Pubblicato da: fabioletterario | 06/03/2007

Le luci contro

Mi chiamo Francesco. Ho 17 anni. Mi avete conosciuto nei giorni scorsi, la mia foto è comparsa sui tg nazionali insieme ad altre.

Ho atteso il sabato sera per tutta la settimana, perché finalmente potevo uscire insieme ai miei amici. Stretto nei miei vestiti, ho scambiato una ventina di sms con chi doveva venirmi a prendere, poi mi sono preparato ed ho atteso in camera mia.

Sono uscito senza salutare mia madre; mio padre già dormiva. Ho sfilato le chiavi dalla toppa e sono sceso in tutta fretta. Non vedevo l’ora di andare finalmente in discoteca, per il puro piacere di assordarmi di musica e magari di scambiare un paio di baci con qualche ragazza vestita in modo provocante. La musica era alta, al bancone servivano da bere: avevo promesso che non avrei toccato una sola goccia di più di quello che bevo di solito, ma gli amici si sono presi gioco di me ed io ho accettato quel bicchiere in più.

Nella sala progressive ho incontrato Michela. Non l’avevo mai vista prima, ma sembrava simpatica, e ho ballato in po’ insieme a lei, prima di provarci. Mi guardava con quegli occhi intensi, mentre i riflessi delle luci e delle sfere stroboscopiche si accendevano sul suo vestito luminoso come lustrini elettrici. L’ho baciata per il gusto di farle capire che mi piaceva, e l’ho stretta a me per il puro piacere di sentire il profumo del suo corpo premuto addosso al mio. Michela rideva, io insieme a lei.

Abbiamo bevuto qualcosa di forte. Non ce lo hanno servito al banco: qualcuno mi ha messo in mano un bicchiere, io l’ho accettato per condividerlo con lei. Ho sorseggiato mentre la musica mi ronzava in testa come un martello pneumatico, e le luci mi accecavano senza posa. La testa mi girava, ci siamo sdraiati sul divanetto al buio, in fondo alla sala, per nasconderci da quelli che ci infastidivano impedendoci di stare soli.

Michela mi ha offerto una pastiglia. Era bianca, liscia e innocua. L’ho ingoiata perché anche lei l’avea fatto, e certo non ci sarebbe capitato nulla. Ho appena 17 anni, ti pare che possa succedermi qualcosa? Poi, la musica mi è entrata nel cervello, insieme alle luci, alla sfera stroboscopica, a tutti quanti erano intorno a me.

Quando sono salito in macchina, qualcuno mi ci ha portato a spalle. Chi guidava aveva la consegna di non bere, quella sera, ma era particolarmente su di giri: cantava a squarciagola e di tanto in tanto mi strattonava per svegliarmi.

Il mio amico ballava sul sedile senza aver allacciato la cintura, i suoi occhi si chiudevano lentamente, insieme a quel sorriso artificiale, fatto di eccitazioni indotte e di una graffiante necessità di essere re, per una notte. Di colpo le luci sono uscite dalla mia testa. Correvano contro di noi, le avevo davanti: pensavo fosse un’altra allucinazione, una di quelle partorite dalla pastiglia innocua, e le ho guardate senza paura.

La macchina ha sbandato, recuperando per poco la traiettoria. Il mio amico ha riso, anche stavolta gli era andata bene. Le luci procedevano la loro corsa frontale, contro di noi, fin quando sono arrivate a pochi passi.

Si sono riaccese solo sulla mia foto, quella che è comparsa sui giornali e al tg nazionale. Poi, si sono spente definitivamente.


Responses

  1. Mi fa paura quello che sta succedendo ai ragazzi di questo nostro tempo. Ragazzi fragili nella loro spavalderia, ragazzi che vorrebbero bere la vita in un unico sorso di superalcolico, ma che la vita, così facendo, non la conosceranno mai, ragazzi fragili che vogliono nascondere la loro paura di non essere all’altezza, ragazzi a cui non abbiamo insegnato che vivere è accettare d’essere fragili per costruire con fatica, speranza e gioia il domani.

  2. Che botta di allegria!

  3. Questo è un bel post. Nè falso, nè sdolcinato, ma molto vero e molto ben scritto.

    Io non so cosa significa essere genitore e prendersi certe responsabilità.

    Ma ho 3 anni in più (cioè non so, all’inizio dici che ne ha 17, poi 22 comunque non ha importanza) di lui e mi chiedo cosa ci differenzi.
    Perchè lui si ed io no?
    Di chi è il merito se io non ho mai preso una pasticca?Se non ho mai guidato ubriaca?

    Mia?
    Di mia madre?
    Degli scout di cui facevo parte?

    Non lo so, ma cos’aveva che non andava?
    Perchè lo fanno?

    Io non riesco a rispondermi.

  4. Colpo allo stomaco che lascia sensa fiato…
    Stesse sensazione di quando ero adolescente prima di uscire il sabato sera, quando uscire il sabato sera per un giro era una novità e una conquista.

  5. Accidenti. Toccante e da brividi questa lettera/racconto. Grazie a Dio a me è sempre andata bene. Alla guida sono prudente e quando bevo qualcosa non guido mai. A dei miei amici non è andata altrettanto bene però. Purtroppo sono 5 quelli che ora non ci sono più.

  6. non ho da spendere troppe parole su questo post,ormai c’è cosi tanta informazione che se capita quello che capita,allora la colpa è soltanto dell’incoscienza giovanile.

    ps:per il resto..nessuno mi ha invitato a venire..quindi questo weekend torno a casa!!
    🙂

  7. Bella questa pagina del diario di uno predestinato alla morte.

    Se fossi in Te lo distribuirei in classe come una lettera spedita dall’obitorio dell’ospedale

    Santi Venerdi e Sabato sera

  8. Che angoscia.

  9. Bello, toccante Giulia

  10. come scrivi bene! un post bellissimo! da prima pagina! lo stampo e lo faccio leggere alle mie figlie! mi piacerebbe avessero dei prof come te!

  11. quando leggo storie come questa mi riempio di paura… e poi sto qui, fissando il vuoto, a chiedermi perché.

  12. l’ho stampato e fatto leggere alle mie figlie. la quasi 17n mi ha detto. “ma io non vado certo a impasticcarmi! cosa credi!” e poi, siccome io le avevo detto di leggerlo perche’ era scritto molto bene, ha aggiunto: “e poi non e’ che scriva tanto bene questo qua” , e la piccola quasi 12n ieri sera “era troppo stanca per leggere cose impegnate” 🙂

  13. Se ci fosse un servizio di taxi notturno di grandi aziende con dipendenti, che forniscono il servizio a buon mercato e in accordo con i gestori dei locali, come nel nord-europa, il problema sarebbe molto più attenuato e Francesco come tanti altri avrebbe potuto fare baldoria senza schianti e senza morire e senza moralismi…

    …difatti quando un giovane nord-europeo rimane sempre sorpreso nel vedere che, per assenza totale di treni notturni, di taxi a buon mercato, gli Italiani devono prendere la macchina anche per fare baldoria la sera, si chiede in quale inferno sia capitato…

    Ah:
    Ma è vero, bisogna creare morti e non agevolare chi comunque uscierebbe e si sballerebbe lo stesso, perchè così si giustificano le pruderie puritane di chi non tollera lo sballo altrui…

    Maobao

  14. Questo post mi era sfuggito…


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