ma a differenza di molti giornalisti, non ci pagano per questo

  73. mia sorella, che per andare a scuola aspettava il bus davanti a una bacheca di annunci funebri, recita a memoria tutte le diverse tipologie. dai “munito di conforti religiosi”, ai “non fiori ma opere da bere”. ma non era un secondo mestiere, era solo perché il bus tardava sempre. e uno come dovrebbe intrattenersi?

    il mio secondo mestiere, per la cronaca, è scrivere un elenco di ciò che ci fa capire di essere diventati vecchi. è divertentissimo.
    (oddio, poi a pensarci bene è solamente l’antecendete dell’annuncio mortuario!!!)

  74. ahah, ho scritto opere da bere!!! ovviamente volevo dire opere di bene…ma mi è venuto quello, che una cosa che scrivo ai miei amici quando li invito alle mie feste!!!! serve a sdrammatizzare, su!

  75. Ai ventenni i defunti interessano poco o niente, poi l’interesse dei superstiti aumenta man mano che si avvicinano al traguardo dei settanta. Dopo diventa una corsa in cui il vincitore vince perché è fatale che ne rimanga uno solo, che poi lo riprendono mentre sbava circonfuso dai sorrisi dei parenti. In breve: una gara, dove danno la maglia a pois rossi a chi ha sparato le esequie più grosse.

  76. Un salutino 🙂

  77. J’attends!

  78. Può essere che nessuno lo confessi…;-))
    Un caro saluto

  79. Sono entrata a fare la “guardona” e ho trovato ancora il “guardone” ! Un salutino veloce! ciao ciao

  80. Passo… butto l’occhio… ti saluto… e me ne vado!
    smack

  81. Caro Fabius,
    in effetti sto leggendo qualcosa di molto interessante. Di un autore poco conosciuto, ma che, secondo me, avra’ un gran successone.
    A me piace.. forse piacerebbe anche a te.
    🙂

  82. Prendila come una buona notizia, ti ho nominato ministro nel mio governo ombra
    http://oscarferrari.wordpress.com/2008/05/15/il-mio-governo-ombra/

  83. La curiosità ci fa fare cose che non vorremmo mai fare… ma finchè si limita a farci leggere i necrologi… forse va ancora bene…..

    Un saluto e buona giornata.

  84. Sai mi hanno detto 😉 che in Puglia cè un proverbio che recita pressapoco così..Da vivo nn lo poteva vedere,da morto lo va piangendo ;-)))

  85. BUONGIORNOOOOOOOO!!!!!! Ancora a fare il guardone??? 🙂

  86. per ora solo buongiorno e di fretta
    poi ripasso a leggere
    uhmmmm
    spero

  87. Ormai il web pervade tutto, e tutto si trova sul web !
    Ora per fare il guardone di epigrafi basta andare su
    http://www.memorabilis.info
    Saluti.

  88. Uè ministro ti dai già all’assenteismo!? 😉

  89. oh, si vede che ormai tutto è relativo! 🙂

  90. Che argomento lugubre, caro Fabio…
    Ammetto che in generale io tendo a starci alla larga da questo tipo di annunci.

    Io sono tornata e tu dove sei finito?

    buona serata

  91. buona serata!! un bacio
    gio

  92. Ce n’è un bel po’ anche dalle mie parti di questi guardoni…che dire? Se si divertono così… o.0

  93. Io leggo i cartelli funebri e mi incuriosiscono i nomi,l’età ;mi immagino che tipo di vita abbiano avuto e quelli che li hanno amati e ne danno il triste annuncio.Sarò guardona anch’io?
    Ciao prof.!
    Mk

  94. Arrivo in un paese “nuovo” per lavoro e dopo pochi giorni vedo un collega che passa un tempo interminabile davanti i manifesti dei deceduti ,che qua al sud è cosi in voga.
    E fin qui nulla di male ,ma contrariamente ai ” tuoi ” guardoni ,scopro che il mio vive in un altro paese ed è arrivato alla nuova sede insieme a me.
    In quei manifesti puoi trovarci l ‘età ,una foto appunto,e spesso le cause generali della tragedia.
    Conclusi che la morte ha la sua spettacolarità indipendentemente dall’identità del morto,e che anche il mio collega avesse in qualche modo una specialità che comunque non ebbi mai voglia di approfondire,se non parlarne come di ” quello della morte degli altri”.

  95. Dove sei, Fabio?

  96. questo post ha troppi commenti, non lo commento 😉

  97. io leggo i manifesti per strada, ma solo in paese. quelli su i giornali mai.
    ps: Fabio, lo sai che ho superato l’ultimo esame di uno dei concorsi a cui sto partecipando?. ti sei distratto eh. ? va be, lo so che tu hai un’80ina di blogger da seguire.:-) per questa volta sei giustificato

  98. scherzo, sono stanca morta, mi va di scherzare, mi sto appena riprendendo

  99. io lo faccio sempre col ns. quotidiano locali: nelle città non troppo grandi, ci si conosce non dico tutti ,ma quasi… e più si avanza con l’età, più ti interessano certe cose 🙂

  100. è uno dei mestieri più antichi del mondo! 😛

    vieni a vedere i neonati freschi freschi di questa notte!

  101. CIAO PROF,
    ti hanno portato via gli esami che non finiscono mai?!…Pensierini belli comunque a te e a mammina tua e…al prossimo marchio di POSITIVITA’ Fabius.Bianca 2007

  102. UH UH…
    Che fine ha fatto Fabietto il “guardone” dei vivi?…Se ci sei batti un colpo.Così. NON tanto per dire ma per fare!…Ciaoooo,Bianca 2007


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: