Pubblicato da: fabioletterario | 03/11/2007

A Praga il Comunismo

Arrivo a Praga e la prima cosa che faccio è guardarmi intorno. Cerco il Comunismo, quello vero, fatto di oppressione e di oppressione e di oppressione. Quello fatto di bandiere rosse a sventolare ovunque, di pugni chiusi e di arie minacciose. Cerco il Comunismo vero e non lo trovo, forse perché è passato troppo tempo da quando è caduto, forse perché lo hanno nascosto bene, forse perché io non sono capace di riconoscerlo. Mi guardo attorno e il Comunismo pare sparito, si è dileguato, non esiste, non esiste più. Più lo cerco più non lo trovo, e anzi trovo tanto Occidente, tanto consumismo, tanta necessità di esser aperti per non perdere il treno del turismo internazionale, ma l’apertura non coincide con le buone maniere. E io, da bravo turista, faccio la mia parte, quella fatta di occhi spalancati a guardarmi intorno, di pochi spicci per comprare qualche cartolina, e anche di sguardi attenti e guardinghi nei confronti dei praghesi, per la paura assurda (inculcatami da una stupida guida) che qualcuno mi derubi.

In realtà, qui di comunisti non ne vedo. Beh, mia madre potrebbe esserlo, ma nel senso che, per la paura di non trovare da mangiare, si è portata dietro pacchi di grissini, merendine, panini, acqua, e quant’altro possa assicurare la sopravvivenza di tutto il gruppo, e dunque è praticamente simile ad un venditore del mercato nero. Ogni tanto dà un’occhiata ai pacchi lasciati in hotel, sembra soddisfatta quando trova tutto così come l’ha lasciato. Ma il risvolto positivo c’è: praticamente sappiamo cosa mangiamo, perché i piatti praghesi sono molto misteriosi, così come prevede la tradizione esoterica della città.

A Praga il Comunismo forse si nasconde all’interno del cimitero ebraico, dove le cornacchie e le tombe antiche si ergono maestose conferendo alla cità un tocco di solforoso mistero. Eppure, non lo trovo neppure là. E nemmeno sotto i tetti grondanti storia e pioggerellina, mentre una bruma sottile cade silenziosa nell’aria che sa di birra ed hot dog.

In questo preciso istante sono seduto in un Internet point in pieno centro, in piazza San Wenceslao.  Le tastiere ultrameoderne sono simili alle mie, e i prezzi tutto sommato sono quelli europei, non certo comunisti. E non sono comunisti neppure gli scorbutici praghesi, che dimostrano totale indifferenza ai turisti, verso i quali mantengono un atteggiamento di menefereghismo oltre che di annullamento. I praghesi non solo non parlano nessuna lingua comunitaria, ma non sono neppure disposti a darti una mano, casomai ne avessi bisogno.

Ho deciso che Praga mi piace, per quanto abbia grossissimi limiti ricettivi. Ho deciso anche di continuare a cercare il Comunismo, quello con la C maiuscola, magari non solo qui, ma anche in qualche altro paese dell’Est Europa.

Oppure, il Comunismo è morto per davvero, e io non l’ho ancora capito?


Responses

  1. buon viaggio….dovertitevi tanto

  2. prova ad andare in Cina puo’ darsi che lo trovi..

  3. divertiti divertiti,
    ho letto in qualche post fa che prossima meta è budapest e vuoi portare mammà, è una città bellissimissima, ho messo un pò di foto sul blog…
    bye

  4. Mi sembra di rivivere Kundera… con quel meraviglioso libro su La leggerezza… Non lo troverai il Comunismo… perché per chi lo ha vissuto, credo che sia solo una questione interiore… e adesso anche quella sensazione è stata oppressa, così come tutto il resto…

  5. Ehilà! Divertiti e se trovi il Comunismo, quello vero facci sapere!!!

  6. Il comunismo vero di cui parli tu mi sa che non e’ mai esistito neanche al tempo dei “paesi comunisti”. Erano sempre tutti alla ricerca del consumismo capitalistico anche allora.
    Comunque divertiti e continua a raccontarci la tua esperienza, che cosi’ almeno io potro’ vivere un pochino quei paesi tramite i tuoi racconti.
    (Se poi passi da Sarajevo qualche volta, fammi sapere che cosa ne pensi, che e’ – insieme a Firenze – la citta’ che ho nel cuore…)

  7. L’hanno rinchiuso in un museo in pieno centro, quello del Comunismo, appunto. Comunque se esci dal centro e vai a prendere un treno locale (a proposito, hai visto che meraviglia di stazione liberty?) ti capiterà di imbatterti in meravigliosi capotreno con divise fuori dal tempo, che sembrano venuti fuori da qualche romanzo.

  8. peggio… il comunismo non c’è mai stato 🙂 dawoR***

  9. uhmm…io a Praga di rosso ho trovato solo l’assenzio.

  10. Io tra un paio di settimane andrò a Cracovia, ti racconterò…

  11. cercavo la tua mail..
    e non la trovo..

  12. Navide ha ragione, lascia perde il comunismo e cerca di divertirti invece va’ 😉
    R.

  13. Quoto giovanna, magari là lo metono ancora il pratica. Purtroppo il comunismo che cerchi tu è una mala interpretazione del comunismo che ideò Marx, che era utopico. Siccome bisognava renderlo materiale lo si è adattato all’idea di oppressione, et voilà.

  14. A Praga ci sono stata nel 1992. Allora era interessante vedere la metamorfosi post caduta del muro. Mi immagino che ora non ci sia nemmeno l’ombra di quegli anni.
    Comunque è una città affascinante.

  15. A praga nel 89 io il comunismo lo vidi…
    o megio ne vidi la bussa e rocambolesca interpretazione…
    ricordo quel folle viaggio col camper, papà alla guida, da Foggia alla Gracia, passando per cecoslovaccia, polonia, ucraina, romania e bulgaria…
    si, in quel viaggio vidi esattamente la pantomima del comunismo…

  16. a Praga non ci sono mai stata…racconta ancorati prego! mi sembrerà di esserci!

  17. Io l’ho incontrato indirettamente attraverso colleghi che avevano studiato economia in Ucraina….. Buon rientro!

  18. A Praga ci sono stata due volte…e di comunismo non ne ho mai visto nemmeno l’ombra…in compenso ho scoperto dei posti fuori dal tempo nei suoi dintorni…paesini avvolti nella nebbia dove tutto sembrava muoversi a rilento…Neanche quello è comunismo…ma almeno non è neanche palese consumismo!
    Attendo ulteriori aggiornamenti! 😉
    Bacio!

  19. Beh, tutto sommato il comunismo ha dimostrato il proprio fallimento quando è continuato, sicché non sarei poi tanto nostalgico (ho colto una vena nostalgica…). D’altra parte sarebbe meglio che non fosse soppiantato dal consumismo, che sarebbe l’ora che fallisse a sua volta. Ma, purtroppo, mi pare che stia andando alla grande. Dal canto mio, faccio di tutto per boicottarlo e, ti assicuro, di tutto. A costo di parere fuori luogo o fuori di testa, non lo so, ma lo faccio perché detesto questo stato di cose; detesto l’arrivismo che permette a esseri umani (sic?) di calpestarne altri davvero autentici; detesto chi compra senza limiti per il puro gusto di avere (e poi magari vota pds o rifondazione…); detesto che ancora non ha imparato a riconoscere nell’altro un proprio fratello e che non ha ancora capito l’importanza della condivisione…
    Hai ragione: “un anello per domarli tutti…”
    Ti aspetto e buona permanenza!
    C.

  20. L’importante non è la meta ma il viaggio, quindi non preoccuparti di cosa troverai, pensa solo ad andare 😉

  21. mi raccomando fammi un resoconto dettagliato da poter utilizzare quando ci andrò anche io …

  22. interessante e dal taglio insolito il tuo reportage!Praga è la citta’ piu’ bella che ho visto, considerando vari aspetti,e poi Budapest e poi B, Ayres. Quanto alla scarsa recettivita’. per usare questo eufemismo, io l’ho trovato sia a Bologna che a Londra: todo depiende dal fatto che in una citta’ ci si va in vacanza o a lavorarer. In vacanza nn si riesce a cogliere come è la gente veramente e la loro vita quotidiana, se non sommariamente e per spiragli.In discorso potrebbe allargarsi ai fatti della delinquenza rumena di questi giorni e al fatto che in cina al secondo figlio c’è l’obbligo di aborto: ma stendiamo un velo pietoso per nn scadere nella polemica. Quanto alle graduatorie,le odio a tal punto negli affetti, che scelgo la solitudine illuminata e organizzata piuttosto che sentirmi ancora dire: no tu no! nn parliamo delle graduatorie nell’arte: le detesto ancora e ancora: anche perche’ portano poi al tifo fanatico.Cio’ che è artistico nn si puo’ misurare. Infatti edizioni come “ballo con le stelle” sono una cosa oscena, a parte la qualita’….cieo e a presto: perche’ non scrivi pure tu gli otto brevi racconti?potrebbe essere interessante: io sarei curuiosa di leggerti.Non potrebbe accaderti nulla se non ampliare i tuoi lettori. ciao ciao!

  23. a berlino ho vissuto “Berlino prima del muro”. Vissuta con la memoria, non è possibile dimenticare. Ecco, berlino è una città con la memoria, forte.

  24. Praga? Meravigliosa!
    P.S. sono tornato nel mondo dei viventi. Questa sera incomincio la lettura…

  25. Non cercare…guardati intorno e manda qualche cartolina! 🙂

  26. Il mondo è cambiato caro Fabio…

  27. Ma davvero davvero, arrivato a Praga, ti sei fermato in un Internet point per scrivere il tuo post??! Credo che più comunismo troveresti a Bucarest se decidessi di andare, perché Ceausescu ha buttato giù le cose storiche, medievali, come quelli di Praga, per costruire colossi mastodontici come la Casa della Repubblica che fa molto pensare a l’Altare della Patria di Mussolini.

  28. Un paio d’anni fa ho portato il mio cuore a Praga e li ne ho lasciato un pezzo. Nello stesso anno sono stata a Budapest e li invece ho trovato quel che resta del Comunismo … l’ho trovato nelle strade asfaltate male, nella stazione centrale decadente, nei vecchi vagoni dei treni con seggiolini di ferro. L’ho trovato per le strade, l’ho trovato in tutti i barboni che ho incontrato e sopratttto nelle parole di una signora ungherese:” la gente qui fa due tre lavori, perche` la vita a budapest e` diventata cara come nel resto d’europa e da quando e` finito il comunismo non abbiamo piu` nulla. Chi aveva qualche risparmio ha riscattato la casa in cui abitava, chi non aveva nulla non ha piu` un tetto sulla testa…”.
    Ecco dove ho trovato i resti del comunismo.
    A Praga ho trovato solo magia …

    Un saluto

  29. Consiglio l’ascolto di «Tatranky» degli Offlaga Disco Pax: lucida, penetrante e malinconica, come credo sia giusto.
    (Bel blog, tra parentesi.)
    MS

  30. Cerca, cerca… Se avessi dato retta a zio Silvio te ne saresti stato a casa e lui te l’avrebbe fatto vedere in televisione il comunismo.

  31. Non so che idea tu hai del comunismo ceco, io sono nato a praha e rimane molto ai nostri giorni, in particolare tutto il sistema metropolitana e tram efficientisimo è stato costruito durante comunismo, poi abbiamo stadi grandissimo e il più grande al mondo ma non utilizzato lo strahov, i nostri monumenti sono stati curati con comunismo, poi la mente dei abitanti praha è rimasta uguale è anche tanta tnostalgia in tanti casi, le nostre tradizione sono uguali e poi ce la skoda come allora e tante cose uguali, non immaginate comunismo morti di fame perche mi accorgo che in italia ne da immagine troppo male.

    Ahoj!


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