Pubblicato da: fabioletterario | 20/02/2008

Santiago della cozza

In questi giorni, in classe, stiamo affrontando il Medioevo. Un periodo particolare, certo, e a mio parere interessante. Dal momento che ritengo che dei vari periodi storici, i ragazzi tendono a ricordare solo alcuni aspetti che li interessano in modo particolare, ho notato che uno degli argomenti che avevo cominciato ad accennare (e che vorrei tra l’altro diventasse presto una meta di un mio prossimo viaggio) era quello dei pellegrinaggi. Forse per la componente mistica, forse perché le processioni, forse perché i santi, fatto sta che i giovani studiosi si erano inspiegabilmente appassionati a questo argomento, ed allora ho pensato bene di appagare le loro necessità storiche, soddisfacendole con la visione di un dvd e l’approfondimento del tema in questione.

Io ho sempre avuto queste manie. Perché mi sono sempre immedesimato negli studenti annoiati dalla lezione, che hanno bisogno, per essere stuzzicati ed interessati, di supporti di natura diversa. Dvd, musica, immagini, tutto quello che può servire, lo uso: altrimenti, dove starebbe la nostra professionalità di insegnanti?
Pertanto, quando ho sentito che il pellegrinaggio li interessava, mi si sono rizzate le orecchie. Ovviamente, i miei alunni sanno che ad ogni approfondimento corrisponde maggior carico di lavoro, ma qui riescono ad essere da lezione per gli adulti, che invece cercano le scorciatoie, le vie più brevi, quelle che permettono il massimo risultato con il minimo sforzo. Loro sono disposti a lavorare di più, a patto però che tu dia loro di più. E mi sta benissimo. E’ una bella lezione di vita.

Così, ho cominciato un intero discorso che alla fine era poi trasversale, sulla religiosità antica, sul fervore, sui monaci, e anche sulla spiritualità, per finie a parlare poi dei maggiori centri spirituali, meta di pellegrinaggio, del mondo medievale: Gerusalemme, Roma, Santiago de Compostela.

“Santiago cosa, prof?” Chiede Pierina, che non riesca a prendere gli appunti rapidamente, e tende sempre a rimanere indietro.

“Santiago de Compostela” puntalizzo e ripeto. “Com-po-ste-la”.

E ricomincio a spiegare. Santiago de Compostela era ed è tutt’oggi uno dei centri più interessanti per quanto riguarda non solo il fervore spirituale di cui è sempre stato attorniato il culto del santo, ma anche e soprattutto per i milioni di isitatori che dal medioevo ad oggi si sono recati in Galizia per rendere omaggio a San Giacomo. Ebbene, dopo la narrazione del viaggio del pellegrino, che lasciava tutto pur sapendo di rischiare la vita durante il percorso, ho parlato loro dei canti che venivano intonati lungo la via, delle composizioni in lode, passando attraverso la visualizzazione del cammino stesso, sulla cartina geografica, e di un filmato storico, che trattava l’argomento. In particolare, ho spiegato che la compostela era, nel linguaggio antico, la capasanta, o la conchiglia palmata (anche detta conchiglia jacopea) che oggi mangiamo come prelibatezza: sì, esattamente come quelle conchiglie che si mangiano quando c’è il risotto di pesce, per dirla come i miei alunni. Bel collegamento, ho pensato dentro di me: potrebbero ricordarsene perché è qualcosa cui hanno fatto loro riferimento. In ogni caso, quella conchiglia veniva qualificare il pellegrino in viaggio per raggiungere Santiago, e che in qualche modo doveva dunque essere il segno destinato a proteggerlo da assalti e da predoni. Per questo motivo veniva cucita sul petto o sul cappello, in modo tale che fosse ben visibile.

Una miriade di richieste di precisazione sono piovute. Tutte soddisfatte, credo.

A quel punto, tutto soddisfatto, ho deciso di fissare l’interrogazione per la settimana successiva, certo che tutti avrebbero studiato. E, come volevasi dimostrare, così è stato. Tutti sapevano tutto. Tutti sapevano cosa fossero i luoghi di pellegrinaggio e perché nascevano, attorno a quali santi. Finché ho fatto la fatidica domanda:

“Oltre a Roma e a Gerusalemme, qual era la terza grande meta di pellegrinaggio?”

Pierina è addirittura schizzata in piedi, tale era la sua foga di rispondere.

“Io lo so, prof, io lo so!”

Lei, che di solito non brilla nella materia storica, stavolta invece ha brillato eccome.

“Era Santiago della cozza!”


Responses

  1. più o meno…

  2. stavolta non sono in accordo;
    perche’ solo parlare dei pellegrinaggi che sono una parte della realta’ medioevale?

    PS comunque sei sempre un bravo professore

  3. Pierina ha fatto una sintesi perfetta e precisa!? 😀
    Falle i miei complimenti.

  4. santiago della cozza! oddio! chissà che risate!!!
    eheheh!
    comunque anche io mi preferisco sulle ballerine!
    baci^__^
    gio

  5. 😀 quando si dice che una persona ha il dono della sintesi…!

  6. Stavo appunto scrivendo… 😛

  7. Ci è andata vicina… almeno Santiago se lo ricordava 🙂 Santiago de Compostela è un posto incredibile; non ho fatto il cammino a piedi ma una vacanza in auto e tutta la Galizia è meravigliosa. Arrivare davanti alla cattedrale di Santiago, tuttavia, ti ributta proprio in pieno Medioevo – vacci se non ci sei mai stato, merita davvero 🙂

  8. ommioddio… almeno s. della capasanta…

  9. bhe la ragazza è una genuina…spontanea…immagino la classe come avrà reagito!!!!
    complimenti per come svolgi il tuo ruolo di insegnante

  10. si…e tra poco usciranno due braccia dal monitor per tirarmi il collo! 😀

  11. ma dove li trovi sti pierini?

  12. Ciao Fabio, come stai?
    Ti ho mai detto che mi piacciono le tue storie! ^__^ Buon pomeriggio, baci :*

  13. direi che pierina è una grande!!!
    ih ih ih…
    ma perchè quando andavo io a scuola non c’erano prof. come te?

    un dolcissimo sorriso 🙂
    Annalisa

  14. ahahahhaha 🙂

  15. e il resto della classe per quanto tempo ha riso???
    😀

  16. è che le cozze hanno un fascino particolare, per una mia allieva, l’ideale dell’ostrica (verga) è diventato la morale della cozza … al mio ehhhh!!!allibito, si è corretta,forse mal suggerita: l’ideale del gamberetto! prof!

    insomma, sempre risotto è! 🙂

  17. Divertente l’aneddoto!
    Però voglio soffermarmi su una verità che hai detto: loro danno di più se tu dai di più. Verissimo.
    Alla fine, gli insegnanti che ho amato di più (e che, appunto, mi hanno dato di più) non sono stati quelli ‘bravi’, ‘buonisti’ e fancazzisti. Ma quelli più severi e giusti, quelli che si sbattevano per noi, quelli che non si limitavano a scrivere un voto, ma esprimevano giudizi, impegnavano le loro ore libere per noi, ecc. Che pretendevano, certo, ma si davano senza risparmiarsi.
    Purtroppo, non tutti i prof lo capiscono…
    V

  18. Direi che farmi tutta la Francia da nord a sud sarebbe troppo anche per un podista come me. Sapere poi con certezza che non servono i risotti alla “Santiago della cozza” non è stuzzicante. Hai una professione stimolante, e mi pare di capire che sei un buon insegnante: ne abbiamo bisogno per nostri figli.

  19. Era il mitile sbagliato, ma il concetto era quello giusto 🙂 Bella lezione.

  20. allora abbiamo trovato il santuario delle cozze… ah ..

  21. Ludiel ha ragione…ci sono tanti aspetti interessanti del Medioevo oltre a quello religioso. Tutte le forme di autogoverno dei Comuni italiani ad esempio…o i contatti interreligiosi che non si sono mai interrotti tra le varie sponde del Mediterraneo

  22. Ma non e’ che anche in classe parli sempre di cibo, eh?

  23. ma quanto ti diverti con questi bambini….

  24. Voglio per mie figlie un prof come te… forte Pierina, davvero…

    Lulù è un gatto persiano bianco e crema (di gatti ne ho 4, in realtà)

  25. Ahahahahahahhahahahah! Piccola confusione linguistica, comunque ne puoi essere orgoglioso, la lezione é rimasta!!!
    Un amico l’anno scorso é andato a Santiago in bicicletta. Ha fatto tutto il cammino in bicicletta partendo da Lisbona. Ha raccontato di un’esperienza bellissima e appagante.

  26. Sior Maestro mo’ stai a fa il fiscale!
    Loro c’hanno le compostele là, noi c’avemo le cozze. Che non so’ sempre mitili?
    😀

  27. Direi che abbia assimilato perfettamente la spiegazione, prof! 😉

  28. stupendo 😀
    riguardo a questo invece potresti fare un corso accellerato ad alcuni dei miei cari ex prof -.-
    “dove starebbe la nostra professionalità di insegnanti?”
    mamma mia erano un mortorio certe lezioni…
    ma per fortuna ci sono i professori come te 😀

  29. Tra e te Pierina difficile dire chi sia più esilirante…!
    :)) Bacio
    Irene

  30. quella cozza di santiago!
    marina

  31. lasciamo stare il medioevo..
    io ho appena dato Storia della Codificazione, e di longobardi, visigoti, franchi e compagnia bella non ne posso più..
    ——-
    mm..en français??
    Chotinà, avec l’accent c’est joli..=)
    Comment ça va? Pas mal..et toi?

  32. Bello no?
    Santiago della Cozza.
    un po’ come Frittole di Troisi e Benigni….io lo lascerei così.
    Mi fa piacere che sui Muccino e su altri la pensi come me.
    Una laurea, seppur presa a fatica e dopo tempo ed esaurimento nervoso, in Cinema mi serve anche a questo.
    A stare male di più.
    Forse prima non me ne accorgevo di personaggi come i Muccino.
    Stefano

  33. La realtà supera la fantansia…
    Davvero divertente 🙂

  34. ognuno ha i suoi mitili 😀

  35. beh..cozza..conchiglia..In fondo ..non era stata poi tanto distratta..O no? 🙂

  36. Bellissimo post e sono pienamente d’accordo sull’utilizzo di strategie alternative per coinvolgere gli allievi e far apprendere la storia in modo giocoso,suscitando curiosità, costruendo insieme mappe concettuali,con la participazione attiva degli studenti.
    Proprio ieri ho appreso la notizia che il Signor D’Ettore di iun paese del tarantino farà un pellegrinaggio,farà diverse tappe in Italia,in Francia e si concluderà a Santiago di Compostela.
    Un caro saluto

  37. 🙂 ehehhe…. (ps: anch’io se potessi tornare indietro me ne starei nel medioevo e magari con un libro di Coelho)

  38. ti diverti,eh?

  39. Che tenerezza…
    🙂
    M.

  40. É perché sei un garnde prof 🙂 cmq collaboratrice vacante con contratto scaduto…..sono in stand by. :((((

  41. Ti aspettavo e non ti ho trovato! Simpatica la conclusione della vicenda scolastica ma prevedibile. Sappi che il mio sogno è proprio un pellegrinaggio a Santiago de Compostela.Buona notte. A domani. Marianna.

  42. Ciao Fabio, Melania aveva semplicemente fatto confusione con i nostri nomi e ci ho scherzato un pò ..
    Saluti a pierina!
    Flavio

  43. Era meglio nel medioevo?

  44. non t’e’ preso lo sconforto?

  45. crostata di fragole si,fabio. hi,hi,hi. mi spiace che non l’apprezzi,ma è il mio dolce preferito^^

  46. Ahahahah…propongo un viaggio tutt’insieme a Santiago della Cozza!!!!!!!!!
    Senti prof bravo!!!!!!!Almeno i tuoi alunni si ricorderanno della Cozza e di te e di come affronti il tuo lavoro.
    Complimenti caro Fabio!Un bacio a presto

  47. Così impari a parlare di pellegrinaggi all’ultima ora… 😛

  48. Povera Pierina…è comprensibile: conchiglie e mete di pellegrinaggi con nomi esotici possono ben fondersi in un unico riocordo 😛

  49. pssssss pssssss vai da Manulea….ho risposto alla tua domanda 😉

  50. Prof.. Pierina è una grande ù.ù
    Piccola digressione sul punto: hai mai provato a chiedere ad una classe particolarmente “sveglia” se hanno segnato da qualche parte le tue “papere” o battute spiritose?
    Era il mio passatempo preferito al liceo 😀

  51. Ahahaah! fantastica!!!!!
    Santiago della Cozza…. ahahah!!

  52. Caro Fabio, tu che hai l’alunno burkinabé, fatti oggi una passeggiata sul mio blog. Buon pranzo. Marianna.

  53. Grande prof! Dovrebbero essere tutti come te!

  54. O della vongola verace?


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