Pubblicato da: fabioletterario | 17/04/2007

Il sole di Assisi

La notte è trascorsa tutto sommato bene. Gli alunni non hanno fatto più di tanto fracasso, così come non hanno creato imbarazzo. Ho fatto il guardiano del faro sino a tarda notte, ho anche dovuto controllare se si fossero lavati e se avessero cambiato gli indumenti (non è così scontato, anzi!), e la seconda giornata di gita è ripresa nel sole di una Assisi che sembra accoglierci con una certa ansia.

C’è un tempo meraviglioso, qui in Umbria. I fiori sono vivi sugli alberi, c’è un profumo di tranquillità che a volte manca, nelle grandi città. San Francesco semba aver pensato un po’ a tutto: ha fatto in modo che il percorso per arrivare a lui fosse spianato da segni benaugurali, ma ammetto che in qualche caso mi sono arrabbiato alla grande.

La Porziuncola è il luogo in cui san Francesco è morto. Così è cominciato il nostro viaggio, dal dolore e dall’abbandono. Mi è capitato di vedere qualcuno guardare quella piccola chiesa con un certo interesse, il che non è affatto cosa da poco. Certe volte, quando loro non se ne accorgono, guardo i miei alunni per cercare di capire cosa pensino ma non dicono, e desidererei essere nelle loro teste, per raccogliere anche solo un pensiero, un’emozione, un dolore, per sfogliare anche solo brevemente il diario della loro adolescenza. Forse è un bene, che ciò non possa avvenire; o un male?

Il dipinto che ritrae san Francesco, nella Basilica, è sempre incredibile. Quegli occhi sembrano uscire dalla parete, e il suo sguardo al tempo stesso sofferente e profondo ti guarda dentro. Il luogo in cui è sepolto è spoglio e, proprio per questo, ti toglie il fiato. Il contrasto tra il forte sole esterno alla basilica e la luce delle candele che tiene compagnia al corpo è enorme. E’ lì da ben 8 secoli, mi dico, e giusto in quel momento un alunno pensa bene di chiedermi se voglio una caramella. Ecco uno di quelli inamovibili, che si commuove profondamente, ma solo di fronte ad un chewingum.

"Allora, cosa ne pensate?" Chiedo all’uscita. Il solito Pierino alza la mano.
"Prof, a che ora si mangia?"


Responses

  1. la gita di terza superiore era una settimana in umbria: una noia pazzesca! pub neppure l’ombra e età media 50 anni!
    e tutte chieeeeeeeeeeeeese!
    noia noia, ricordo la noia e il cd di guccini che mi ero portata x passare le ore in pullman.

  2. ti ho coinvolto in una catena di sant’antonio… sorry!

    http://lemieparole.blog.kataweb.it/lemieparole/2007/04/catena_di_santa.html

  3. Ma chi sei!
    ci dedichi tempo anche dalle gite scolastiche!
    Complimenti.

  4. Ideona: in gita ci potremmo far portare noi da loro. Scopriremmo cosa veramente li interessa, ne sapremmo godere piú di quanto loro godano di ció che interessa a noi e nessuno chiederebbe a che ora si mangia.

  5. ma anche tu… ma quante ne vuoi…
    bisogna pensare che tutto va von l’età. dentro di loro resteranno delle cose che capiranno solo tra qualche anno. l’importante è lanciare la pietra nello stagno. e vedere cosa succede…


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