Pubblicato da: fabioletterario | 05/11/2007

Il ponte Carlo

Il viaggio termina con il rientro a casa. Sono in camera mia, la valigia è stata già disfatta, sono mezzo rimbambito dal sonno e dal cambiamento radicale del giorno dopo, del dopo la vacanza. Praga è lontana qualche migliaio di chilometri, insieme alla sua pioggerellina cupa e agli olezzi di hot dog e cipolle fritte, di crauti, che rendono l’aria un enorme pentolone di olio che frigge per i turisti che affollano la città.

Eppure, guardo dentro la valigia, che non ha più nulla di quanto necessitavo durante il viaggio, e continuo a tirare fuori di tutto, a raffica, senza soluzione di continuità né di senso, come dalla valigia di Mary Poppins, eccezione fatta per l’attaccapanni, che là dentro proprio non trovava posto. Escono le foto che non ho scattato, tiro fuori i sorrisi che ho sollevato in molte occasioni, e le parole che ci si è scambiati di notte e di giorno, sotto il sole e sotto la pioggia, al caldo e al freddo e ogni voltpraha-san-carlo.jpga mi viene da ridere, da sorridere, perché mi rendo conto che il viaggio non è terminato, ma continua, continua ancora, nella mia mente.

Praga è magica, è vero. E’ magica con i lampioni del ponte Carlo, il vero nucleo della città, a mio parere, perché al tempo stesso unisce e separa, e ti spinge (visto di sera) in un’atmosfera surreale, che ti solleva da terra per avvolgerti nelle spire scure delle nuvole notturne. Quel ponte è un’arteria tuttora viva per la città. I suoi pilastri potenti attraversano la Moldava indenni da secoli, mentre i gabbiani svolazzano in cielo pungendosi con il becco, e i battelli volteggiano in acqua inseguendosi come bambini che giocano. Guardate giù da quel ponte e provate ad inseguire le onde solitarie del fiume, che si muovono lente verso la riva: vi sembrerà di perdervi con esse, nelle volute armoniose della storia e del tempo. Vi accompagnerà un suonatore di bicchieri riempiti d’acqua, con il tocco impercettibile e al tempo stesso musicale delle sue dita: smuoverà le note e toccherà le vostre corde, accarezzando la notte e i vostri voli nel passato.

Ho camminato su quel ponte dopo aver mangiato cucina praghese, che non è poi tanto peggiore della nostra. Abbiamo mangiato come i praghesi, bevuto come i praghesi, pagato il conto come i praghesi (per niente salato), e alla fine abbiamo anche comprato i classici cristalli di Boemia, insieme ai granati, rosso sangue, l’unico rimasuglio di colore comunista di una città ex comunista. Ma, va detto, non mi sono sentito praghese, nonostante tutto. Mi sono sentito un abitante di Praga, questo sì, in ogni via e in ogni angolo oscuro, in ogni pub, in ogni ciottolo sconnesso che ho calpestato, e anche sui trami che ho preso, quelli le cui rotaie tagliano la strada ferendola quasi drammaticamente.

Quanto all’alloggio, abbiamo avuto la fortuna di pernottare in un hotel gestito da una coppia gentilissima, credo gli unici due gentili di tutta la città, visto che chiedere un’informazione è sostanzialmente impossibile: nessuno parla italiano nonostante le migliaia di Italiani, nessuno parla inglese nonostante sia la lingua franca, nessuno il francese (figuriamoci!) e nessuno il tedesco. Così, abbiamo dovuto parlare la lingua dei gesti, che alla fine è quella che dà maggiori risultati.

Non aspettatevi che nessuno vi aiuti, a Praga, né per amore né per interesse: non capiranno, o meglio, non vorranno capire. Ma perdervi, così come è successo a me, in una città straniera, che non vi conosce e che non conoscete, vi servirà a scoprire che possiamo arrangiarci sempre ed in ogni occasione, e a capire anche che alla fine si ritrova comunque la via e si torna sempre a casa.

Andate a Praga. E gettatevici dentro senza paura: la rimpiangerete, se sarete in grado di viverla sino in fondo.


Responses

  1. magari potessi!
    bentornato a casa, fabio!

  2. Ci andremo molto volentieri. Ma non aveviate un invito a cena da noi? Ve lo siete davvero dimenticato? Vabbè sarà per la prossima volta.

    Marco

  3. bellissima!mi piacerebbe tornarci un giorno
    ciao!

  4. Bentornato!…mentre leggevo il tuo post per un attimo mi sono ritrovata lì…quanti ricordi…

  5. Ma che bello questo post (vedevo le onde…)

  6. Bentornato e grazie della descrzione: le province di Boemia e Moravia saranno la tappa del prossimo anno… spero…

  7. buongiorno!
    giuro che appena trovo un tulipano scatterò per te!!!
    un sorrisissimo 🙂

  8. io porto tre città in particolare nel mio cuore : istanbul,parigi e praga /
    questi posti mi hanno comunicato molto 🙂 dawoR***

  9. Bentornato! Scusa il ritardo ma il giorno di ritorno dal ponte è un po’ come l’assalto alla diligenza…..sto ancora combattendo per salvarmi!

    Per il resto, la magia di Praga l’ho assaporata qualche anno fa. L’esperienza fu splendida.
    Ricordo pero’ che gli abitanti del luogo non erano proprio solidali. Ricordo l’incontro con una tipa che lavava i bagni della metropolitana, incazzatissima con me dato che ero infilato nel bagno delle donne (poverina, aveva ragione ma io ero tutt’altro che sobrio) e un incontro, con un gruppo di tassisti a cui un gruppo di amici chiese informazioni e questi cominciarono a prenderci in giro in italiano! Quindi, accidenti, la lingua la sanno eccome….. 🙂

  10. sicurament sarà una tappa fissa del turismo della mia vita, su questo contaci

  11. non sono mai stata a Praga anche se tutti me ne hanno parlato benissimo.Rimedierò un giorno.

  12. Io amo perdermi!
    Lo faccio in continuazione ^^. HO scoperto molto tempo fa che la strada di casa si trova sempre 😉

  13. E’ vero, gli abitanti dei paesi est-europei sono un po’ scorbutici, poco gentili perché a loro nessuno ha mai dato niente. I commessi ti trattano con sufficienza, perché nel loro piccolo sono abituati ad essere gestori di potere, quando al tempo del comunismo mancava tutto. Mi rallegro che vi siete decisi finalmente a mangiare la roba loro. A me fa terribilmente tristezza quando mi si racconta di tizio o caio che va alla Mauritius, per fare solo un esempio, e si porta dietro la valigia piena di pasta Barilla, tonno Rio Mare o caffé Lavazza. Oo, ben tornato!

  14. BENTORNATO
    Fabio.Alla tua mamma è piaciuta l’avventura del viaggio? Bianca 2007

  15. Ciao e buon rientro! Hai detto a mammà di noi?

  16. Ciao fabio,ben tornato! La mia mail è maxdilly@libero.it quando vuoi

  17. ciao, un saluto da dresda che a leggere quello che scrivi sembra la sorella. credo che vista la vicinanza ci andrò presto.

  18. Fabiolino… quando mi ci porti?

  19. ho vissuto per alcuni anni con una praghese, e siamo diversi, anche se poi nel nocciolo siamo uguali. Ma davvero nessuno parlava inglese o tedesco? mi stupisce, i praghesi che conosco io hanno cominciato a studiare presto le lingue e con metodi molto più avanzati ed efficaci dei nostri.

  20. bentornato tra noi italiani che cerchiamo di aiutare la gente in difficoltà (EHHH!!)^_^ immagino quanto possa esser bella quella città,odore di fritto annesso….

  21. Bentornato Fabius!

  22. Sono dieci anni che non vedo Praga.

    Ma ricordo come ieri la prima volta che sono passata sul Karluv Most.
    Deserto nel gelo di una sera invernale, ché ormai Natale era vicino.

    Ma erano altri anni. C’era ancora la Cecoslovacchia. L’aria sapeva di quel carbone che era l’unica fonte di calore. Non c’era una bottiglia d’acqua minerale manco a pagarla oro (l’acqua è solo per uso esterno, dicevano). Nelle vetrine delle botteghe c’erano le tendine a quadretti che indicavano se erano aperte o chiuse. E alla frontiera ti facevano accomodare (gentilmente?) tra due muri in calcestruzzo con un mitra spianato davanti alla macchina e uno dietro.

    C’era ancora il comunismo allora.

    Credo che Praga continuerò a viverla di ricordi… hot dog e cipolle fritte sarebbero troppo per me, temo.

  23. bella Praga, e’ piaciuta tanto anche a me.
    e non sopporto il ritorno da un viaggio, il primo momento e’ sempre di confusione, mi chiedo: “e adesso che faccio?”. Poi con le ore la routine fa il suo lavoro, ma all’inizio e’ dura.

  24. Complimenti per l’HP!

  25. spero un giorno di poterla visitare…ieri sera per andare dal dottore mi persi a napoli ! figuriamoci se vado a Praga…

  26. Finita la pacchia eh! Bentornato.
    R.

  27. ma è meglio o peggio dell’Italia che racconta Travaglio?

  28. …Praga è meravigliosa! La descrizione di una grande padella dove si cuoce olio fritto è azzecatissima! A Piazza Venceslao soprattutto…
    La sensazione che mi sono portato dietro è stata: > Boh…

  29. Ponte Carlo è esattamente l’emblema di Praga. Io lo amo, ho avuto sensazioni particolari lì sopra che non scorderò. Pensa che l’unica parola praghese che ricordo è Karluv Most!

  30. per quello che mi hai scritto….naaaaaaaaaaaa non ci credo!!

  31. Praga è veramente una città incantevole – incantata. Ed è una “capitale” e lo respiri. Strano tu non abbia trovato gente gentile: con noi lo erano tutti. Riservati ma gentili. Un proffe di Vienna mi ha poi raccontato che il vero tedesco (l’equivalente dell’inglese oxfordiano per capirci) lo si parla proprio a Praga…
    Mi resta la curiosità delle impressioni della tua mamma.

  32. Pensavo che almeno il tedesco fosse diffuso. O sará che proprio non vogliono capire? Bentornato.

  33. Bentornato Fabio, leggere questo post mi ha riportato ai ricordi di 7 anni fa, le emozioni provate all’epoca sul Ponte Carlo sono le stesse che descrivi tu. Spero di tornarci presto…


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