Pubblicato da: fabioletterario | 26/04/2007

I bianchetti confiscati

Una volta, quando io ero alle scuole medie, le mode erano decisamente diverse. Non esisteva ancora la Pucca, non c’erano cancellini magici, e neppure l’iPod. Ai miei tempi, il massimo che potevamo sfoggiare tra coetanei erano calzini giallo fluorescente, retaggio di Flashdance, da poco uscito, oppure figurine vellutate, il cui solo tocco costituiva quasi un peccato sessuale.

Oggi, invece, le mode sono cambiate. Talmente cambiate, che più che essere una moda, è una vera mania. Un’ossessione che non ha alcuna spiegazione razionale, e che ha assunto i tratti di una vera e propria dipendenza.

Sto parlando dei bianchetti, che i miei alunni usano in quantità e modalità per lo meno industriali. Mi riferisco a quegli aggeggi che hanno tremila nomi, ma che in fondo servono ad un’unica cosa: eliminare le tracce di un orrore, il più delle volte di grammatica o di ortografia. A forma di penna, a forma di bottiglietta di smalto, a scorrimento, e via dicendo, impazzano come se si trattasse di gioielli o di qualcosa di imprescindibile: vai a scuola, il bianchetto è un must, un vero e proprio non-posso-stare-senza!

Stufo di ritrovarmi con compiti che pesavano il doppio di quanto avrebbero dovuto, e di tappeti bianchi sotto parole scritte con grafia incerta e decisamente gallinacea, ho cominciato a chiedere per favore di non usarlo più. Ovviamente, nessuno mi ha ascoltato: il mio invito (ripetuto all’infinito) è caduto nel nulla, tanto per esere espliciti. Io ho insistito allora proibendo l’uso del cancellino, in funzione di una semplice striscia risolutrice. Mi pare sia accettabile, e poi non è che ciò danneggiava più di tanto gli obbribri già scontati. Il risultato a questa mia imposizione è stato che i cancellini hanno cominciato a proliferare, ed io ho cominciato a requisirli.

Uno dopo l’altro, hanno cominciato ad ammassarsi. All’inizio lo facevo per gioco, poi mi sono accorto che la cosa ha assunto davvero i toni di dipendenza. Nel cassetto della mia cattedra, oggi, giacciono decine di cancellini, inusati e ormai secchi. Ma un risultato l’ho ottenuto: dopo l’ennesimo cancellino requisito, nessuno (nelle mie ore) lo usa più. I compiti sono più leggeri, e i miei colleghi, che prima mi criticavano, stanno pensado di fare altrettanto.

Ho lanciato anche io una moda?

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Responses

  1. Me lo auguro!
    😉

  2. benvenuto nel club dei dinosauri deterstatori di cancellini! anch’io ho chiesto da tempo ai ragazzi di limitarsi a tirare una semplice riga sugli orrori! ho ottenuto che lo facciano senza confische, ma solo perchè ho a che fare con ragazzi grandi, quindi, si presume, più ragionevoli

  3. Olé! Allora non sono l’unico!!!

  4. Proprio l’altro giorno parlavo di questo con alcuni colleghi! La mia prof d’italiano al liceo ci proibiva di utilizzare il bianchetto – mai comprato uno in vita mia – e allora vai di rigacce!

    (e poi io ho sempre pensato che se un tema ha un pessimo contenuto non è certamente il contenitore tutto bello ordinato a renderlo migliore, no?)

  5. Ciao Fabio, non so se hai lanciato una moda ma hai fatto benissimo! Perché tra i quaderni degli allievi di mia moglie anch’io ho imparato a detestare quelle orride “campiture” coprenti. Ad ogni modo ho apprezzato molto la serie di aneddoti sui bianchetti.
    bye bye
    Osvaldo 🙂

  6. Eh sì… Noi una volta non avevamo i bianchetti…
    Comunque c’è chi aveva la COLLA VINAVIL!!!

  7. pensa che il mio prof di italiano mi implorava a usarlo il bianchetto. perchè io sbagliavo e cancellavo con la penna… un pasticcio senza precedenti. e ogni volta mi scriveva nel giudizio (accanto al voto bellissimo) di essere più ordinato e di usare il bianchetto…

  8. vai da luciano è in corso un esperimento dal vivosui blog!

  9. No, non sei l’unico, anch’io odio i bianchetti…Giulia

  10. anch’io ho proibito la scolorina da anni
    è sempre una gran lotta ma alla fine, dopo mesi di noticine scritte in fondo alle verfiche – tira una semplice riga x cancellare. non usare il bianchetto e non pasticciare!!!- finalmente ottengo qualcosa….ciao erica

  11. Bianchetto, cancellino, papermate. Il vero problema è che a mano scrive come un sismografo impazzito. Però di tema prendevo sempre il voto più alto della classe (sì, gongolo…).

    ps. all’ “ed una” del titolo, sostituirei “e una”… 😉

  12. Anche ai miei tempi il bianchetto era di moda e i miei prof saggiamente avevano iniziato a proibirlo almeno nei compiti in classe. Io credo di averne usato uno o due al massimo: odiavo il suo odore e non sopportavo il fatto che se non bene asciutto la punta della penna si rovinasse… E poi usavo spesso la stilografica, quindi era impossibile riscrivere sopra! Hai fatto benissimo a proibirlo, meglio le righe di cancellatura (righe, non scarabocchi…).

  13. Credo che tirare una riga sui propri errori sia molto piu’ elegante.

    Inoltre, giusto per fare un po’ di psicologia da quattro soldi, direi che ci sia una differenza fondamentale:

    se tiri una riga su una parola sbagliata, ammetti di aver commesso un errore, che segnali a chi corregge… se invece tenti di coprire la parola col bianchetto, tenti anche di coprire l’errore…

    Ciao,
    R

  14. Oltre ad avere ragione ad evitare gli strati di “malta” ai fogli dei compiti…. fai loro anche un favore con l’uso che ne fanno….quelle cose sono piene di solventi tossici

  15. Caspita, R! Non ci avevo pensato! E’ un’ottima interpretazione psicologica! Beh, allora mi pare di capire che ho fatto bene?…


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