Pubblicato da: fabioletterario | 10/04/2007

Non ho voglia di te

Sono francamente stanco, di vedere questa costante mercificazione della adolescenza per film e libri che la trattano solo per fare soldi. Ormai c’è di tutto: dai finti racconti porno di adolescenti (leggasi Melissa P.) agli pseudo-drammi giovanilistici (leggasi Muccino), ai libri che dovrebbero ritrarre l’amore dei teen ager (leggasi chi vi pare, tanto ormai su questo tema scrivono un po’ tutti).

Io sono stato e sarò sempre contrario alle categorie. Specialmente a due categorie:

  • libri per bambini/ragazzi;
  • film per bambini/ragazzi.

Non esistono. Sono categorie finte, che non hanno nessuna motivazione di essere. Oppure abbiamo i film per tentenni e i libri per gli anziani? Sono libri o devono essere considerati senza valore? Si riferisce al contenuto, oppure alla forma e alla sostanza del trattato?

Ammetto che alcuni film hanno un contenuto per i più piccoli. Ma io, ad esempio, non mi vergogno di leggere "Le Cronache di Narnia" oppure di andare a vedere "Gli invincibili". Non ho alcuna pretesa, certo, anche se so che non fa parte dei miei generi preferiti, ma come dicevano i romani, semel in anno licet insanire, e mi sta bene così, quando sono io a cercarmelo.

Oggi non ti puoi girare da nessuna parte, e le trame adolescenziali imperano ovunque. Ma saranno poi tanto vere, quelle trame? Rispecchieranno sul serio, alcune categorie sociali? No, non credo. Io gli adolescenti li vedo, e soprattutto li leggo, in classe, nei compiti e anche nelle loro lettere, così come nei loro blog. Parlano di tanto, ma spesso sono più interessanti di quelle potiglie troppo di sovente banali e banalizzanti di un’età difficile e di transizione come l’adolescenza. E spesso ridiamo anche delle sciocchezze di quei libri e di quei film, specie quando sono proprio i miei alunni, riferendosi ai personaggi troppo sbilenchi, a dirmi: "Ma prof… ma quelli lì sono proprio scemi!"

Vorrei che quanti scrivono libri o realizzano film che trattano di adolescenti un giorno mi spiegassero come e da dove traggono quelle finte storie, che sanno di bubble gum e di sapone Baby Johnson. A me fanno ridere, ma più che altro mi intristiscono: dopotutto, è proprio necessario svilire così chi ancora non sa cosa lo aspetterà nella vita?


Responses

  1. I libri di Luciano Comida sono molto belli, e rientrano a pieno titolo nella definizione di libri per ragazzi, anche se si leggono con grande piacere anche da adulti. Michele Crismani non è un’invenzione di ragazzino, è un ragazzino vero senza troppe costruzioni mentali.

  2. Non ti capisco, ultimamente, Maria Giovanna… Non ti seguo…

  3. Il tuo post mi ha fatto pensare ai libri cosiddetti “per ragazzi” che conosco. Ne leggo molti. Quelli di Luciano Comida sono molto belli, tutto qui. Commentare è condividere un pensiero, molto semplicemente…

  4. Come hai ragione. Mi trovi, come quasi sempre, d’accordo. Tante volte i filmetti per adolescenti sono delle vere cretinate così acqua e sapone che i ragazzini, se riescono a guardarli fino in fondo, possono credere che la vita sia una meraviglia piena di avventure risolvibili con improponibili colpi di scena.
    E i libri per ragazzi si moltiplicano a beneficio solo delle case editrici.
    Alla fine gli unici belli e ben scritti sono quelli che riusciamo a leggere anche noi con passione.
    Mentre i nostri figli, se non stiamo attenti, si abituano a letture sdolcinate e scritte così male che quando gli mettiamo davanti un libro vero non sanno neppure da dove cominciare a leggerlo.

  5. Sono d’accordissimo con te… E’ meglio leggere cosa scrivono loro quando li si lascia scrivere, perchè spesso la scuola ha la capacità di inibirli. I libri “per ragazzi” sono di una noia mortale, anche se magari qualcuno si salva. Ciao Giulia

  6. CONCORDO
    totalmente con te!
    I ragazzi ((bimbi-ragazzini-ragazzi) vanno incentivati a crescere non dando loro per pasto libri e film.dove la battuta “scema” per giunta la fa da padrona e,dove il pensiero resta ingabbiato dal “non senso” di ciò che lo stesso autore non poteva dare perchè non ha,bensì da tutti coloro (scrittori intendo)che,pur nella loro grandezza,possono essere accessibili anche alle giovani menti interessandoli ma sviluppandone critica e pensiero.Ci sono favole e racconti di Puskin stupendi e,idem di Gogol e Cechov,ma c’è anche la mitologia scandinava che non è da meno; e,Dumas(conte di Montecristo),V.Hugo (Miserabili) i Racconti di H.de Balzac,per arrivare a Stuparich (Un anno di scuole e Ricordi istriani),Saba (Ernesto)Anderson (Racconti dell’Obio),Borges (manuale di zoologia fantastica),Beckett (Racconti) Queneau (Pierrot amico mio), Boll (Cosa faremo di questo ragazzo?),Sciasci (Occhio di capra),Manganelli (Pinocchio un libro parallelo),Flaiano (Melampo)Troisi (Diario di un giudice) ecc. tanto per citare qualcuno che,accessibile nella comprensione e piacevolezza,valorizzerebbero anche la crescita delle intelligenze così assetate d’esserlo,ma al tempo stesso d’esserne guidati! Fulvia

  7. Concordo col tuo discorso sulle categorie e sulla mercificazione, ma è anche vero che ci sono dei testi (che si tratti di libri, film o quant’altro) che sono più in sintonia con alcune fsi della vita. Leggere Piccole donne quando si è adolescenti ha altro sapore che non da adulti.

  8. Certo, anche io sono di questo parere. Ci sono libri e libri, ma la sola idea che esistano libri ‘per ragazzi’ mi lascia perplesso. Di sicuro non farei leggere i Promessi Sposi ad un ragazzi di 10 anni, ma penso vi siano testi abbordabili anche senza dover per forza attingere ad una categoria che, tutto sommato, lascia il tempo che trova, a parte alcuni classici che anche io ho letto e che rileggo…

  9. Non so Fabio, in parte mi sento d’accordo in parte no. Ho ambivalenze nei confronti di qualsiasi etichetta intellettuale merceologica. I grandi libri travalicano costantemente il genere. I piccoli libri spesso ci stanno attaccati, ma a ragione Maria Giovanna quando individua libri per ragazzi validi e gradevoli che sono appunto per ragazzi. Perchè il linguaggio non è lo stesso per tutti, e anche le priorità. E anche il ruolo che ha un evento in una trama. Nella mia disciplina – leggi psicologia dinamica – c’è un dibattito che ricorda questo. Ne farò presto un post, perchè è un tema complicato, intanto grazie per avermi ispirata.

  10. è che ci sono libri per “ragazzi” che cavalcano l’onda delle emozioni del momento, del pubblico da “amici” per capirci. e ci sono libri che vanno al di là. in tutti i sensi…

  11. … non ho niente da aggiungere. perfettamente d’accordo

  12. Be’ di adolescenti ne conosci di piu’ di me. Io ne ho solo uno in casa. Penso pero’ che tra ragazzo e ragazzo ci sia differenza (e ancora piu’ tra ragazzo e ragazza). Mio figlio ultimamente si e’ letto con piacere un paio di libri della Mastrocola. A me erano piaciuti ma non avrei scommesso 10 lire che sarebbero piaciuti anche a lui!

  13. Artemisia, non riesco a lasciare commenti sul tuo blog! Come mai?


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