Pubblicato da: fabioletterario | 22/04/2008

Il puntino sulla “i”

Siamo talmente presi dalla necessità di fare in fretta e dall’abilità di scrivere rapidamente a computer, che ormai non facciamo nemmeno più caso al fatto che stiamo del tutto trascurando il saper scrivere a mano. Da quanto non lo fate? Forse da molto. Ma una cosa è certa: a fare le spese di questa grave mancanza, in modo particolare è la lettera i, il cui tratteggio è talmente lineare da sembrare assolutamente facile nella sua realizzazione, e invece non è per niente così.

Basta dare un’occhiata alla scrittura delle nuove leve. Lasciamo stare che non sono in grado di articolare un pensiero in modo coerente, ma insomma, che non siano in grado di scrivere le i senza di necessità decorarle (o meglio, appesantirle) con palloncini che sovrastano la gamba verticale, o peggio di cuori, di stelle e quant’altro, non è assolutamente normale. Quando poi la questione si allarga ai punti, ai punti e virgola, ai due punti, siamo davvero arrivati alla frutta. Palle. Palle e pallini ovunque. Ma del buon caro punto, ormai, non rimane più alcuna traccia. E pensare che, ai miei tempi, se non piazzavi quel misero punto sulla vocale in modo perfetto, subito intervenivano con due evidenti e umilianti strisce in penna rossa, che ti facevano vergognare per una intera settimana. Ricordo ancora la penna muoversi con una certa speranza sul foglio poroso, mentre io, con la punta della lingua infossata tra le labbra contratte in una piccola smorfia di concentrazione, tentavo di dare il meglio di me stesso, di darmi da fare in tutto e per tutto, per portare a compimento il mio piccolo e sudato capolavoro. E, che soddisfazione, quando la cosa riusciva, quando potevi rimirare, felice e soddisfatto, quella minuscola perfezione uscita dall’atto scrittorio della tua mano, sempre sperando che il palmo sudato e nervoso della tua mano non decidesse di schiaccarsi improvvisamente contro l’inchiostro ancora fresco e far sbavare, in una frazione di secondo, la nostra perfetta i, mandando all’aria i nostri piani e anche l’eventualità di un bel voto.

C’era quasi bisogno di utilizzare la stecca, per riuscire a calare il puntino in equilibrato angolo perpendicolare alla i, ed era un atto attentissimo, fatto di precisione e di tanta tecnica. Toccare bene i margini in basso, non superare quello mezzano – che poi non era nemmeno visibile e doveva qualificarsi unicamente nella nostra testa -, e prepararsi a concludere il piccolo capolavoro con un minuscolo punto tondo e assolutamente privo di sbavature, a cui era demandato il compito di ergerci a perfetti disegnatori di vocale mediana. Oggi, il puntino sulla i, ed il puntino in generale, non conta più un bel niente. O non c’è, o, come già detto, è un fiorire di diametri più o meno ampi, irregolari, schiacciati come palloncini pieni d’acqua, grossi come meloni, enormi come soli che brillano in cielo. Ogni volta che devo correggere un compito in classe, ormai mi viene l’urticaria precoce. So già che incontrerò di tutto, su quelle povere i. E pensare che, a parer mio, è forse la lettera più raffinata, a tratti snob, eppure tanto alta da sembrare il punto di contatto con il cielo. I, i, i, i, i, i, i, i. I, ti adoro, i. Ma mi sa che sono l’unico, visto come ti bisitrattano a destra e a manca. Farei ricopiare decine di volte, quella i ingrassata da una mano troppo energica, gonfiata dall’eccesso di una mano femminile che desidera addobbarla di palle di Natale prima che sia arrivato il momento giusto: qualcuno mi può spiegare perché il mondo ce l’ha con la vocale i  e non le dà il giusto peso?

Mi piacerebbe, e lo dico per davvero, che a scuola venisse introdotto un corso di bella scrittura, se non altro per recuperare la bellezza rovinata dal tempo e da una pazienza che oggi non esiste più. Le nostre i, se ci fate caso, tendono a schiacciarsi contro le alte lettere che compongono la parola. Il nostro puntino non si staglia bene in alto, le gambe a terra si slacciano dalle rimanenti lettere, e la i diventa una sorta di muro divisorio, più che qualificarsi come punto di contatto vocale, e dunque quasi privilegiato. Il mondo rischia oggi di perdere la bellezza grafica di una vocale. Qualcuno pensa di riprendere in mano la penna e di ricominciare da capo? Me lo auguro. Non ci faremmo una bella figura, a non saper più vergare una delicata i sul nostro foglio di carta… Oppure siete anche voi tra quelli che si divertono a schiacciarle in testa palloni e meloni grandi come una casa?

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Responses

  1. mi ricordo che il mio prof di tedesco del liceo ci correggeva appunto la grafia….guai a fare le gambette alla a storte, a saltare i puntini sulle i….fioccavano voti negativi….ora mi è rimasta l’ossesione per la grafia

  2. Io scrivo ancora in modo tradizionale. Ma l’altro giorno mi è preso un colpo quando ho visto che mio figlio aveva scritto…skuola! Che poi, passi la K che sostituisce il CH (e comunque io odio anche questo tipo di scorciatoia), ma che senso ha la K al posto della Q? Mi ha promesso che in mia presenza non lo farà mai più!

  3. A scuola i nostri proff. pretendevano una scrittura chiara e ordinata, niente palloni sulle i, niente stelline al posto del puntino nel punto esclamativo e simili. Mi piace ancora scrivere a mano e senza geroglifici strani posti sopra o sotto le lettere. Ai miei professori, quelli che davano un brutto voto nel momento in cui non capivano cosa c’era scritto nelle verifiche, va il mio grazie. Sono riuscita a tenere una bella grafia, salvando anche le i da problemi strutturali (visti i pesi dei palloni sopra):)
    Buona giornata

  4. Fabio, meno male ci sei ancora. Cominciavo a pensare che ti fossi arruolato nella Legione Straniera… tutto pur di non vivere più nel nostro Paese!

  5. Potrei strangolare per i palloncini sulle i, ma mi trattengo. Una cosa che ho notato, però, è che anche io,che ho sempre amato mettere nero su bianco e mi vanto di avere anche una bella grafia, sono disabituata a farlo e , dopo un po’ che sono andata avanti scrivendo, mi stanco tantissimo, inizia a farmi male la mano. Questa cosa mi intristisce non poco……

  6. Però…quant’era bella la cura della calligrafia. E’ sempre stato un mio piacere personale scrivere le cose e vederle apparire leggibili con piacere.
    Ora effettivamente si è perso questo gusto, anche se solo estetico,pure motivo di orgoglio a mostrare un qualcosa di scritto in modo perlomeno presentabile agli occhi.
    Ciao!

  7. mia figlia non usa nè palloncini nè cuoricini e tantomeno le abbreviazioni da sms, ma temo sia rimasta l’unica della sua classe (e fa il quarto ginnasio… i cattivi costumi cacografici hanno invaso anche il classico, aiuto!), almeno a vedere le cose che le scrivono sul diario… brrrrr!
    io poi scrivo ancora tanto a mano, mi piace… ed ho una bella grafia, anche se un po’ “antica” (faccio le zeta lunghe, come si usava un tempo, ma non se è all’inizio di parola)… Qualcuno m’ha detto che ho la grafia “da prete”… la cosa, considerando gli studi compiuti, mi allarma moltissimo, ma poi mi ripeto che scrivevo così da molto prima dell’università… 😉

    PS. ma dov’eri finito? anch’io, come Penny, cominciavo a pensare che fossi fuggito all’estero…

  8. post pst scriptum: l’abbondanza dei puntini di sopsensione mi viene solo sul web, per fortuna 😉

  9. ieri ho fatto ricopiare il quaderno di matematica a mia figlia 12n.. perche’ sembrava un quaderno di brutta copia!!!!
    sta a noi insegnare ad utilizzare una bella grafia, che e’ anche sinonimo di ordine!
    comunque è pur vero che una grafia è un esterazione del proprio stato d’animo e quindi se un fanciullo vuole mettere i palloncini sulle i e’ perche’ in quel momento si sente particolarmente “arioso” e creativo… quindi e’ anche un peccato soffocare il suo essere!
    diverso invece e’ l’ordine, che pur essendo esso stesso esternalizzazione di uno stato emotivo deve essere quantomento circoscritto nella limitazione del danno….
    ma cosa ho scritto?!?!?!?!? non mi sono capita neanche io!!!!!! :)))

  10. … mi hai letta nel pensiero… sapessi come amo leggerti e pensavo che sarebbe molto più coinvolgente poter leggere quello che scrivi se fosse a mano anzichè sul computer…
    un bacio
    Claudia

  11. Quasi in tempo reale… che bello!

  12. quando ho cominciato a imparare l’inglese, avevo 9 anni, l’insegnante mi disse che quel punto e’ molto importante…da voi forse manca il punto, da noi invece c’e’ stata una rivoluzione chiamata PINGLISH. cioe’ il persiano scritto nel mondo virtuale con le lettere inglesi…e’ una catastrofe. prima o poi finiremo ad essere come i turchi!!!

  13. è un bambino ke ride.. prof.. :-))))

  14. Ho letto questo post con attenzione e curiosità, e mi trovi concorde in ogni suo “punto”. Sarà che sono stata tirata sù, fin dai primi anni della scuola, come si deve, grazie a buoni insegnanti. O sarà anche perchè a me proprio, i puntini sulle i, piace metterli per principio. E per “carattere”.

    Saluti.

  15. Che, dimenticavo, ho pure sviluppato una bella calligrafia. posso dirlo, o esagero ?! (rido)

  16. …i numeri non mi piacciono… le parole a volte annoiano… preferisco le note musicali… besos guapo… Sonia

  17. Ehhh… caro fabio, va molto peggio di così.

    Ci sono pure dei font x computer che hanno il puntino sulla “i” a forma di cuore… non ce la possiamo fare.
    Arriverà il giorno, poi, in cui la “c” sparirà e verrà sostituita da una roboante “k”

    😦

  18. Ah.. cara, dolce e amata ORTOGRAFIA 😉

  19. Scrivere a mano a me piace molto. Ed è triste sentire chi dice: ho perso l’abitudine, una volta avevo una bella grafia, e adesso…
    M.

  20. Faccio dei puntini sulle “i” a dir poco fantastici… se vuoi venire a controllare… hi hi hi 😉

  21. E’ curioso vedere la varietà di argomenti in cui ci si tuffa dopo l’abboffata di menate elettorali!
    Credo meriterebbe uno studio sociologico.
    Saluti

  22. a mio figlio dodicenne non ho dato tregua finchè non si è esercitato a scrivere con una grafia chiara e pulita..a volte toppa ancora ma in linea di massima è più ordinato.
    ciao prof!

  23. io appartengo ad una schiera di cavie, nel senso che quando ho fatto le elementari provarono ad introdurre al posto del corsivo lo “stampatello minuscolo” che non è altro che quello che si usa ad esempio in questo commento. Ma tutto sommato non era cmq privo di regole simili, esempio l’altezza della vocale rispetto alla consonante e via via….
    Io adoro scrivere a mano, in un corsivo forse poco corretto ma rigorosamente a mano.
    Peccato che siano lettere che non spedisco più perchè ormai sono fuori moda.
    Scrivo per me, appunti, scrivo perchè mi è sempre piaciuto.
    E riguardo al “pallino” ° della i bisogna dire che se una cosa la si permette non si può poi non tollerla.
    Se chi insegna a scrivere ai nostri bambini spiegasse loro che la scrittura non è solo un mezzo ma un’arte, e insegnasse loro il rispetto per questa arte, forse imparerebbero un sacco di altri principi basilari inerenti il rispetto, delle regole, delle persone, delle cose.
    scusami questo sfogo ma credo poco nella scuola moderna e mi vengono i brividi se penso che fra qualche anno ci dovrò mandare i miei cuccioli (non che all’asilo sia tutto rose e fiori).
    un bacione Fabio e scusami gli eventuali innumerevoli errori di grammatica ma quando scrivo di getto non rilego mai altrimenti cancello metà delle frasi.
    Un bacione e alla prossima

  24. Come ti capisco, il corsivo, la punteggiatura le maiuscole…. tutte cose che stanno per avere o hanno gia’ avuto lo sfratto. Mi sembra che l’ultima vittima sia stato il punto e virgola bandito definitivamente dalla scrittura, la calligrafia non conta piu’ tanto si scrive tutto alla tastiera del pc….cara vecchia scrittura…mi manchi.

  25. io appartengo alla schiera dei prof… Il problema dei puntini è, come dici tu, una incapacità di concentrasi. Di capire che quelle lettere possono dire tanto, sono suoni, possono raccontare i tuoi pensieri. Invece regna la fretta, la leggerezza. I punti sono sostituitu da spazi spesso davvero incolmabili. un abbraccio, collega! 🙂

  26. A mano scrivo ormai poco o niente.
    Ma ho fatto quel tipo di scuola in cui ancora si dava molto peso alla calligrafia e in cui si utilizzava la penna stilografica (alle scuole elementari). E per ciascun compito c’era anche, a parte, il voto in calligrafia. Tutto ciò mi ha condizionato abbastanza. Se vedo come scrivono le mie figlie… pelle d’oca…

  27. I palloncini sulle ‘i’ me li ricordo alle elementari. Ce li ho messi su come tutte le altre mie compagne di classe, ma per breve tempo, e mai in scritture “ufficiali” (tipo i pensierini, che senno’ sia l’insegnante che mia madre mi avrebbero fatta verde!) E, devo dire, i palloncini non mi sono mai piaciuti veramente. Per conformarmi li ho messi sulle ‘i’, ma mi sembravano sempre fuori posto. Come avere una personcina secca secca con una testa enorme!
    In seguito, di conformarmi mi interessava sempre meno e i palloncini se ne sono volati via. Ammetto, pero’, che ogni tanto una stellina a decorare la base del punto esclamativo si presenta ancora, di solito sui biglietti di auguri per renderli piu’ ‘allegri’ (ma non lo avrei MAI fatto in un compito in classe o simili).
    Sebbene sia molto grata per i computer e tutti i vantaggi che danno, non ultimo la velocita’ di comunicazione, mi piace ancora tantissimo scrivere con carta e penna. Scrivo lettere ad amici (anche se non con la frequenza che vorrei), scrivo sui miei diari e prendo appunti un po’ su tutto. Credo di aver trasmesso un po’ di questa passione anche alla Juni, che scrive lettere, biglietti e “libri”. E mi sono impuntata di insegnarle il corsivo gia’ dalla prima elementare (qui insegnano lo “stampatello minuscolo” e SE si fa il corsivo e’ solo in terza elementare)
    Si’, scrivere mi piace.. peccato che dopo quasi dodici anni negli USA le regole grammaticali siano andate a farsi un po’ friggere.. Lo sai che hai il mio permesso di correggere tali errori in qualsiasi momento tu voglia, vero?

    P.S. Bentornato! (E si’, hai ragione, del meme non se ne puo’ piu’ e provero’ a rimediare al piu’ presto!)

  28. Anche io scrivo ormai molto poco a mano. Ma il puntino sulla i lo faccio come si deve!

  29. anch’io scrivo poco ma cerco di farlo con costanza pure quel poco, senza stropicciare le lettere, cercando di farle ballare. perchè su questi schermi hanno sempre la stessa dettata forma. la carta le assorbe come fossero sempre nuove. ma senza meloni o cuoricini sulle i.

  30. io sono passata dal periodo adolescenziale dove mettevo puntini e pallini, al perido minimalista a quello semplice della i con il puntino sopra. Ma a me piace sempre tanti scrivere a mano, mi rilassa, e trovo che la calligrafia sia proprio un’arte (che poi mio marito dica che la mia gragia e’ orrenda e’ un’altra cosa, ma gli Amricani si sa, scrivono tutti uguale, con lo stampino)

  31. Non scrivo quasi più a mano e i destinatari delle mie letture ringraziano infinitamente perchè ho una calligrafia orrenda….non si capisce nulla..ma i puntini sulle i sono messi giusti..

  32. davvero utile saperlo! grazie mille!

  33. Guarda un po qui che succede per un puntino sulla i…
    http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3083124.html?ref=hpsbdx3

  34. Ai miei tempi si riempivano quaderni con le astine, poi con le vocali, dopodiché con l’alfabeto, in minuscola e maiscola: giorni e giorni prima di iniziare ogni altra attività.

    Rino, nel ricordo pre-sessantottino.

  35. Io scrivo a mano; scrivo verbali. Comunque ho una scrittura schifosissima e i miei 2 figli idem. Uno di loro ha l’alibi della mancinitudine..

  36. credo che la questione pallini-cuoricini-stelline sia una cosa da fase adolescenziale..io lo facevo 5 (?) anni fa, ma ora non piú 😉 Comunque concordo, la i ha la sua eleganza e il punto con la sua semplicitá corona il tutto 😀
    buona settimana fabio!

  37. alle medie avevo una prof con la mania della “bella scrittura”. in effetti scriveva sulle nostre pagelle delle vere e proprie opere d’arte. controllava anche la nostra grafia, e peggio per noi se non era perfetta!

  38. La lingua, parlate a scritta, si sa é sempre in evoluzione e trasformazione. Peró, santa pazienza, ci sono alcuni che sono evoluti troppo perché proprio non si capisce quello che scrivono!
    A proposito ti ho nominato pure io a quel giochino delle 6 cose che ti piace fare…

  39. I puntini li faccio normali ma la “i” quando scrivo è di solito preceduta da un’asta che qui non posso riprodurre

    Prova a scrivere “miocardio” per es e forse mi capisci. chiamala gmabetta che unisce la “m” alla “i”. Cmq credo che sia importante conoscere la grammatica e l’italiano per sapersi esprimere compiutamente e purtroppo come osservavi acutamente nel tuo post, tutto questo sta lentamente svanendo.

    Per il resto io ho sempre avuto una grafia pessima (quella classica da medico per intenderci) ma visto che cmq il mio blog lo si legge via computer, non mi pongo il problema :-)))

    Anzi, questo volerci omologare tutti quanti a scrivere ordinato e bello sa di pericoloso atteggiamento dittatoriale. (scherzo Fabio!)

  40. ….adoro scrivere a “mano” sono una delle poche rimaste a tenere un agenda diario manuense….stupenda la tua idea…sarebbe stata completamente approvata dal mio professore di lettere del liceo…il quale odiava correggere i miei temi per la loro lunghezza e per la mia calligarfia da scrivano fiorentino ;-))))

    Morgana
    ps…la zucca preferisco mangiarla ma ti prego i topi nooooo ne ho un terrore fobico

  41. e le adolescenti? mettono ancora il cuoricino al posto del puntino?

  42. Io, a suo tempo ho frequentato l’avviamento, e tra le tante cose c’era anche un corso di “Calligrafia” rigorosamente da fare con il pennino e il calamaio, effettivamente mi è rimasta nella scrittura un pò di questo corso, ancora oggi la mia grafia è molto tondeggiante chiara e leggibile con tutte le astine e i puntini a loro posto, peccato che la uso poco perchè ormai uso di più la tastiera.

    Ciao Fabio e buona serata.

  43. ma è tanto sbagliato non mettere i puntini sulle “i”?…se devo essere sincera io mi scordo spesso soprattutto quando scrivo a mano ed in corsivo…forse una brutta abitudine. Ci farò attenzione. Buona serata. Rosy

  44. la mia calligrafia è orrenda, ti verrebbe il mal di testa..;)) mi ricordo che un prof. dell’uni mi ha chiamato che andassi nel suo studio a leggere il mio compito…..

  45. Ciao Fabio grazie per esser passato dal mio giardino…accomodati pure…spero che la compagnia di quelle piccole presenze magiche sia stata gradita. Bentrovato e a presto.

    Ps. io i puntini sulle I li metto sempre.

  46. Il puntino sulla “i” è una convenzione grafica storicamente non immediata, in secoli ormai lontani da noi sulla “i” non si metteva niente. A mano scrivo ancora, ma soltanto carte private: lo schermo mi riporta al tempo e alla realtà (lo specchio), la carta alle radici del mio essere e non essere, nel fondo dei misteri della natura e al loro rapporto dimenticato (la lampada). Ecco poi cosa significava la lettera “i” per Dante nella lingua prima di Adamo:
    “Pria ch’i’ scendessi a l’infernale ambascia,
    I s’appellava in terra il sommo bene
    onde vien la letizia che mi fascia;
    e El si chiamò poi: e ciò convene,
    ché l’uso d’i mortali è come fronda
    in ramo, che sen va e altra vene.”
    (Dante, Par., XXVI, 133-138)

  47. Buona serata Fabiiiiiiio
    Ciao
    fiore

  48. L’unica cosa che scrivo a mano é la spesa….ná tragedia 🙂

  49. Io invece adoro scrivere a mano…. Ben inteso, senza computer sarei morta, ma scrivere a mano mi rilassa. Quando sono nervosa prendo carta e penna e mi metto a scrivere parole sfuse… parto da una parola a caso…. Mare, sole, luna, satellite, città …. e arrivo non so dove.
    Have a nice day!

  50. Io ho sempre avuto una bella scrittura e non ho mai fatto errori grammaticali e ortografici. Mi ricordo anche che po’ si scrive con l’apostrofo e non con l’accento (credo che sia stato il mio unico errore ortografico nella mia carriera scolastica e da allora non l’ho più ripetuto).
    Comunque da quando ho a che fare con i bambini sono ritornata leggermente alla classica scrittura che insegnano alle scuole elementari, quella che credo ti piacerebbe, da quello che dici. 😉
    Ciao
    A.

    PS: dimenticavo! Odio le abbreviazioni

  51. Anca mi ghe tegno ala bela scritura, che anche se uno el dise solo monade, almanco se capisse cossa è che el vol

  52. Io non so più praticamnete scrivere a mano 😦

  53. hei fabio 🙂 se hai tempo fai un saltino da me..ci sarebbe un meme per te 😉

  54. Condivido in pieno caro Fabio, la tua preoccupazione sul fatto che la bella scrittura (o la scrittura in genere ahimé) stanno sparendo…
    Dal canto mio scrivo a mano molto spesso… e ne vado fiero.
    Un saluto
    Daniel

  55. Sera Fabio!
    Sono una persona che scrivo sempre con molta fretta, il tempo ho è sempre poco, per poter scrivere con calma, cercando di scrivere in un modo grazioso e perfetto. Mi piace scrivere a mano, la mattina scrivo un pò…ma ovviamente scrivo molto di più con il pc. Faccio spesso errori grammaticali e ortografici, proprio per la fretta e soprattutto perchè sono molto distratta. Spesso scrivo parole abbreviate per sbrigarmi. Buona serata! Baci

  56. orografia e grammatica, queste sconosciute. fabio, ti prego, non venire mai allammerica o ti deprimi. qua è ancora peggio…

  57. Perchè? Si può scrivere anche a mano? 🙂
    Non so…ma io le i le preferisco senza il punto.

  58. Si chiamava calligrafia, ai miei tempi.

  59. Caro Fabio, in passato lavorando con inglesi, irlandesi, scozzesi, cinesi, americani, africani e francesi, nochè olandesi, ho notato come gli stranieri abbiano una calligrafia leggibile “rotonda” anche se spesso, soprattutto tra i giovani, abbondano i palloncini sulle I.
    E’ vero, ai bimbi italiani non si insegna la “bella calligrafia”, almeno a quelli di oggi, io vedo che ai miei figli, oggi al liceo, fin dalle elementari non gli veniva corretta la tendenza a scrivere in stampatello (ma come cacchio fa un prof. o una maestra a non correggere questa barbara cosa dello stampatello?!?).
    La mia maestra delle scuole elementari si dannava per farci avere una bella calligrafia. Con me c’era quasi riuscita. Ora la mia calligrafia risente moltissimo degli stati d’animo.
    Saluti. Manuela

  60. mettiamo i puntini sulle i, per favore.

  61. Ci passano tutti dai pallini.
    Anch’io per un breve periodo decoravo la ‘i’ come fosse un alberello con una palla in cima.
    Il mio decoro è durato solo pochi mesi, poi mi sono stancata e sono tornata al solito punto, più veloce e pratico.
    Ma tu hai notato solo la ‘i’??? sono tante le lettere che vengono decorate/modificate nel corso degli anni, quando i ragazzi si divertono a modificare la scrittura a seconda dell’umore.
    Nonostante io non scriva praticamente più a mano, le rare volte che lo faccio mi rendo conto di cambiare calligrafia a seconda della giornata (non di molto ma un pochino la vario). Mai notato le ‘N’ fatte al contrario, specialmente in stampatello. 😀

  62. si certe volte si vedono tali obrobri di grafia che mi verrebbe voglia di tornare alle bacchettine sulle mani!!!
    un bacio
    gio

  63. Quanta nostalgia di una bella lettera…mi sa che mi hai ispirata per un nuovo post 🙂
    intanto, sono curiosa di sapere quali sono i tuoi libri/non-libri della vita, passa da me a partecipare alla Giornata mondiale del libro! 🙂

  64. la calligrafia nasconde nel suo animo, l’io molto privato…..
    ogni età ne ha uno,
    ogni momento serve per la crescita,
    lasciate fare al tempo,
    tutto si sistemerà.
    complimenti per i tuoi posto, fab.
    ciao

  65. buon giorno fabio, c’è l’avrà pure una responsabilità la classe docente no?

  66. sei proprio tu quel fabio…..dai prova questa catena carina…
    ciao

  67. I ragazzi oggi scrivono in maniera allucinante. Mio figlio l’altro giorno era arrabbiato perche’ la prof gli ha tolto mezzo punto per la brutta scrittura. Gli ho detto che si potra’ permettere di scrivere male solo quando (e se) sara’ medico. 🙂

  68. Un bel corso di calligrafia lo farei prorio volentieri, anche perché la mia è sempre stata pessima 😛

  69. Il pallino sulle “i” è tipico della fase preadolescenziale e indica insicurezza… così mi è stato detto!

  70. Io scrivo ancora alla “vecchia maniera”, sono antica..ma è un vero piacere far scorrere la penna sul foglio, formare delle piccole onde regolari e ordinate con le parole, il pc non potrà mai sostituire quel piacere! Vedi, sono antichissima..

  71. scrivo ogni giorno sulla lavagna, quelle del buon tempo antico, con il gesso: la polvere mi va nel naso e mi fa starnutire, mi va negli ovvhi e devo correre a lavare le lenti a contatto, la mia calligrafia che non è mai stata buona (sono una mancina corretta:figurati|!) assomiglia sempre più ad un elettrocardiogramma i puntini? ma chi li conosce! io srivo a macchina da quando aveo 12 anni! quando i ragazzi devono copiare ciò che scrivo mando uno di loro a scrivere alla lavagna! 😛

  72. io riassumo a mano (scopiazzo?) tutti i libri che ho da studiare per gli esami universitari…i puntini sulle i li metto ancora, però effettivamente spesso metto le x al posto di per…è terribile, lo so (anche perché al pc non lo faccio mai!)!
    un bacio

  73. Sarò antica, come spesso vengo apostrofata dai miei figli, ma uso ancora scrivere tutto “a mano”. La tastiera resta per me ancora un mezzo troppo meccanico e distante dal mio modo d’essere, mi ritrovo quindi a scrivere i miei post sul mio moleskine e dopo li riporto sul blog. Sarò così antica?????
    Ma a me, va bene così.
    Un abbraccio

  74. Rinunciare a scrivere su carta? Mai e poi mai, non potrei!
    Lista della spesa, promemoria, frasi tratte da libri o film ma anche lettere d’amore, lettere d’addio, lettere d’amicizia…non potrei mai privarmi del gusto di scrivere su carta.
    Riempire pagine elettroniche come queste fa parte del progresso, della tecnologia che ringrazio per l’immediatezza e la rapidità di comunicazione che ci offre…ma sentir scorrere l’inchiostro sulla carta…è tutta un’altra cosa!

  75. tutto ciò che posso alla tastiera…se no poi chi legge?

  76. Caro prof,
    c’è un quesito di grammatica italiana sul mio blog;-)…se ti va mi piacerebbe avere il tuo parere….
    Un caro saluto

  77. eheheh… io non sono della nuova generazione (anzi…il tagliando mezzo secolo l’ho già visto e superato), eppure “spallino” anch’io, sull’I…
    La cosa risale ai tempi dell’adolescenza: avevo un’insegnante che si dilettava di grafologia – divertendosi ad interpretare in aula l’altrui scrittura.
    Così, dalla sera alla mattina m’ingegnai di cambiar di punto in bianco la grafìa: ed iniziai a scrivere tutto in stampatello… ma mi rimase però il vezzo della firma – che tuttora conservo – con il pallino sulle I….!
    Luciana

  78. Tu scrivi “Basta dare un’occhiata alla scrittura delle nuove leve. Lasciamo stare che non sono in grado di articolare un pensiero in modo coerente …”. Guarda che siete VOI PROFESSORI a insegnare così ai ragazzi: non lo dico io lo dice Daniel Pennac, un (ex) Prof, nel suo ultimo libro riconoscendo una amara verità …


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