Pubblicato da: fabioletterario | 20/03/2007

Dalle stelle alle stalle

Della venere nera ne avevo abbastanza ormai da anni. Per quanto mi riguarda, Naomi Campbel non incarna in nulla il mito della bella donna, inoltre le sue costanti intemperanze l’avevano resa antipatica ai miei occhi da qualche anno. Ma con l’ultimo, ennesimo eccesso di violenza, l’indossatrice pare aver davvero esagerato, tanto da aver addirittura stufati i giudici, che questa volta non le hanno risparmiato una sonora batosta, ben sapendo che con lei è tutto fiato sprecato.

Il fatto è il solito, ormai, per lei: ha percosso una colf, accusata di averle rubato un paio di jeans, con un telefonino. L’ennesima colf, per la cronaca, e mi chiedo se in giro ce ne siano ancora, disposte a lavorare per lei.

La sentenza è arrivata con una certa sottile ironia, a mio parere. Si tratta sempre di lavori socialmente utili, ma per una volta direi che hanno colpito nel segno. La Naomi delle passerelle, quella con mezzo metro di coscia, ingioiellata e con un sorriso smagliante, sarà costretta ad indossare una bella tuta blu da scaricatore, scarponi da lavoro, guanti antitaglio senza lustrini e paillette, per trasformarsi in netturbino e ripulire New York. Cinque giorni di duro (?) lavoro, per otto ore al giorno, non le faranno certo male, visto come si è presentata al lavoro: pantaloni attillati, berretto in testa, cappotto stretto in vita, occhialoni scuri. Credo che, visto come era conciata, le abbiano detto solo all’ultimo minuto che non doveva andare ad una sfilata, bensì a spazzare a terra.

Provo una certa soddisfazione, lo ammetto. Ben le sta. Non credo che si stancherà, figuriamoci, e certo questa punizione non la redimerà, tutt’altro: mi meraviglio solo della sua recidività. Che fosse bizzosa, si sapeva, ma che il vizietto della mano lunga le piacesse tanto, mi lascia alquanto basito. Dalle stelle alle stalle, insomma, cara Naomi: e stavolta senza strasse.


Responses

  1. Dovrebbero provare di più che cos’è la vita di quelli che disprezzano… Ciao Giulia

  2. A me sembra una gran bella trovata pubblicitaria. Oggi si parla di lei quasi quanto di Mastrogiacomo.

  3. In ogni caso…sarà un successo, data la pubblicità!forse cinque giorni sono ancora un po’ poco….

  4. iN BENE O IN MALE, PURCHè SE NE PARLI! iO MI STUPISCO DI PIù CHE C’è ANCORA QUALCHE GIORNALISTA DISPOSTO A DAR PESO ALLE CAVOLATE CHE FA. iO LA FAREI CADERE NELL’ANONIMATO…

  5. E dov’è il post?!?!

  6. Ma come, non lo leggi?

  7. Un amico di mia madre, noto come signor Gino, un tipo fiorentino incazzoso, già qualche anno fa usava dire: “vorrei avere un cagnetto di quelli piccini e petulanti, sai un barboncino.” “e perchè?” gli chiedevamo noi, “perchè così poi lo chiamo: NAOMIII???….e poi ni ci do un ber calcio nel culo!”
    🙂


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