Pubblicato da: fabioletterario | 06/11/2007

Enzo ha posato la penna

Enzo Biagi non scriverà più. Ma questa volta non è colpa del cavaliere nazionale, che lo ha nuovamente accusato di uso strumentale del servizio pubblico: lo ha scelto proprio lui, nonostante forse avrebbe desiderato qualche altro giorno per terminare il pezzo giornalistico che più gli interessava, quello del saluto alla vita. Stamattina, mentre mi alzavo, ho sentito la notizia alla tv: Enzo Biagi si è spento.

Quando muore un personaggio pubblico c’è sempre una immensa curiosità attorno alla sua storia personale, e non solo. Spesso è pura curiosità, qualche volta è affetto, raramente è simpatia umana. I panegerici dei morti, poi, sono sempre tutti uguali. Cominciano con era un uomo buono, amato da tutti, e terminano con sarà sempre insieme a noi, e per questo motivo ogni volta li salto in tronco. Ma gli occhi piccoli di Enzo, dietro a quegli occhiali sempre troppo grandi e alle lenti sempre più spesse, sapevano guardare ben più lontano di qualsiasi occhio umano dotato di 10 decimi di vista. E il panegirico, per quanto mi riguarda, non può che essere a modo mio, fuori dagli schemi, se vogliamo, decisamente ironico.

L’immagine primordiale e che manterrò per sempre fissata nella mia mente non è direttamente la sua. O meglio, è quella nata dalla satira del trio Solenghi-Marchesini-Lopez, quando negli anni Ottanta partecipò a numerose trasmissioni nelle quali proponevano diversi personaggi. Uno di quelli che ricordo di loro è proprio la caricatura di Enzo Biagi, nella posizione che gli era peculiare, quasi antesignano (ma al rovescio) di Lilly Gruber: aggrappato alla sedia o al tavolo, sonnecchiante, impassibile, infinitamente ironico, e sempre distrattamente pungente. E penso che quelle caratteristiche che il trio magistralmente ci propose rispecchiassero in pieno la personalità di Enzo, la cui penna è stata posata sullo scrittoio questa mattina, per niente stanca di scrivere, dopo ben 70 anni di attività giornalistica.

Oh, non credo tuttavia che Enzo smetterà di raccontare e raccontarci. Di lui resta moltissimo, dalla tv ai pezzi giornalistici, dai libri ai suoi racconti personali, e anche le sue lotte con i politici, non ultima quella già citata con Berlusconi. E da lassù, indubbiamente, Enzo non potrà che avvantaggiarsi su tutti noi. Vedrà meglio quanto accade, e senza ombra di dubbio si farà tante risate sommesse, sulla situazione italiana e non solo, specie sotto il profilo politico. Personalmente, ho sempre trovato Biagi una delle poche persone trasparenti che esistono in tv. Non amavo l’aspetto religioso, seppure cronachistico, specie quando preparava gli speciali della Pasqua, ma (anche io giornalista) non posso non riconoscergli che riusciva a fare bene ogni cosa, e questa non è una dote per nulla comune e decisamente invidiabile.

Biagi conosceva il peso della parola. Per nulla tronfio o trombone, parlava semplicemente a tutti, uomini di potere o persone qualunque, una sorta di predicatore per tutti, ben prima che Internet rendesse democratico il sapere. Parole semplici, sentite, così come richiede il vero giornalismo, era questo il suo segreto. E oggi che non c’è più certamente perdiamo una voce attenta all’attualità, lui che con Il fatto aveva ottenuto ascolti record, dimostrando che non è la notiza a fare cronaca, ma la cronaca a fare notizia. Se mi guardo attorno e tento di trovare un altro Biagi, un erede quasi mi spavento. Non ne vedo, e questo non è un buon segnale. Vespa? Lerner? Ferrara? Ho un bruciore allo stomaco pazzesco, se ci penso. Perché vedere 834 puntate del Fatto non mi è pesato, ma vedere centinaia di puntate, ogni santo giorno, per cinque giorni alla settimana di quei tre, beh… una domanda mi sorge spontanea. Enzo, non è che ci vuoi ripensare e prendere nuovamente in mano la penna?


Risposte

  1. Un figura campione di quella cronaca e politica non URLATA, contrapposta al folto bailame che sembra imperare….
    Mi piace ricordarlo, come dici tu, come distrattamente pungente….e con una frase che disse al rietro in TV quest’anno…
    “Ci sono dei momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno…”

    Ciao Enzo…

  2. mi è dispiaciuto sapere che se ne è andato…ci mancherà…

  3. capito qui per caso e ho letto con piacere questo post; parliamo di una persona eccezionale, sopra le righe, ben fuori dagli schemi ossequiosi e riverenti del giornalismo di oggi, malato e servile.
    eredità difficile, se non impossibile quella di biagi.

  4. non l’ho mai seguito molto, ma quelle poche volte che lo guardavo in tv mi ha sempre tramesso fiducia e rispetto… Buona giornata Fabio… ovviamente sei invitato alla prossima sfornata di bartolacci…

  5. Enzo? eravate amici?

  6. ORA
    ha lasciato il testimone.Puoi sempre essere tu! Ciao Fabio.Bianca 2oo7

  7. Solo per dirti che è è una perdita immensa. Non lo dimenticheremo.

    Marco

  8. E bravo, hai nominato il “Trio Lescano”, cosi il bruciore di stomaco ora lo abbiamo in due…:(
    R.

  9. se n’è andato un GRANDISSIMO – giù il cappello – dawoR***

  10. Infatti, sapendo che era malato da tempo e che aveva 87 anni in un certo senso fa sentire meno il dolore. La vera catastrofe invece è, come in tanti campi, che non si troverà nessuno alla sua altezza per un cambio generazionale. Non ne vedo nessuno della sua onestà intelletuale, pacatezza di pensiero e linguaggio, senso di responsabilità e curatezza nel fare le cose.

  11. Ci sono uomini che diventano amici di famiglia anche se non li hai conosciuti, ci sono uomini che speri che non se ne vadano mai perchè senza di loro il giorno è più buio, ci sono uomini che non hai imparato ad apprezzarli fino in fondo e quando se ne vanno ti senti un po’ più solo/a. E il trio Lescano, come li chiama Raspa più sopra, ti fa ancora più rabbia!

  12. “un uomo onesto” hanno detto di lui le figlie e che tale voleva essere ricordato. penso che sia l’insegnamento più grande che qualcuno possa lasciare…specie in una società come la nostra
    grazie, grazie davvero

  13. Insieme ad Indro Montanelli è stato un maestro del giornalismo, capace di raccontare l’Italia come pochi. Per un giovane giornalista come me Enzo Biagi rappresenta insieme a pochi altri un punto di riferimento fondamentale, simbolo di libertà di pensiero e di critica.
    Anche a lui è dedicato il mio Blog Pensiero Libero.
    Fabio per gli ottimi contenuti del tuo blog ho deciso di linkarti e leggerò i tuoi post. Spero farai lo stesso. Ciao

  14. ci mancherà molto

  15. Un uomo che pesava le parole ,non come un certo cavaliere che lo aveva allontanato per un uso criminoso…. (chi era il criminale)?….
    Ciao Fabio

  16. sono alquanto indifferente..

  17. a londra una donna schiava dell’orgasmo! anche 250 al giorno, è una sindrome che forse viene con gli antidepressivi!!! più antidepressivi per tutti

  18. Eh sì donchisciotte, ce li avessi tu gli antidepressivi almeno la pianteresti di insozzare i blog! Sei diventato come 100 milioni di cazzate! Inutilmente onnipresente!

  19. Purtroppo non lo potrà più fare e solo il tempo ci farà capire bene la grandezza di questo uomo e giornalista. Martedì mattina, uscito dall’autogrill sono salito in macchina e ho sentito la notizia bè, ti confesso che la lacrimuccia ha accompagnato il resto del mio viaggio.
    Ciao Grande Uomo!

  20. Non vorrei guardare il pelo nell’uovo o farmi i fatti tuoi, ma Marckuck ultimamente ce l’ha con te?


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