Pubblicato da: fabioletterario | 02/05/2007

Il bacio

Quando fai ritorno a casa da un viaggio, una sola cosa deve esserci nel tuo zaino: il libro dei ricordi, fitti e trabordanti, che ti raccontano ciò che è stato per qualche tempo, e che vorresti continuasse ancora in te. Di Vienna ho parecchi ricordi, ma più sfoglio quel taccuino, più mi rendo conto che un riferimento primario c’è. In quel taccuino c’è un quadro, che mi ha emozionato al punto tale che da due giorni non faccio che parlare di lui. Il bacio, di Klimt: proprio quest’anno compie 100 anni dalla prima pennellata che il suo maestro diede sulla tela. Bacio_2

Che cosa posso dire davanti ad un’opera così significativa? Poco. Posso fare solo alcuni sciocchi commenti. Ma che è estatico, questo almeno sì, posso dirlo. Estatico e invadente. E’ un rapimento bello e buono, quello al quale sono andato volontariamente incontro, quando sono approdato al Belvedere. Non so cosa l’autore abbia voluto dirci, già 100 anni addietro, ma so quello che il quadro ha detto a me, appena due giorni fa. L’abbandono totale, quello che mi ha preso appena ho puntato gli occhi davanti a quella tela dorata, ha assorbito per qualche istante tutta la mia linfa vitale, ed ancora oggi ho le farfalle nello stomaco quando ripenso a quel momento. Mi sono bloccato, sono diventato cornice e al tempo stesso spettatore, e anche parte integrante di quell’opera che galleggiava a pochi centimetri da me.

Non avevi pregiudizi di alcun tipo, né positivi né negativi. Ammetto che amo Klimt, ma certo non immaginavo che una cosa del genere potesse accadermi. Mi sono totalmente perso nella totalità di quell’abbraccio sensuale, nel viso irrorato di luce paradisiaca mentre riceve il bacio, così come nella sacralità di quel gesto così privato e personale che solo chi lo vive può parlarne davvero. Sembrava di avere davanti a me i due protagonisti di quell’abbandono totale, palpabili, eterei, in una religiosità tale da far scomparire ogni altra cosa intorno.

In quel quadro c’è tutto. Ora l’ho capito. Il caro Marckuck mi ha dovuto staccare a forza da lì davanti, perché non venivo più via. Ero peggio dei giapponesi, che si impossessano delle opere d’arte con la presenza massiccia e inamovibile. E stamattina, con i miei colleghi, a scuola, non ho fatto che parlare di quello, di Klimt e dell’innamoramento folle che mi ha preso davanti al Bacio. Sono perso. Sono innamorato, mi sa. O solo stordito. Uno stordimento di arte tale, talmente profondo e totale, che quasi quasi torno subito a Vienna e lo rubo!


Responses

  1. ma tu pensa! ho un piccolo poster del “Bacio” proprio sulla parete di fronte al mio pc!!!
    🙂

  2. Affinità elettive?! 🙂

  3. Un bacio … e se arrivasse un bacio a rubare te?

  4. La dolcezza con la quale la mano sinistra di lei si perde nella destra di lui che le sorregge il viso é per me il dettaglio piú coinvolgente.
    Un giorno andró a vedere l’originale.

  5. Dai! Anch’io sono andata ad una mostra con quadri di Klimt in questi giorni! A Ferrara…;)

  6. Dai! Anch’io sono andata ad una mostra con quadri di Klimt in questi giorni! A Ferrara…;)

  7. HAI
    descritto l’Amore,Fabio! Luce che abbaglia e si fa dolcezza univoca,mentre le parole si spengono.Fulvia

  8. secondo me è il quadro che meglio rappresenta il mio modo di vedere un rapporto di coppia: persi l’uno nell’altra, eppure le due continuano a distinguersi, ognuno conserva la propria personalità. quando l’ho visto a vienna sono rimasta imbambolata, proprio come te

  9. sai che anni fa mi sono dimenticata di uscire dall’historischen? mi ha recuperata un cortese guardiano ipnotizzata dai quadri di van dyck 😀

  10. questa volta niente sarcasmo o polemichette velate…
    bravo bravo bravo (il mollichismo mi ha assalito)

  11. @ Fulvia, l’amore, l’amore, l’amore! 🙂
    @ Francy: meno male, allora non sono l’unico!
    @ Paola, ma hai avuto il coraggio di lasciare i tuoi gatti? E chi ha badato loro?
    @ anecoico, non ho capito… Polemiche velate?

  12. andiamo via a turno, in questo caso la tribù era accudita da mio figlio, per il quale stravedono!

  13. d’altra parte, un estraneo, anche conosciutissimo, in nostra assenza,finirebbe incastonato in un angolo nel giro di 5 minuti dai cani, senza mordere, ma non lo lascierebbero muovere fino al nostro ritorno: un po’ scomodo no?

  14. Non si chiama sindrome di Stendhal questa? A me capita ogni sacrosanta volta che passeggio per le bellezze monumentali di Roma. Mi lascio pervadere dalla bellezza unica e suggestiva del tutto intorno a me.

  15. a me klimt piace molto e contemporaneamente mi soffoca, mi toglie il fiato, ma in maniera negativa.
    non ho mai visto sue opere dal vivo, ma dai poster/riproduzioni, il bacio mi fa sentire in gabbia, in prigione, toglie ogni possibilitità di fuga.
    innegabile però che susciti emozioni che pochi altri artisti mi svegliano.

  16. quando l’ho visto dal vivo la prima volta, la cosa che mi ha lasciata sgomenta è stata l’uso dell’oro. Oro in quantità che rende le sue meravigliose opere preziose e luminose come un tramonto.
    Si vede che l’amo?

  17. Ciao Fabio!

    Ma lo sai che alla cara Antonella per un suo compleanno ho regalato quel quadro…in puzzle.

    Credo che pure tu sia rimasto vittima della magia di quel quadro.
    In esso, non c’è tempo.
    Lo spazio si dilata e rimane vivo solo quel gesto semplice e amoroso.
    Un gesto che tutti bramiamo.

    Domanda, avete visto che la donna è inginocchiata?


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