Pubblicato da: fabioletterario | 21/02/2007

Il disagio della disoccupazione

Essere precario comporta avere degli appuntamenti precisi. Al di là dell’attesa di una supplenza quotidiana (proprio come il pane della preghiera) che aspettavo quando ero in uno stato di precariato profondo, c’è un appuntamento imprescindibile, per quanti hanno necessità di mangiare anche quando (loro malgrado) non lavorano.

Sto parlando della domanda di disoccupazione, che va presentata entro il mese di marzo. Ebbene, la trafila è piuttosto complessa, specie per quelli che hanno lavorato con più ditte o scuole, perché occorre innanzitutto recuperare (ed è tutt’altro che semplice) la dichiarazione delle giornate lavorative fatta dal datore di lavoro. Una volta impilate tutte queste, allora una buona parte di lavoro è fatta: resta solo il recarsi presso l’Inps, per depositare il tutto.

Ecco, quello per me è il momento peggiore. E’ il momento in cui mi sento instabile sotto il profilo lavorativo, vorrei essere invisibile per non farmi vedere e mi sento anche quasi uno sfruttatore, perché chiedo allo Stato di coprire i miei vuoti lavorativi, io che voglio lavorare e non ho una cattedra ancora mia.

Stamattina ho presentato la domanda di disoccupazione, perpetuando così un rito. Accanto a me, presso la scrivania ad un paio di metri alla mia destra, intravedo un mio vecchio insegnante, certamente sopra i cinquanta. E’ un po’ sordo, ha parecchi anni di servizio sulle spalle, ma ha il mio stesso disagio: è anche lui a chiedere informazioni, ed è anche lui ancora precario. Lui mi guarda ma non mi riconosce, io so invece chi è lui e dentro di me mi dico che spero solo di non finire così, alla sua età.

Compilando i moduli provo una profonda vergogna. Non ho rubato, non ho commesso alcun atto illecito, eppure devo sedere lì, come un mendicante, per ottenere un sussidio e la copertura previdenziale per il periodo estivo, mentre la signorina scandisce a chiare lettere e ad alta voce il mio nome e cognome, affinché tutti quelli che sono in fila dopo di me sappiano che Fabioletterario sta presentando la domanda di disoccupazione. Io divento piccolo piccolo, vorrei sprofondare sotto il pavimento, ed evito accuratamente di incrociare lo sguardo di chiunque è lì presente. Se non ho rubato nulla, perché mi sento così a disagio?

Finirà, questa prigione?


Responses

  1. …capisco il tuo “malessere”. il mio ex datore di lavoro nn mi pagato gli ultimi stipendi, nè la liquidanzione. Ho mosso avvocati, nel frattempo la srl ha chiuso..e mi ha rimborsato l’INPS. Mi è dispiaciuto…ho dovuto togliere soldi ai contribuenti per colpa di quella banda di mascalzoni – traffichini che sono stati i miei capi

  2. al momento credo che precari siamo in troppi e che in qualche modo lo stato dovrà risolvere questa situazione. Ti mando un abbraccio grande grande!

  3. Certo che mette proprio tristezza…sentirsi a disagio quando non si fa nulla di male ed anzi si subisce uno stato di precarietà che certamente non è rassicurante…!
    Mah Fabio, tu non devi comunque sentirti così male…è ingiusto vivere “una colpa” che non hai. Forza !
    Ciao ciao
    Irene

  4. Forse la signorina ha scandito “a chiare lettere e ad alta voce” il tuo nome e cognome perchè pensa che non hai assolutamente nulla di cui vergognarti…. o forse non è stata mai seduta dall’altra parte della scrivania.
    Francesca

  5. Scusami Fabio, non volevo escluderti dal concorso a premi “il dono di nozze più orrendo” solo perchè sei celibe.
    Qualsiasi testimonianza, anche indiretta (regalo ricevuto dalla sorella della zia dell’amico) è bene accetta…

  6. I requisiti ridotti!
    Ma senti un po’…Già la scuola ti sfrutta con mille mila contratti a termine i sensi di colpa mi sembra un po’ troppo…
    Siamo noi pagatori di tasse che dovremmo prendercela con i datori di lavoro. Perchè tu sei a scuola e rimane tutto nel pubblico, ma questo giochetto dei requisiti ridotti lo fanno tutti gli stagionali.

    Oh, aspetto la ricetta delle lasagne napoletane, eh…

  7. Fabio ma di ke ti vergogni? è proprio grazie allo stato ke tu, e altre centinaia di migliaia di persone, ti ritrovi in questa situazione di cacca…anzi quasi quasi dovresti chiedere un aumento del sussidio…sìsì

  8. forse forse dovrei farlo anche io!

  9. Ciao Fabio :))
    Molto commovente quanto scrivi, è veramente assurdo che in una società civile, una persona onesta e con tanta voglia di lavorare, debba quasi elemosinare di che vivere.


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