Pubblicato da: fabioletterario | 27/07/2007

Il giorno del ruolo

Non avrei mai creduto che la mia entrata in ruolo sarebbe coincisa con il danno e la beffa.
Stamattiena mi sono presentato per scegliere la mia cattedra. Ero alquanto sfiduciato, sapevo che non sarei riuscito ad ottenerla nella scuola in cui lavoro da oltre tre anni, ma ci speravo. Fatalità, mi è scivolata dalle dita a causa di una collga appena arrivata dal Sud, che non sa neppure dove fosse la mia scuola, e che ha pensato di sceglierla perché è in città. Non sa che la dicitura presente sul foglio delle disponibilità non corrisponde affatto a quella reale. Infatti, non è una scuola centrale, ma di periferia.
Così, il giorno che doveva essere uno dei più belli della mia vita, si è trasformato in uno dei più brutti. Ho scelto, sono in ruolo, ma in una scuola in cui non ho mai messo piede, e che non ha le stesse opportunità da offrirmi come quelle ricevute in passato.
Devo per forza di cose ringraziare la mia preside. L’ho già fatto, ma lo faccio anche qui. Mi ha dato fiducia, ha dato fiducia all’ultimo arrivato, e questo non è poco. E ugualmente i colleghi, che anziché tagliarmi fuori, hanno pensato di accogliermi sì come il più giovane, ma non per questo come quello a cui non lasciare spazio. E di spazio ne ho avuto tanto, davvero.
Da domani comincio una nuova vita. Non so quando e se riuscirò a dimenticare, o anche solo a mettere da parte quella vecchia. So comunque che in questo momento ho un grande vuoto dentro, e mi chiedo se la nuova insegnante saprà prendersi cura dei miei animaletti di prima media, per farli crescere.
Rischio di cadere nel presuntuoso e nello stucchevole, e non voglio. Ma una lacrimuccia la faccio volentieri, dopotutto è in quella scuola che sono cresciuto, ed è in quella scuola che ho maturato l’idea del blog. Ed è sempre in quella scuola che ho potuto fare cose egregie, spesso ambiziose, di certo che mi hanno permesso di sperimentare.
Devo resettare tutto. Non so se sia un bene o meno. Magari lo è per i miei alunni, che potranno sperimentare un nuovo metodo di insegnamento. Di certo, verranno tutti insieme a me nella nuova scuola, con i loro difetti e i loro simpatici errori…
Ecco il ruolo. Non sapevo che mi avrebbe reso tanto triste…


Responses

  1. E’ BELLO
    sentirti così vero! Anche in ferite aperte così si conosce l’uomo.E tu,con questa delusione impregnata di sentimento hai dimostrato quanto amore,dedizione,impegno hai messo nell’insegnamento.Questo dovrà essere “collante” per un nuovo.Certezza che,ciò che di meglio si ha dato non si perderà anche se frutterà per strade e terreni a te sconosciuti.
    Ricordi la gita fatta ad Assisi? Quanta gioia nel descriverla! E questo è AMORE.Quello di cui il mondo ha bisogno e che “move il sol ed altre stelle!”.E TU,lo metterai in moto ovunque.Questa deve essere la tua sola certezza,anche se soffusa da una lieve malinconia.Ciao,Fulvia

  2. vorrei tanto riuscire a dire una di quelle cose cattive e spietate che a te vengono così spontanee ogni volta che a me va qualcosa di storto. ma non sono capace. mi dispiace per sta cosa della scuola, sul serio

  3. Tanti auguri. Vedrai che il cambio non sará solo in peggio, altri “animaletti” aspettano di essere educati da un insegnante di ruolo.
    Mi spieghi come hai fatto a caricare la blogroll, il contatore e il resto? Grazie.

  4. darai moltissimo anche nella nuova scuola perchè l’insegnamento l’hai nel sangue. capisco la tua malinconia, la nostalgia che hai di loro e loro avranno di te, però sono sicura che saprai mettere a frutto la nuova esperienza. anche a me, ogni anno, viene il groppo in gola quando i neo-maturati vengono a congedarsi. qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio da loris (maturità il 7,07,07): sono diventato zio! mi ha fatto piacere:si è ricordato di me in un momento di gioia!

  5. Grazie a tutti per l’incoraggiamento! 🙂

  6. mi dispiace tanto che tu non sia riuscito a rimanere nella tua scuola. Ma pensa che è una sfida…riuscire a costruire qualcosa anche in quella nuova così che non una ma due abbiano un “valore aggiunto” portato da fabioletterario!

  7. Il tuo dolore del distacco sta tutto nel tenerissimo appellativo di “animaletti”. Eppure, credo che il distacco sia un’esperienza che un insegnante deve imparare a vivere. Secondo me non devi “resettare” perche’ quello che i tuoi alunni ti hanno “insegnato” te lo porterai con te e sara’ prezioso per i tuoi futuri alunni, che, sono sicura, non tarderanno ad apprezzarti.

  8. Sono del parere che ogni male non viene per nuocere! Cambiare spesso fa bene. Nuova scuola, nuovi colleghi, nuovi amici… nuovi stimoli, nuova esperienza, crescita! Tutto fa brodo! Auguri per il ruolo! Sono sicura che ti affezionerai ai nuovi pargoli da educare!


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