Pubblicato da: fabioletterario | 22/02/2007

I vaticini di Marckuck (ovvero toccarsi quando lui parla!)

Era una bella mattina di febbraio, quando, conversando con Marckuck, questo mi diceva entusiasticamente che aveva appena sentito il mitico D’Alema, suo guru personale, strombazzare tronfiamente (come sempre) il proprio discorso sulle linee di politica internazionale, ed aveva sostenuto un intervento impeccabile che ‘avrebbe certamente dato i suoi frutti’.

Così, mi sono semplicemente addormentato, per un breve pisolino pomeridiano, dopo le fatiche mattutine a scuola. E’ stato un sonno leggero e consolatorio, talmente cullante da risultare sospetto. E, al mio risveglio, l’Italia non era più la stessa. Per puro caso torno su Internet, lì vengo messo a parte dell’avvenuto disastro.

Al Senato, infatti, il governo era appena stato battuto, e proprio dopo il discorso che il mio amico Marckuck, noto politologo e docente universitario, aveva osannato e citato ad esempio di perfezione e di impeccabilità politica.

Così, chiamo il mio amico politologo, e gli do la notizia: "Il governo è stato battuto". Lui resta basito. Lo sento sedersi (lo capisco perché la sedia scricchiola ampiamente nel microfono del telefono), emette un rantolo, mormora inconsultamente un costante "Non ci posso credere", come un vecchio disco trombone che si è improvvisamente inceppato. Poi, il buon Marckuck viene soccorso dalla zia e dalla cugina, entrambe destroidi, che al posto dei sali gli offrono dell’arsenico, e lo tamponano con vecchi merletti. "E’ un disastro, è un disastro!" continua a mormorare…

Quando si riprede, Marckuck non ricorda più chi è.

Chiede al suo valletto personale di porgergli la lama per fare harakiri, poi lancia un urlo lancinante per benedire il suo ultimo supremo atto sacrificale, e affonda il ferro lucente nella carne che si piega sotto di lui. E’ con un panino a 9 strati, che il buon Marckuck, noto politologo e stimato professionista politico, mette fine alla sua carriera in questo campo. Lascia un governo che non è mai nato e un’eredità di debiti che gli italiani dovranno pagare.

Ecco qui, il governo che avrebbe dovuto cambiare il corso della storia. Per il momento si è dimostrato unicamente un colosso dai piedi d’argilla: e allora giù, muoia Sansone con tutti i filistei.

Morale della favola: quando parla Marckuck, è opportuno toccarsi. Chi non lo fa, si assume ogni rischio e pericolo.

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Responses

  1. che stronzo! l’hai postato sul serio!!!

  2. Però mi sa che c’ha ragione…
    A Marckuck che fa la Roma a Lione? Che me metti un post?

  3. E poi dopo Sansone e i Filistei chi preventie che venga? Possiamo dormire sonno tranquilli?

  4. 🙂

  5. Povero piccolo Marc… e poveri noi – stracazzo – aggiungo.

    PS Marc, please, per gli auguri di buon compleanno, buon anno etc… non è il caso eh…

  6. Caro Fabio, ti posto qua, anche se non c’entra niente, i miei ringraziamenti per la tua adesione alla mia campagna per Vale!
    Se Marckuck dovesse leggere, magari è meglio che lui non aderisca… non si sa mai…

    PS: SCHERZO! SEI BENE ACCETTO!

  7. Si, è un disastro.
    Ma mica per i debiti, quelli c’erano da mo’….

    Mentre leggo questo post non so perchè ma immagino Fabioletterario con le fattezze di una volpe furbetta, e il buon Marckuk abbattuto ma speranzoso, in fondo dolce, come uva settembrina.
    A cui non tutti arrivano ;P

  8. Bleah, prova ad assaggiare il buon Marckuck…!

  9. Domani Prodi chiederà la fiducia al Senato. Per favore Fabio distrai Marckuck, non si sa mai!


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