Pubblicato da: fabioletterario | 11/01/2008

Bambini prodigio

In tv sembra abbiano un posto speciale. Ogni volta che si può, specie nei talk show, i piccoli portenti della natura vengono sbattuti in primo piano all’ascoltatore, nella speranza di colpirlo il più possibile: sono i bambini prodigio, i piccoli mostri in grado di suonare il violino come neppure i grandi maestri sanno fare, capaci di mandare a memoria tutti i film di Totò, in grado di calcolare a mente numeri astronomici, abili nelle più diverse discipline: ma sempre e soltanto dei bambini.

Mi è capitato anche stamane. Stavo pranzando, e ad un certo punto è stata presentata una ragazza di 13 anni che suona il violino alla perfezione. Bella, indiscutibilmente brava, suonava pezzi di una difficoltà estrema come se stesse saltando con la corda, e faceva il tutto con semplicità. Sulle prime la mandibola mi è caduta, perché davanti a tanta bravura non si può fare altro che togliersi il cappello, ma poi, forse un po’ pirandellianamente, ho puntato l’occhio e anche il pensiero sul fatto, e francamente non ci sono rimasto troppo bene.

Voglio dire: un conto è quando il bambino che viene presentato come un piccolo genio si esibisce ed esibisce le proprie doti del tutto naturalmente, per il puro piacere di fare qualcosa che gli riesce bene e che desidera mostrare agli altri; ma siamo proprio sicuri che dietro a quella ostentazione più o meno condivisibile non ci sia invece una smania tanto da parte di chi ospita i piccoli geni, quanto da parte di quelli che li propongono? La domanda è lecita, poi ovviamente a pensare male si fa sempre bene, dice il detto. Ho spesso il timore che dietro al piccolo genio ci sia invece un genio mancato, che ha quasi la necessità di esibire un prodotto di alta qualità nella speranza di brillare così di luce riflessa, e questo mi fa non poca paura. Il pericolo c’è, esiste ed è anche piuttosto tangibile. Ne ho avuto esperienza io personalmente, e la cosa mi ha lasciato alquanto preplesso. Poco tempo fa ho avuto infatti modo di lavorare con una ragazza piuttosto giovane e dalla bella voce, il cui padre mi ha raccomandato, nell’orecchio: “Mi raccomando, non la faccia cantare troppo o perde la voce!” Ora, non è forse questo un segnale pericoloso? Un semplice intervento canoro, una gentilezza fattami da parte di quella ragazza per una nobile occasione, ed il padre si intromette a dettare condizioni che francamente erano del tutto superflue. Un consiglio come quello non serviva, nessuno avrebbe abusato di quella dote: ma se la dote appartiene alla ragazza (che poi era una diciottenne), perché il padre è intervenuto quando sa bene che sua figlia è tut’altro che una scavezzacollo? Perché piuttosto non si è premurato di ringraziare la figlia per il contributo dato all’attività benefica, anziché venire a ricordarle che ha una voce da preservare e dunque tutto il resto passa in secondo piano? Ecco perché dico che talvolta non sono i bambini a chiedere di essere sovraesposti, bensì sono i genitori a sentirne la necessità.

Io sono per il dare. E dare sempre. Specie nel momento in cui ci si rende conto di fare una bella cosa, una azione buona. Non concepisco il limite dell’energia positiva, se posso. Perché allora ci deve essere qualcuno che si sente in dovere di salvare una dote a tutti i costi, quando questa non è che una dote, per quanto  significativa e strabiliante? E se il bambino, il piccolo genio, invece, non amasse l’ostentazione e preferisse piuttosto giocare con gli amici, piuttosto che studiare e studiare non per coltivare qualcosa di prezioso bensì perché costretto dalla famiglia, che vede in quella dote la possibilità di fare un sacco di soldi?

Vorrei che quanti girano intorno ai bambini prodigio ricordassero sempre che quelli sono innanzitutto dei bambini. Che meritano di vivere come bambini, e che non rendessero loro la vita difficile. Non sempre, infatti, e non per tutti, essere dotati è una manna dal cielo: molti geni sono stati poi dei veri disadattati nella vita sociale, e ciò non li ha certamente gratificati. Poi, io alla fin fine mi accontento, non ho bisogno di alunni genialoidi né di amici ed amiche fuori dal comune: preferisco la gente normodotata, che forse non saprà tenere a mente una cifra di 27 numeri, ma che quando mi regala un sorriso lo fa con tutto il cuore, sapendo che quella è la dote più grande che può esibirmi…


Responses

  1. bambini prodigio bambini pilotati…mio figlio ha 19 mesi ma non credo sia prodigio e nel caso ti dico che non ne sono felice
    non mi piace la manipolazione che c’e’ attorno a questi bambini, un bambino e’ bello perche’ e’ tale, se ha 10 anni e ne dimostra 20 che bambino e’, sara’ si bravo, ma non e’ detto che si sentira’ felice ed appagato nella vita

  2. Hai scritto molto bene. Un “talento” puo’ davvero essere la gioia ma anche la rovina di un piccolo.
    Mi spaventa davvero l’idea che alla fine un bambino (per mille motivi, sia suoi che esterni) possa diventare schiavo della sua bravura….
    Capisco che non coltivare un talento possa sembrare uno spreco, ma non sempre seguirlo significa la felicità del ragazzo…..

  3. Quoto tutto quello che hai scritto. E visto che ti piace tanto dare, puoi averne l’occasione venendo a leggere il mio ultimo post…

  4. Da bambini si ha pure la maggiore elasticità sulle cose e se qualcuno è dotato di talento non tarda a dimostrarlo.
    Solo che effettivamente si specula troppo su di loro in questi casi.
    Va bene l’orgoglio dei genitori ma bisogna fare pure in modo che un bambino, per talentuoso che sia, possa fare pure la “professione di bambino” che è la più bella cosa!
    Un saluto!

  5. credo che sia sufficiente ricordare la storia di mozart per dire quello che penso… sfruttato e poi morto nella miseria, che tristezza…
    oggi lo ascoltiamo con piacere e sappiamo tutti chi è, ma ai suoi tempi è stato proprio difficile, fare tutto quello che diceva il padre, magari solo per raccogliere un suo sguardo o una sua attenzione.
    tra l’altro sulla questione “piccolo genio” (relativamente all’esempio che hai descritto tu) ce ne sarebbe da dire. sono d’accordo sul fatto che l’estro e il talento siano innati, ma ore e ore consecutive di studio porterebbero chiunque a diventare “qualcuno” se poi si parla di bambini e ancora più semplice, visto che sono vere e proprie “spugne” nell’apprendimento…
    alla prossima!

  6. ok…sono una “bimba” normodotata…o quasi. No genio (non l’avevi capito, eh??!!) …e ti regalo un sorriso :-))))))))))))) Buon 2008 Fabio!

  7. I bimbi prodigio pagano un doppio scotto.

    Sfruttati da piccoli per le loro incredibili capacità, da grandi rischiano di diventare “uno dei tanti bravi pianisti”, violinisti, pittori ecc.

    Avete mai visto “Il mio piccolo genio”?
    Illuminante il finale.

    Salute a tutti.

  8. non ho mai avuto dubbi. Guardando Bravo Bravissimo, da bambina, provavo tristezza.
    Nessun bambino che conoscevo – me compresa – avrebbe voluto essere lì, di sua spontanea volontà. solo i miei genitori guardavano ammirati. Pensando e dicendo: ma perchè tu non sei così??
    Io li consideravo dei mostri.

  9. quoto lascoltodelvenerdi solo che secondo me tendono da grandi (a volte) a non diventare nessuno. é una sorta di sfruttamente, vivi e lascia vivere no?

  10. Fabius caro,
    non ho bisogno di commentare, giusto? Tanto lo sai come la penso.
    Come te.
    Almeno in questo caso.
    🙂

  11. Brava alicesu

  12. bè… hai proprio ragione!
    io per quasi 10 anni ho fatto sport (ginnastica artistica) a livello quasi agonistico, (4 volte alla settimana per due ore a volta)
    ma non son mai stata costretta dai miei, mi piaceva e lo facevo con passione nonostante le varie distorsioni, cadute e chi più ne ha più ne metta…
    però alcune ragazze, che facevano ginnastica con me, e molte dell’agonistica erano forse, si un pò troppo spronate dai genitori…
    conseguenza, anche quelle veramente brave arrivate intorno ai 15/16 anni hanno mollato… troppa pressione sia da parte degli insegnanti che dei genitori!
    il fatto è che a volte non solo ai talenti vengono imposte ore ed ore di dure prove…

    Ora però è arrivato il momento di lasciarti un super mega gigantesco sorriso 🙂

  13. Laubel dice mozart – anzi che ha mozart gli ha detto meglio, che di solito li spremono subito, poi sono così spremuti e traumatizzati che da gradi è rarissimo che combinino qualcosa. E si, ha ragione fabio, poi sono infleici di sicuro.
    Io ho pensato a Bellissima di Antonioni.

  14. A mio vedere il genio dei bambini prima o poi viene fuori.
    Il problema sono le pressioni esterne che questi bambini ricevono.
    Ho visto un documentario della BBC su alcuni bambini prodigio.
    Beh non c’era neanche un bambino che facesse cose normali per la sua etá. Tutti frequentavano scuole speciali. In particolar modo mi ha colpito una bimba, non credo avesse piú di dieci anni, la cui dote era la musica. Suonava il piano in modo divino. Alla domanda del giornalista: «Ma tu quando ti riposi?» Lei rispose: «La sera quando vado a dormire». E dove sono finiti i giochi con gli amici al parco? Un gelato con le amiche? La partita alla Playstation? I pomeriggi con le nonne?
    Purtroppo non tutti i genitori o tutori che accompagnano questi bimbi si rendono conto che, anche se dotati, sono bimbi e hanno bisogno di essere tali. Il genio deve essere un dono, non un peso.

  15. Spero di sì! A volte stacco volontariamente, a volte sono costretta dagli eventi. (..e gli ultimi non sono stati molto carini!!!)… 😦 non mi sgridare…

  16. prima “il piatto piange ecc.” e poi nemmeno passi a leggere..
    bravo bravo!

  17. Ciao Fabio riguardo al post sono d’accordo con te!

    P.S. volevo avvisarti di un piccolo cambiamento
    Avviso importante
    il mio blog Pensiero Libero si è trasferito su piattaforma WordPress. Per questo ho cambiato indirizzo….
    ti aspetto su:

    http://silvioirio.wordpress.com/

    Da oggi posterò da lì…ti aspetto ci conto!!! Grazie
    A presto Silvio

  18. Sai che e’ appena uscito un articolo su repubblica.it proprio sui superbambini? Leggilo, e’ interessantissimo.
    comunque, quando dici che i bambini 13enni che suonano il violino come si salta alla corda, cosa dovrei pensare io, che a quasi 34 anni, ogni volta che salto la corda e’ una tragedia?…Ovviamente, manco il violino so suonare! 😀

  19. Non ho mai sopportato i genitori che a tutti i costi devono mettere i propri figli in vetrina… o quelli che li utilizzano per arrivare dove loro non sono arrivati. I figli sono, prima di tutto, dei bambini con la loro dignità, personalità.
    Oggi va… da venerdì… (non amo molto i fine settiamana…)

  20. l’ho vista anch’io quella bambina in tv! mi è ritornato in mente un racconto di Annie Vivanti sulla sua figlia-prodigio…

  21. Come vedi, eccomi qua, pur se ancora in giro per luoghi più o meno probabili :p
    Ti dirò che a me, i bambini prodigio hanno sempre fatto una gran tristezza. Ricordi quel programma di Mike Bongiorno in cui partecipavano solo prodigi della danza, della musica o del canto? Ecco…quello per me (che all’epoca ero solo una bimba telespettatrice)era una rassegna di volti infelici, spocchiosi o almeno terribilmente seri sui volti di creature di 7 o 8 anni…
    E poi, com dici tu, il genio ha doti che emergono naturalmente e senza sforzo, per tutti gli altri conta molto l’ambizione dei genitori…

  22. io quoto peter pan

  23. Sui bambini, spesso, i genitori riversano aspettative esagerate e il rischio è quello di non fargli vivere appieno la loro età

  24. Caro amico, ti “ho nominato”: http://storiadopostoria.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2008/01/11/lassu-qualcuno-mi-ama/

  25. Personalmente mi fanno una tristezza, sarà anche uno spreco di talenti, ma preferisco vedere i bambini giocare evitando di crescere troppo velocemente. Ringrazio i miei per non avermi mai spinto oltre il “normale” nel fare le varie attività da me scelte, dallo sport alla musica, e nel lasciarmi fare tutto con estrema tranquillità assaporando il positivo di quelle esperienze extra scolastiche. ciao

  26. Io insegno filosofia e storia. Sono in contatto con ragazzi un pò più grandi, ma ciò che posso vedere con i miei occhi non è lontano da ciò di cui parli. A volte i genitori non conoscono i desideri dei propri figli, non provano spesso a cogliere le sfumature, le sbavature. Per fortuna non è sempre così. Ci sono, credimi ci sono, genitori in capaci di capire che il loro figlio è un’opera d’arte unica e misteriosamente irripetibile.
    P.S. Il nuovo post è arrivato!!!
    Baci, hefedra

  27. ringrazio qualcuno che non mi ha reso una bambina prodigio,a quest’ora non sarei qui a risponderti,non avrei tempo…
    penso che a un bambino non interessi una mazza di violino,pianoforte,equazioni ecc ecc…Ma diamogli un foglio e facciamoli disegnare o scrivere a questi bambini!!!

  28. Sacrosanto. Quando incontro bambini che sembrano piccoli adulti, dopo un primo impulso di ammirazione, provo tristezza e mi dico: “Mi tengo i miei due baccelloni!”

  29. E ce ne sono e come ce ne sono… piu’ di genitori che di bambini! Insomma il tutto parte dai genitori secondo me… ogni bambino ha le potenzialita’ per emergere in qualcosa ma sono i genitori che per l’impossibilita’ di non essere stati loro bambini prodigio a suo tempo o per la smania di esibizionismo o ancora per il voler da questo trarre anche possibilmente qualche profitto allora si adoperano in questa “missione” da sbatere in faccia al loro figlio a suon di “pensa quanti sacrifici abbiamo fatto per farti arrivare a questo punto” alla prima occasione di ribellione del povero bambinello…
    e quanti ce ne sono…
    ogni tanto arrivo! 🙂

  30. Nei bambini c’è una capacità di interpretare ciò che li circonda con una semplicità spiazzante ed il loro segreto sta nel divertirsi.
    In alcuni si notano altre capacità come ad esempio il saper suonare benissimo uno strumento.
    Non ci vedo nulla di male nell’assecondare determinate passioni , basta che il bambino non si senta “diverso” nè “speciale”. Deve sempre divertirsi e riuscire a giocare con i coetanei..per eccellere avrà sempre tempo..
    Ergo, mio caro prof, concordo in pieno. 😉

    PS. dici di non voler avere amici “pazzoidi”. Mi piacerebbe, invece, essere circondata da persone originali e stravangti perchè, sebbene non simili a me e di certo in grado di potermi mettere seriamente in imbarazzo, avrei modo di verificare come la follia e la genialità siano due lati della stessa medaglia. E’ uno spettacolo.. *___*

  31. IN FNDO è LAVORO MINORILE NE PIù NE MENO COME QUELLO DI TANTI DISGRAZIATI BAMBINI ASIATICI O AFRICANI…

  32. Tutti i bambini sono prodigiosi e nessuno deve essere considerato meno di un altro. In realtà, dietro questi “bambini prodigio” si nascondono genitori malsani, persone che sono disposte a fare di tutto (economicamente parlando) pur di comprarsi il mondo intero. Sono disposti a pagare la pubblicità, le bugie e la credibilità delle persone ingannando, dicendo che il loro bimbo è un cosiddetto “Genio”, pur sapendo che non è l’attenzione che deve ricadere sul bambino, ma la fama su di loro. Mi è capitato varie volte di vedere in tv questi bimbi con i genitori che avidamente esclamavano “Ha 8 anni e va all’università” perchè magari conosceva già tutte le automobili a memoria a soli 3 anni. Ahimè brutto dirlo, ma non è l’intelligenza che compra il mondo o le persone, ma i soldi che possono rendere un bimbo Einstein quando la sua intelligenza è normalmente pari a tutte le altre….

  33. Credo che una persona per essere serena dovrebbe essere normodotata, magari con un intelligenza leggermente sopra la media. I geni troppo spesso, sono destinati alla solitudine, in quanto soprattutto gli altri li fanno sentire diversi. A proposito di solitudini, ho fatto delle considerazioni nel mio nuovo post.

    Buon fine settimana caro Fabio.

    Marco

  34. …ti ho nominato tra i blog pensanti
    http://leucosia.blog.kataweb.it/leucosia/2008/01/12/in-nomination/

  35. Molte volte sono i genitori che spronano i bambini e poi i ragazzi a competizioni. Parli di tv spazzaturae sia, Quante matrone spingono le figlie a provini per andare al G.F, o a miss italia? Si Fabio forse esco dal seminato del tuo post, credo fermamente che un normodotato possa diventare un genio (vedi Haistain),piuttosto che un bimbo possa diventare un genio.
    Un caro saluto a te Fabio

  36. ciao, per oggi passo solo per un saluto e per i miei migliori auguri di buon anno (anche se con notevole ritardo…).
    Prometto di ritornare presto per rileggerti e ricommentarti come i tuoi post, sempre così arguti e ironici, meritano.

  37. E’ come dici tu, solo che non succede solo con i bambini super, succede anche con i bambini normal a cui sono capitati dei genitori assatanati e prevaricatori…

  38. Sarà che non sono speciale in nessuna cosa, che mi sento normale e sono contenta di esserlo come ho scritto nel mio profilo, ma credo che ognuno aspira ad essere accettato per quello che è. E spesso sono proprio come dici tu i genitori ad avere questa smania di vedere i loro figli “più” degli altri. Tra l’altro questo crea nei piccoli l’aspettativa di mantenere sempre alto il loro livello per non deludere i genitori e gli altri. una sorta di schiavitù.

  39. i genitori sonno i maggiori colpevoli li portano a mostrarli ad esibirli……
    e voto giovanna e il suo commento a pieno……

  40. eh già..odore di Pelle..

  41. Il bambino è bello perchè tale, innocente, con sorriso naturale, litigioso per niente(vedi giocattolo), e desideroso di e dare affetto. Il mio 1 figlio e dotato di grandi doti, ma per non essere bambino avrà tanto di quel tempo…

  42. il mio nipotino di quasi quattro anni va al minibasket con un amichetto. Il maestro ha proposto una gara di Canestri. A chi ne fa di più. Lui ne ha fatti due di più. E il maestro ha commentato: sei portato, vedrai che da grande entri in una squadra. E lui: sì però assieme a matteo! E il maestro: però Matteo deve imparare a fare più canestri. E il mio nipotino: non fa niente Matteo, te li faccio io i canestri.
    scusate se sono stata lunga, ma davvero siamo noi grandi a suggerire ai bambini l’idea di prestazione.
    ciaomarina

  43. Ti lascio la mia mail perché io non trovo la tua… creekblog@gmail.com

  44. Non potrei essere più d’accordo con te caro Fabio… Buona settimana 🙂

  45. beh,molte volte i genitori di figli con talenti diventano un po’ ossessivi ,vuoi perchè vogliono che da quella possibilità in più i figli traggano ogni vantaggio o perchè si rivedono alla loro età desiderare di raggiungere le vette più alte in certe discipline,vedono il talento dei figli come un occasione di rivalsa.
    Se sanno controllare il loro comportamento e la loro ambizione,possono instradare i figli e dargli una strada in più da seguire per cavarsela nella vita,ma se esagereranno rovineranno tutto,anche quel talento tanto prezioso. alla fine,tutto torna nella frase ‘dove c’è semplicità c’è felicità’.

  46. Caro Fabio,
    i piccoli mostri alla bravo bravissimo di Mike Bongiorno mi spaventano per i genitori che hanno.
    Un altro aspetto non trascurabile è quello di genitori che davanti a figli citroni sono convinti di avere dei geni e li trattano come tali.
    Un bacio,
    Manu

  47. Quando vedo un campione sportivo,soprattutto uno di tennis,immagino le ore e ore di allenamento ,segregato sul campo, e poi vedo i genitori sorridergli soddisfatti dai posti in prima fila,mi vengono sempre in mente i parassiti.

    Cristiana

  48. D’accordo su quasi tutto. Quasi, perché non credo che sia sempre e solo smania di soldi quella dei genitori, ma magari di successo, di affermazione personale, di un nome -il proprio- riconoscibile.


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