Pubblicato da: fabioletterario | 01/02/2008

Che maschera sei?

Per chi non se ne fosse accorto è Carnevale, amici e amiche blogger (e non). E se non ve ne foste accorti, ora di certo lo sapete. E’ venerdì. Precisamente, venerdì grasso, con tutto il rispetto per i magri, e le tradizioni vanno rispettate! Sì, va bene, Carnevale ogni scherzo vale, e frittelle e crostoli, e coriandoli e stelle filanti, ma Carnevale è anche maschere! Maschere e voglia di sentirsi diversi, per una serata, per un giorno, per qualche giorno, fintanto che la Quaresima poi spazzerà via il clima allegro, per lasciare spazio all’austerità moraleggiante che poco ci piace e che ci fa sentire un po’ costretti nelle stanze strette della vita quotidiana. Avete mai pensato ad essere diversi? A mettervi una maschera? A desiderare di essere qualcun altro?

Io credo di sì. Credo che tutti, chi più, chi meno, abbiamo desiderato spogliarci dei nostri vestiti per camuffarci. Io però intendo la maschera non come un elemento per nasconderci, ma come qualcosa che ci permette di guardare, di osservare gli altri senza essere scoperti. Una sorta di paravento di convenienza, se vogliamo, un punto di osservazione privilegiato e indisturbato… Guardare senza essere visti… No, un momento: non parlo di voyeurismo, sia chiaro, parlo di una momentanea assenza di noi per cercare di entrare negli altri, per essere altri… Ed anche per recuperare quella simpatica voglia di dire la verità nonostante il ricco, il potente, la religione, la moralità. Nonostante le regole, insomma, quelle che ci costringono a comportarci bene, ad essere retti, probi, rispettosi, e tutto. Ma certe volte si ha anche bisogno di trasgredire, anche di poco, di pochissimo, se non altro per riequilibrare la storia quotidiana, e, perché no, anche i nostri bisogni di evadere.

Parliamo di Colombina? Del mio amato Arlecchino? Di Pulcinella? Di Balanzone? Dove sono finiti? Parlo di quelle maschere antiche che oggi sembrano completamente dismesse, fuori moda se vogliamo, addirittura surclassate dai mostri, dai personaggi horror, dai vampiri e dalle finte maschere che non dicono niente: parlo di quelle maschere che sanno di antico, antico e al tempo stesso di rispetto, perché propaggini dei saggi antichi, della perspicacia del passato, della sana cattiveria, del sale quotidiano… Dove sono finite queste maschere? Ne sento la mancanza, perché dietro a quei modelli si nascondeva ben altro, di un corpo che le incarnava: si nascondeva un paese meno legato all’immagine e più alla sostanza. Un paese in cui il povero ignorante, che parlava dialetto e non spiccivava una paroal d’italiano poteva bacchettare il saggio ed anche il politico, tirandogli le orecchie per ricordargli gli obblighi morali che aveva nei confronti degli altri.

Cerco di ricordare da cosa mi sono mascherato da piccolo. Ricordo un piccolissimo Fabioletterario vestito da torero, con tanto di mantiglia e banderillas, e poi un Fabioletterario vestito da Zorro, con un mantello nero foderato internamente di risso, e mascherina sugli occhi, mentre brandivo la spada di plastica storta, che finiva sempre con l’impigliarsi ovunque. E poi sì, ricordo anche un Fabioletterario vestito da Arlecchino, con tanto di mazza (di plastica) da dare in testa appena qualcuno si voltava dall’altra parte: ah sì, quella era la mia maschera preferita, quella in grado di poter dire la propria, di possedere una linguaccia tagliente (beh, quella ce l’ho ancora, veramente) per dire tutto ciò che gli passava per la testa, e anche per giocargli brutti tiri con la schiuma, oppure con i coriandoli, che lasciavo cadere a manciate dentro le camicie della gente, per scapapre subito dopo evitando disperatamente le pedate…

Eppure, non penso di essere stato l’unico che ha amato Arlecchino. Ma mi chiedo: da cosa si travestivano quelli che leggono questo blog? Che maschera sono stati, e che maschera sono, oggi?

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Responses

  1. Se trovassi il vestito da Xeena non esiterei ad uscire a divertirmi sulle passeggiate di Bolzano ma andrebbe bene anche un travestimento da vampira come la bellissima Kate di Underworld….

  2. c’è una foto di me piccola all’asilo, vestita da damina!
    oggi non mi travesto più per carnevale…troppo grande ormai!
    🙂

  3. Tre vestiti in tutta la mia vita come ho scritto in un post:
    Cowboy, marinaio, tirolese!
    Che tristezza amici…
    Ciao
    Flavio

  4. di sicuro la mashera che ho indossato di più è stata quella da clown, sempre diversa ogni anno, sempre cucita a mano dalla mia nonnina e sempre pronta percorrere tutte le bellissi calli di Venezia!

  5. Da piccola mia mamma non se la passava molto bene e non poteva permettersi di comprarmi vestiti di carnevale…e così un anno mi vestì da zingara (e piansi per una paio d’ore, fintanto che non me lo levò di dosso!) e l’anno dopo da arlecchino (maschera ereditata dal mio amico d’infanzia). Qualche anno fa invece mi sono vestita da geisha e il mio compagno da ninja…sembravamo due emeriti deficenti…però che divertimento!

  6. La maschera che ricordo di più è qualla di snorkies. Almeno per il fatto che la testa pesava un quintale. Ora se dovessi travestirmi mi vestirei da luna. Bella luminosa e mutevole come me.

  7. Da piccola il primo costume è stato da zingara! E quanto mi piaceva :P, poi da dama, fata, moschettiere e poco altro…anzi probabilmente finisco qui…
    Da grande ho perso il gusto per questa festa,a nche se forse potrei anche ricredermi…vedremo 😛
    Se poi vogliamo leggere la domanda in modo più metaforico, potrei risponderti che nella vita normale non penso di indossare maschere, ma mostro senpre aspetti diversi della mia personalità, per cui a volte, anche nei miei soliti panni, la gente non mi riconosce 😉

  8. Non sono sicuro che tu sia Arlecchino…io sono il dottor Balanzone

  9. Anche io, un anno, mi sono mascherata da Arlecchino. Per meglio dire, mi ha mascherato mia madre. Allora non è che i bambini decidessero tanto… Devo dire che non mi piaceva per niente, perché era da “maschio”. Avrei preferito qualcosa di più femminile.
    L’ultima volta che mi sono mascherata non è stato a carnevale, ma ad una festa dell’estate, organizzata in spiaggia qualche anno fa. Festa a tema. E il tema erano gli anni ’60. Andai a frugare fra i vecchi vestiti di mia madre e ne trovai uno bellissimo, a quadretti bianchi e rosa, con enormi bottoni rosa sulla schiena. Festa bellissima, con tanto twist e rock’n’roll. Con bagno in mare finale, rigorosamente senza vestiti.

  10. MI RICORDO
    (ma tanto tempo è passato che forse fantasia e realtà possono anche mescolarsi).Ero comunque in collegio,allora,e nell’approssimarsi del carnevale ci era permesso di accedere alla Magica soffitta di alì babà! Dio che bei costumi! Fra tanti,io mi sceglievo sempre,quello della “piratessa” o della rivoluzionaria giacobina.Pantaloni di seta nera,camicia bianca,fusciacca rossa in vita e in testa.Le monache mi guardavano tutte impensierite e scuotendo la testa.Lo scuotimento di testa l’ho impresso molto bene negli occhi.I costumi,forse,sono un pò confusi! Ciao,Bianca 2007

  11. mi piaceva indossare una calzamaglia nera o grigia con amglioncino assortito, disegnarmi i baffi col carboncino,le trecce erano attorcigliate… a formatre orecchie di gatto! gli occhi li ho verdi per natura!

  12. Io mi ricordo che mia madre mi fece un vestito o-r-endo da Primavera, con tutte le rondinelle, i fiori..e il cappellino.. 😦 lo odiavo!
    appena me ne sono liberata ne ho messo uno da damina veneziana che mi piaceva tanto..
    ..mi “hanno vestito” anche da gitana, ma quello non mi dispiaceva.
    E’stato quello da Primavera che mi ha traumatizzato: tutt’ora odio gli abiti a fiorellini…
    L’ultimo che ho indossato..da gatta. E mi piaceva tanto, credo il mio preferito.

  13. Da carnevale,mi sn vestita solo ai tempi dalla scuola…avevo 2 costumi ke adoravo,quello di Biancaneve e quello da Colombina 🙂
    …buon fine sett fabio 😉

  14. Sono stata una damina, una ballerina, un pagliaccio di vario tipo quando era piccola.
    Mio figlio quest’anno é un leopardo (il suo amichetto della nanna é Leo il leopardo quindi é particolarmente legato a questo animale).

    Adesso che sono grande non mi travesto più… Peró dovrei tornare a farlo, chissá magari quest’anno cambio. In questo periodo poi l’unica cosa che vorrei é nascordermi dietro una maschera, stufa di quello che sono diventata… putroppo 😦

  15. Che mi ricordi una volta da zorro. Mi sono sempre travestito poco

  16. io credo che se vi facessi l’elenco dei miei vestiti di carnevale pregressi vi batterei tutti…
    quest’anno sono vestita da leone, per le sfilate….
    e tra trucco e parrucco pensavo di essere irriconoscibile, invece no…
    buon carnevale a tutti

  17. Ciao a tutti! Allora avi siete mascherati? 😀

    Vi augro un buon pomeriggio!

    Ciao ciao ciao ciao 😀

  18. Ci pensi che tra 100 anni si rimpiangeranno le maschere attuali che noi considerariamo tanto superficiali? E’ sempre così…il passato ci sembra sempre più serio e degno di rispetto. Quanti poeti eccezionali venivano considerati “commerciali” al loro tempo? Io non so perchè la nostra epoca ha spostato tutta l’attenzione sull’immagine. Possiamo ipotizzare o avere delle idee in merito ma forse il tutto sarà più chiaro più avanti, con il tempo.
    Lo so, è terribile: magari tra una 50ina d’anni Gigi D’alessio sarà considerato un grande cantautore e i libri di Fabio Volo dei classici della letteratura. Speriamo di no, ovviamente, per chi ci sarà! Ciao Fabioletterariooooo!

  19. Io avevo sempre vestiti da principessa, quanto li odiavo in realtà. Ma quanto mi piaceva Pulcinella. Si, Pulcinella e Arlecchino.
    Ora vorrei avere una maschera che mi rendesse iorriconoscibile, per riuscire ad essere più estroversa, meno chiusa…si, questo mo piacerebbe.
    In realtà vorrei poter esser così senza maschere, ma non sempre riesco ad esserlo.

  20. c’e’ anche chi la maschera la porta sempre…
    proprio perche’ non piu’ tanto in uso e proprio perche’ il carnevale e’ nato con pulcinella, arlecchino, colombina…mio figlio questo carnevale indossera’ il vestito di arlecchino…la settimana prossima troverai su flicr la sua foto..
    buon week end

  21. :-), bel tema.
    Da piccolo mi vestivo da sceriffo … dis-armato!

    Felicità

    Rino, investigando.

  22. eccomi eccomi… come dove mi trovi… che domande fai… sto sempre (sempre è una parola grossa…) ho il blog, la mail, il numero di telefono che quello non lo cambio mai…
    tu piuttosto. come stai? qui tra preparativi per il matrimonio e il resto è diventato tutto maledettamente complicato…

  23. nessuno dei due? chepe è uno solo, uno che ha fatto tutte e tre questi commenti ( o ti riferivi anche a me?)

  24. Carissimo un successone di commenti! Evidentemente tutti ricordiamo con piacere i nostri travestimenti di un tempo e ci piacerebbe farlo anche oggi. Da bambina mi piaceva molto mascherarmi da Pulcinella.Proprio come a te piaceva Arlecchino.Era ed è una maschera che mi consentiva di muovermi saltellando quasi a passo di danza,di fare dispettucci ed utilizzare il mio dialetto.Oggi potrei adoperare un domino però la cosa mi sembra un po’anonima.Allora pensandoci bene….potrei scegliere la goldoniana Mirandolina, sicuramente più femminile di un Pulcinella.
    Un salutone.Ti aspetto nel mio blog.Marianna.

  25. La mi mamma é sarta e ci confezionava le piú svariate maschere, dal leone al domatore, al gatto con gli stivali fino ad arrivare ad un vestito da metalmeccanico in sciopero (giuro!) che nessun bambino capiva ma che era bellissimo spiegare con umana comprensione per l’altrui ignoranza… 🙂
    In questo carnevale invece non ho nessuna intenzione di mascherarmi sto benissimo nei panni -che mi sono appena caduti addosso- di “bipapá”.

  26. Di sicuro, non sono Colombina!

  27. rispondo molto volentieri!!!
    allora…
    la mia maschera preferita era arlecchino. e dietro c’è una storia molto bella che vorrei raccontarti.
    la mia mamma è nata nel 1947, e quando ha avuto dieci anni hanno pensato che per una donna aver studiato fino alle elementari era perfino troppo.
    così l’hanno mandata a ricamare prima e a fare maglioni dopo.
    ma a lei piaceva tanto studiare, così, di nascosto si iscrisse alle scuole serali e dette la terza media. non fu facile. il padrone disse che era troppo “ambiziosa” e la licenziò.
    trovò un altro lavoro e continuò a studiare. dette la maturità magistrale e poi si iscrisse all’università.
    poi mentre era ancora all’università e lavorava vinse il concorso magistrale, incominciò a fare la maestra e gli ultimi anni prima della pensione ha fatto l’ìnsegnate per adulti. dice che riesce a capirli. e penso che sia vero.
    ma che c’entra con arlecchino?
    c’entra.
    perchè quando avevo cinque anni sognavo un vestito da arlecchino. un vestito “vero”.
    lei andò da tutte le sue vecchie colleghe che lavoravano in fabbriche diverse di tessuti e da ognuna di loro si fece dare delle pezze colorate.
    e poi mi fece il più bel vestito di carnevale mai esistito. ogni anno lo allargava e lo allungava. e io ero felice.
    giusto per amor di completezza: il mio primo vestito di carnevale era da “bruco che esce da una mela” avevo tre anni.
    l’ultimo era da ape e ne avevo 32, era l’anno scorso. qui a dresda il carnevale non c’è ma mi manca tanto…
    ciao!

  28. Io sono stata gatto, bambina piccola, pierrette, e qui (di qui quo e qua-mi piaceva l’idea di dire alle persone che mi incontravano: “sono contenta di essere qui”): vestiti rigorosamente fatti da piccola da mia nonna e da grande da me.
    Un ultimo, ma era Halloween (qui non si festeggia carnevale) e’ stato da gnomo, e ci sono andata a un ristorante con mio marito anch’esso vestito da gnomo, la sua ex vestita da aragosta e il figlio vestito da poliziotto. Al ristorante tutti erano vestiti di tutto punto…immaginati la figura!

  29. io mi vergogno a dirlo….ma mi sono vestita solo a 6 anni e la mia acconciatura consisteva nelle guancie rosse da pierrot…

    baci e buon we!
    gio

  30. mi vergonogno a dirlo ma l’unica volta che mi sono vestita avevo 6 anni e il travestimento consisteva in due guanciotte rosso rossetto da pierrot….

    baci e buon we
    gio

  31. Mi sono mascherato pochissime volte anche da piccolo.
    Ricordo un Maury vestito da cow-boy e con mascherina, spada e mantello da zorro ( un classico, anche adesso credo ).
    E ricordo, di recente, in occasione di una festa a tema, un Maury vestito da antico centurione romano ( direi penoso grazie al mio fisico ” provvisorio ” )
    Buon week-end
    Maury

  32. ..a me hanno fatto indossare una volta un abito da “dama francese dopo la rivoluzione”..che vuol dire un abito senza fronzoli..pochi pizzi..solo qualche coccarda patriottica..:-(…Per me fu deprimente!..Se avessi potuto, non sarei stata originale, come i miei genitori che scelsero quel vestito, certo, ma io mi sarei vestita da dama, bella e affascinante e sarei andata al ballo col mio principe azzurro!..:-))….E..lo farei anche ora..

  33. Per due Carnevali mia madre mi ha vestito da…eschimese, con tanto di pesce in mano. Il vestito era costosissimo, rosso, sembravo Babbo Natale, credo l’unica bimba al mondo ad essere mascherata da …eschimese. Nessuno lo capiva, bisognava spiegarlo, ed io, allora, ero timidissima, e impacciata in quell’orribile maschera. Mia madre mi ci portava pure alla festa mascherata! Ed io che avrei dato tutte le mie bambole per essere vestita da damina dell’800, da fata turchina o da squaw indiana! Poi, negli anni, mi sono sbizzarrita: ho indossato i poanni di Eva (tuta color carne e foglie di fico di pannolenci nei punti giusti), brasiliana, Mata Hary, Zombie, Minnie, Punk, Venere-dea-dell’Amore, Maggie Simpson.

  34. Un saluto. Bello il post su Anna Frank. ciao

  35. contenta di averti fatto scompisciare!!!
    torna a trovarmi!

    gio

  36. Anche se ormai è Carnevale tutto l’anno, mi piacerebbe vestirmi da Jessica Rabbit, incedere come solo lei sa fare e farlo secco!
    Un bacio,
    Manu

  37. io sono arlecchino, lo sono sempre stata…

  38. A Carnevale raramente mi sono vestito, e sempre con poco gusto.
    Sono stato Zorro, Arlecchino, una volta da messicano.
    Mai amato il Carnevale…..da piccolo non era nelle mie corde…e diventato grande non aveva piu’ significato. Perso l’attimo!
    Per il mascherarsi, per essere diversi, se si vuole, qui abbiamo lo strumento piu’ mascherante di tutti. INTERNET!
    Hai presente la vignetta della vecchietta e del ciccione che chattano e si raccontano di essere dei modelli..?
    Buon weekend!

  39. Se oggi penso ad una maschera penso al gran mal di testa da sinusite che mi ritrovo. Sorry!
    Da bimba l’unico vestito che ho avuto lo vedi in questa foto:
    http://artemisia-blog.blogspot.com/2007/05/erano-proprio-altri-tempi.html
    (sono la bambina più grande)

  40. Non mi metterò in maschera. Non mi è mai particolarmente interessato. Ricordo che una volta mi sono vestito da Zorro e un’altra da Pierrot.

    Buon fine settimana caro Fabio.

    Marco

  41. Il meglio che son riuscito a fare è stato un travestimento, in coppia con Isolde (mia moglie). Ci siamo vestiti da Nicolae e Elena Ceausescu e ne copiavamo gli atteggiamenti

  42. Io mi sono travestito da Pulcinella. Poi mi sono travestito da spacciatore di stupefacenti (tra-vestito, perché di stupefacenti non ne ho mai avuti neppure per me). Oggi mi travesto da professore all’Università: e anche questo è un travestimento, perché finirà alla fine del Carnevale, e per me sta per cominciare proprio la Quaresima… Quello che descrivi sul Carnevale ovviamente sa di Bachtin, però io ho ritrovato delle analogie nel “bisogno di vedere senza essere visti” di cui parli col “bisogno di uguaglianza” interno alla massa, in cui ovviamente ogni volto, di per sé perfettamente visibile, non conta nulla da solo e perciò DIVENTA invisibile; per cui si può anche dire che la massa è la più grande maschera, poichè consente di guardare senza essere guardati (chi poi vuole “spiare” ha le telecamere con zoom potentissimi per identificare qualcuno nella massa, così come quelle stesse telecamere o altri ritrovati tecnologici possono contribuire a far saltare ogni travestimento o camuffamento “classico”)… Mah, scusa la lunghezza.

  43. Io una volta mi sono vestita da… panino imbottito ( alla mc donald per intenderci)… ricordo che ebbi meno successo ,chissà perchè :), di alcune mie amiche vestite da infermiera sexy…
    un saluto
    Claudia

  44. mio caro Fabio hai il piacere di conoscere Pulcinella ^__^
    da piccola sono stata biancaneve e Lady Oscar..2 beniamini dell’umanità come il buon vecchio zorro….
    Buon Sabato grasso…

  45. Da bambina non mi sono mai mascherata. Una volta con mio marito ci siamo mascherati io da Zorro, lui da Di Pietro.

  46. Da piccola ricordo i vestiti di dame e principesse alternati a quelli di ragazza punk!! Preoccupante?
    Ora mi vestirei da… vediamo un pò… Goccia no, troppo scontato… Boh…
    Senza idee… Vabbè ci penso e magari torno 😉
    Buona domenica

  47. da piccola i miei mi hanno vestito da cosacco. coi baffi disegnati gli stivali e il colbacco di mamma. secondo me i miei a carnevale si divertivano un sacco…

  48. Mi sento decisamente Arlecchino.
    Un abbraccio.

  49. all’esame che ho dato venerdì (teatro) mi hanno fatto domande sul valore delle maschere nel passato. in pratica,prima del’avvento del cristianesimo la maschera era tanto apprezzata perchè si considerava come se chi ne mettesse una in volto potesseabbandonare la propria personalità in vece di quella che rappresentava la maschera(un animale,ecc);per questa stessa qualità venne bollata dal cristianesimo perchè l’uomo,plasmato a forma di Dio,non doveva perdere la proria immagine o trasfigurarla.
    comunque,scusa se mi sono dilungata,a me piacciono l maschere veneziane

  50. non amo le maschere;
    celano l’essere dando risalto alla immagine e questo mi rende indifeso

  51. […] Fabio si chiede che maschera siamo, io invece, da buon alimentarista mi chiedo, a Carnevale cosa mangiate, quali specialità esistono nel vostro paese, regione o stato estero di appartenenza? […]

  52. Già Fabio, mi piacerebbe sapere anche da te che cosa si mangia a Carnevale dalle tue parti….
    Maury

  53. di maschere ne ho portate parecchie..
    adesso non ne porto nessuna..

    Io sono Io..così come mi vedi..

  54. conigliotto bianco, gattazzo rosso, zingara, contadinella, … sinceramente ora più che altro mi piacerebbe fare un po’ di drag 😛

  55. … credo che mi sia capitato solo una volta di mascherarmi quando la parrocchia oraganizzò una sfilata di carnvevale per i bambini… mi vestì da bottiglia di succo di frutta credo…

  56. Buongiorno e buon inizio settimana!!
    A me sarebbe piaciuto tanto andare a vedere il carnevale di Venezia!!!
    Primo o poi questo sogno lo realizzero’!!! ^__^

  57. … sono venuto a rileggere questo “fantasioso” post … 🙂

    Felicità

    Rino, nelle riletture.

  58. Siviglia, videoclip

    Siviglia …

  59. ..lo sai che l’altro giorno mi è venuto in mente il tuo post dell’anno scorso?quello sulla lasagna di tua zia… 🙂

  60. non ho mai “sentito” molto il carnevale. Comunque da piccola ero la classica fatina turchina, con tanto di parrucca azzurra appunto! da grande perche’ invitata a qualche festa mi sono mascherata da mortisia addams e da crudelia demon… ehehe evidentemente mi si addicono le maschere da cattiva! (forse anche la fatina turchina fosse in realta’ una strega?!?!? eeheheh) 🙂

  61. …chiamata da un’amica per “una festa di piazza” che già ero pronta per andare a dormire, sono uscita di casa in pigiama, vestaglia, pantofoline e dulcis in fundo bigodini in testa…
    e l’ultima volta che mi sono mascherata (ormai troppo tempo fa, che tristezza!) ero una donnina da saloon, che accompagnava un fidanzato cowboy (terribilmente impacciato)
    😉


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