Pubblicato da: fabioletterario | 30/04/2007

A Vienna le candele dei santi costano in modo diverso

E’ un dato di fatto. Qui a Vienna le candele dei santi non hanno tutte lo stesso prezzo.

Non sto scherzando, è la prima cosa che mi è saltata all’occhio quando sono entrato nel duomo di santo Stefano, ieri pomeriggio, subito dopo il mio arrivo qui, e sono rimasto quasi impressionato da una tale incredibile constatazione.

La chiesa barocca in Stephan plaze, sovrabbondante e inquietante, galleggiava in una nube di incenso, in considerazione del fatto che si stava celebrando una santa messa, e dal momento che non era possibile visitarla, mi sono limitato a fare un giro esplorativo, giusto per cominciare a dare una sbirciatina. Da dietro la grata che impediva l’accesso al cuore del tempio guardavo a metà tra l’incantato e l’esterrefatto la grande abbondanza di arte ultrabarocca, talmente soffocante da togliere il respiro. Le volte a crociera sovrastavano le navate, i pilastri si alzavano decorati in un horror vacui spaventoso, la massa umana reclamava il proprio istante davanti alle bellezze della cultura viennese.

A quel punto mi sono avvicinato ad una cappella, dove risplendeva un quadro sacro. Era l’immagine di santa Teresa di Lisieux, il cui sorriso enigmatico si affacciava da una immensa gigantografia, che a confronto quella del fondoschiena perfetto di Michelle Huntziker le faceva un baffo. Inspiro un po’ di aria pura, e trattengo il respiro mentre attraverso la nuvola di santità. Scavalco un paio di fedeli in fervente preghiera, tre giapponesi (o dio, anche qui ci sono?!) e riesco nel mio intento: avvicinarmi all’altare, accanto al quale brillano decine di piccoli ceri. Curioso per natura, sbircio il prezzo: ogni cero votivo costa 0,80 euro. Non un centesimo di meno. Un po’ caro, penso, dentro di me, ma dopotutto i santi sono santi, non posso fare queste pensate, proprio in casa loro.

Così giro l’angolo e mi ritrovo in una nuova cappella, questa volta dedicata alla Madonna. La piccola icona splende su un altare prezioso, e lì i fedeli abbondano eccome. La Madonna ci guarda con un sorriso dolce, anche i turisti non fanno che impetrare grazie, o quantomeno fingono di farlo. Le candele abbondano, ovviamente, e a questo punto anche qui butto l’occhio. Stranezza: il prezzo per accendere la candela alla Madonna scende notevolmente: un cero costa solo 0,68 euro. Caspita. La madre di Dio sembra aver perso il proprio smalto, se per una candela per lei occorrono 11 centesimo in meno che per ogni altro santo presente qui. Ma che è successo? Perchè?

Ci rifletto un po’, ma non trovo una soluzione a questo quesito infinito. Forse esiste una gerarichia dei santi, che classifica le loro competenze e i loro mezzi? Forse santa Teresa di Lisieux ha poteri superiori a quelli della Madonna? Sarà così che stilano il preziario per stabilire quanto debba costare un cero per ciascuno di questi, sulla base delle doti personali e delle intercessioni portate a buon fine sino ad oggi? Il mistero non è risolto, e per questo motivo mi spingo oltre.

Esco dal duomo in religioso silenzio, portandomi dietro il segreto delle candele votive e il mitico Marckuck, che mi fa credere di saper parlare tedesco, anche se ogni volta che chiede qualcosa gli danno l’esatto opposto di quel che gli ho domandato di ordinare. Fuori dal duomo ho degli scrupoli: sono un personaggio problematico, oppure solo un realistico osservatore, anche un po’ cattivello? Non lo so, ma, nell’incertezza, visto che ci sono mangio un salsiccione con il formaggio, giusto per sentirmi un po’ anche io viennese…


Responses

  1. Una supposizione: secondo me il prezzo minore é dovuto alla maggiore affluenza, probabilmente essendoci piú richiesta di madonne ci sará, in giro per la cittá, anche maggiore offerta e, si sa, con la concorrenza il prezzo cala.

  2. A me era piaciuta, a suo tempo, molto più Salisburgo, rispetto a Vienna.
    Per quanto riguarda i Santi…anche la Chiesa è, in fondo, una bottega, e anche i Santi hanno le gerarchie e il loro prezzo, evidentemente…

  3. Delle due l’una. O la Madonna aveva i saldi o Santa Teresa la vende cara. La candela.

  4. 🙂 arrivo in ritardo per richiedere la cartolina, ma non per leggere le tue avventure! Un abbraccio

  5. Stupenda questa gerarchia dei santi!

  6. non è che sotto la Madonna qualcuno aveva staccato il nuovo prezzo …..e in realtà costava 80centesimi anche la sua candela? Mi sembra strano che costi di meno…io la sento più importante degli altri santi!!!

  7. oltre il salsiccione al formaggio, la mitica “sacher torte” non era inserita nel menù?
    😉

  8. Il salsiccione col formaggio sarebbe il Leberkäse? (Una specie di “wurstel” quadrato, circa 15×15 cm. che si mangia caldo, a fette?)

    O mi sono perso qualcosa quando ero a Vienna?

    Ciao,
    R

  9. A parte il fatto che la piazza è “Stephanplatz”…ma non è che confondi Santo Stefano (gotico fiammeggiante) con la vicina Peterskirche (barocca fino al capogiro)?

    Il Mitico Marckuck

  10. certo che solo tu puoi andare in giro per chiese a guardare i prezzi delle candele votive…

  11. Carina questa! stavo cercando qualcosa sulle gerarchie dei santi per un esame universitario e mi trovo a leggere di un’ipotetica gerarchia sulle candele nel duomo di vienna:) a parer mio questioni di concorrenza come già suggerito da qualcuno..;) ciao!


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