Pubblicato da: fabioletterario | 31/01/2007

Chiedo scusa se non sono conforme

Il risultato dei pre-scrutini di ieri è stato allucinante: la classe va male – sotto il profilo disciplinare – perché io ho dato troppa confidenza ai miei alunni, e questi rispettano me ma non gli altri docenti. Insomma, è tutta solo e soltanto colpa mia.

Bel risultato, eh? Non c’è che dire. Altro che pre-scrutini, questi sono stai i miei scrutini di metà anno, della mia pagella, sulla mia didattica.

E allora non mi resta che chiedere formalmente scusa ai miei colleghi se la mia didattica è leggermente più elastica della loro, perché so bene che a sbagliare sono solo e soltanto io.
Scusa se non concepisco la scuola come un mestiere ma come uno spazio in cui stare insieme con i miei alunni, senza ore che terminano allo scoccare della ricreazione o della campanella finale.
Scusa se spero di dare ai miei alunni ogni giorno qualcosa di più, di diverso e di maggiormente stimolante, perché mi rendo conto che diversificare significa evitare la massificazione e la standardizzazione, e questo non va assolutamente bene.
Chiedo anche scusa se i miei alunni mi rispettano e hanno stima di me, mentre invece non ne hanno di altri. Scusa se quando io entro si alzano in piedi e mi salutano sinceramente, mentre con altri invece non si guardano nemmeno in faccia.
Mi scuso anche del fatto che uso la mia comunicatività con loro, comportandomi a volte in modo molto duro se non svolgono i compiti assegnati e anche per il fatto che interrogare ogni giorno significa certamente essere un docente degenerato, che gioca con le parole e si cura ben poco della didattica, del profitto, della disciplina.
Scusatemi, cari colleghi, se la mattina e alla ricreazione passo più tempo con gli alunni, che con voi, mi rendo conto di essere fuori dagli schemi. E chiedo anche scusa se non mi confaccio alle regole del bon ton di corte, dove il re viene riverito e i sudditi invece disprezzati. Scusa, ancora, se do fiducia ad un alunno finché lui non la tradisce, e se la ridò una seconda volta, anche qualora sbagli. Scusa se mi siedo per terra insieme a loro, anziché pontificare dalla mia cattedra: sono poco professionale, me ne rendo perfettamente conto, e dovrebbero distaccarmi dall’insegnamento.

So bene di essere in grave difetto, a causa di tutto ciò, e cercherò di rimediare immediatamente. Spero solo di non aver arrecato un danno enorme all’immagine della scuola italiana, che ha bisogno di stolide certezze, anziché significativi rinnovamenti.

Tolgo il disturbo, d’altro canto non è opportuno staccarsi dalla logica statalista e sindacalista: io sono quello che si accontenta di un sorriso da parte degli alunni, di una loro parola gentile e di fiducia; purtroppo non riesco ancora a fare i sonori cazzi miei, sono solo uno sciocco pivello.

Scusatemi. Devo aver proprio sbagliato tutto.


Responses

  1. Ne avesse incontrato uno, almeno uno di pivelli così nei suoi anni scuola, il mio figlio minore studierebbe con passione, non salterebbe un compito, non si fingerebbe ammalato.
    Resisti, Fabioletterario, leggendo i tuoi post si pensa che nella scuola italiana non tutto è perduto!

  2. Caro fabio, vado di fretta ma ho letto e non posso non fermarmi un attimo a commentare, anche se sai già bene come la penso su te, i tuoi metodi e la tua didattica.
    Tu sei grande, loro sono piccoli. Tu insegni, loro hanno ancora tanto da imparare. Tu ti scusi e non dovresti, loro dovrebbero scusarsi e per questo ti attaccano. So che a volte – come adesso – è dura, ma tu sei sulla strada giusta. Che è la tua, e che funziona. Sei prof. e uomo, e i ragazzi ricambiano con la fiducia la tua umanità, il tuo entusiasmo e il tuo impegno per loro. Se gli altri proff non lo fanno, che se ne assumano la responsabilità. Keep cool, prof.! non ti abbattere per questo, ricorda che bisogna essere “leoni”!
    un abbraccio

  3. Ma, a parte il senso di frustrazione che vivi adesso, confessa che anche a te, come a molti di noi che ti leggiamo, fa piacere avere torto…

  4. Mi chiedo perchè dopo così tanti anni la scuola chieda ancora macchine al posto di teste.
    Di persone che si avvicinino ai ragazzi per dare loro solo contenuti e ferrea disciplina. chi insegnerà anche cosa voglia dire vivere all’interno di un gruppo, (che non è la famiglia)cosa voglia dire rapportarsi con esso e formarsi in modo da essere ogni giorno più maturi e di conseguenza indipendenti nei confronti della vita????

  5. Tieni duro! un abbraccio!

  6. Credo che tu abbia ragione… ma sono tutti così pessimi i tuoi colleghi?

  7. capisco la tua amarezza, ma il vero insegnante resti tu che insegni per passione: mi spiace, ma i dinosauri come noi sono destinati all’estinzione, io ho dalla mia l’età ed una lingua tagliente, continua a stare con i tuoi ragazzi, non coi colleghi: loro le loro scelte, giuste o sbagliate, le hanno già fatte e non le cambieranno. tu il rispetto hai saputo guadagnartelo giorno per giorno, loro lo esigono senza meritarlo! ho anch’io colleghi così, sono la maggioranza: non ti curare della loro arrogante stolidità

  8. leggendo il tuo post mi è venuta in mente l’ultima scena del film “l’attimo fuggente”, dove tutti i ragazzi si mettono sui banchi e ripetono “capitano o mio capitano”… da brivido! Non cambiare, perche’, ma gia’ lo sai, non sei tu quello che sbaglia! e non lasciarti intimorire (ma son certa che non lo fai!) va bene la rabbia che urli per sfogo, ma domani non cambiare il tuo atteggiamento verso nessuno!ciao fabioletterario!

  9. prof….non deve ASSOLUTAMENTE…e ripeto ASSOLUTAMENTE cambiare….xk nn è ASSOLUTAMENTE colpa sua….e…..il mio vocabolario d solito è un pò più ampio…ma sono assolutamente incazzata….lei non deve cambiare….ASSOLUTAMENTE

  10. Sarà che essere capaci di volare una spanna oltre le funzioni esclusivamente contrattuali che vengono assegnate dall’apparato scuola, generi insofferenza in quei colleghi insegnanti che invece preferiscono rischiare meno. Riversare sui propri alunni il personale serbatoio del sapere mettendo a disposizione le proprie conoscenze è ciò che viene richiesto ad un insegnante. E se questo, oggi, riesce a portare con sè la passione, il coinvolgimento, la curiosità e la tensione ideale, non aggiunge qualcosa in più? Certo che pensare che in alcune realtà tutto si basi unicamente sulla buona volontà di qualcuno è francamente deludente. E’ invece incoraggiante sapere che i tuoi alunni restiuiscano a te ciò che tu dedichi loro.

  11. Da qualche tempo sono entrata nel mondo della scuola, non dalla porta principale, come sognavo da bambina, ma da una sorta di “entrata di emergenza”, per aiutare chi, nella emergenza, vive quotidianamente. E ho scoperto un mondo diverso da quello che ricordavo e a cui ambivo. Un mondo che quasi non riesco a riconoscere come “scuola”. Poi capita d’incontrare l’entusiasmo, la passione, l’ansia della ricerca, il senso di responsabilità verso chi, in qualche modo, resterà toccato dalle tue parole, persino dai tuoi sguardi. E allora torno a pensare che il mio era proprio un “grande sogno”. E’ bello leggere che qualcuno sta cercando di realizzarlo.

  12. Frustrazione è poco. Io sono fuori di me. Io faccio il mio e gli altri si preoccupano di me. Gli altri non fanno il loro e si preoccupano anche di me. Grazie a tutti per il conforto: almeno ho il vostro. Fabio

  13. Fabio, per ora sei arrabbiato (per me gli scrutini sono sempre un momento di grande arrabbiatura, ma tant’è), ma domani vedrai le cose sotto un’altra luce. Tu sai che le cariatidi vivono con la testa girata al contrario, quindi sai che guardare in avanti è la soluzione migliore. Sai pure che bisogna ogni giorno confrontarsi con la classe e con i colleghi e aggiustare tutto ciò che deve essere in qualche modo aggiustato. Mai pensare di non dover cambiare altrimenti si diventa come le cariatidi di cui sopra. Ed allora una tisana (o quello che preferisci) ristoratrice, prendi fiato e…continua.

  14. Vai avanti così, e speriamo che almeno uno dei tuoi alunni raccolga il “testimone” per passarlo ad altri nel futuro 🙂

  15. Non ti preoccupare. Tu sai che il tuo compito lo stai svolgendo con dedizione e impegno. Quando i tuoi aluni avranno bisogno di un consiglio, di supporto, verranno da te, che stai dando loro molto di più che nozionismo: stai dando umanità e disponibilità.
    Un abbraccio.

  16. Caro Fabio, è il prezzo che “devi pagare”… Scusami, ti suoneranno come brutte parole ma non lo sono, credimi. Essere “migliori” in termini di intelligenza e sensibilità non ha mai reso facile la vita a nessuno. Questo è il punto. Accetta che sia dura con il sorriso !
    E sappi che tu resterai, in molti cuori e in molte teste. I tuoi cari colleghi forse no…
    Ti sembra poco per “sopportare” ?!
    Un abbraccio

  17. forza fabio-
    com’è andata oggi?

  18. Le stesse cose le hanno sempre dette anch a me, ma alla fine la pagella te la danno i ragazzi, che faranno anche a volte arrabbiare, ma sono sempre bravi giudici, te l’assicuro. Voglio condividere con te la mail che mi ha mandato una mia ex alunna e che è come fosse indirizzata anche a te da quello che ho capito:
    volevo dirle che anche se ci siamo visti una sola volta dalla fine
    della scuola, io la penso sempre, davvero, e parlo sempre di lei! Parlo
    sempre di quella professoressa che ha saputo avere un ruolo importante nella
    vita dei propri alunni, che ha saputo aiutarli nei momenti più difficili,
    che ha saputo far loro capire il senso della vita, di quanto è importante
    vivere non solo per se stessi, ma anche per gli altri, di quanto è
    importante un nostro piccolo gesto per gli altri, di quanto è importante
    amare e essere amati e di quanto è BELLO!! per cui la ringrazio per tutto
    quello che ha fatto per noi e soprattutto per me!!
    ora la saluto e le auguro di nuovo un bellissimo natale!!!!
    grazie!!!

  19. Il suo grazie, scusa se continuo, è il grazie di tanti ragazzi che se non ci fossero professori come te, sarebbero soli in un mondo finto che non gli dà nulla. Hanno bisogno di te e di tutto quello che hai detto dai loro, lascia che i tuoi colleghi parlino e continua: non meritano nessuna risposta

  20. Mi sembra che tu stia svolgendo un ottimo lavoro…al massimo dovrebbero essere i tuoi colleghi a chiederti qualche delucidazione su come ottenere il rispetto dei loro alunni. Se con te imparano, studiano e ti rispettano, perchè dovresti essere tu a cambiare?
    Cosa ne pensa il dirigente? In fondo, l’unica persona a cui dovresti rispondere è lui e se hai fatto un buon lavoro ti difenderà certamente dai tuoi colleghi. Certo che è dura, quando non c’è armonia in un corpo docente ma, in fondo, il maggior numero di ore lo trascorri con i ragazzi ed è proprio con loro che devi attuare le tue strategie e con cui devi stare bene. Il resto non conta!
    Buon lavoro!

  21. Sai che il mio parere parte da una base di profonda stima per te, ma sai anche che quando ho un appunto da fare te lo dico sinceramente. Credo che tu sia l’esempio dell’ottimo professore, la persona alla quale chiunque (io compresa) affiderebbe con fiducia e serenita’ i propri figli. La tua cultura e’ notevole quindi la garanzia e’ totale.
    Nel mio lavoro, molto diverso dal tuo ma sempre immerso nella relazione con gli altri, quando una persona e’ “atipica” rispetto alla massa puo’ volere dire che non si trovano canali giusti di comunicazione. Non necessariamente la massa e’ sbagliata: forse e’ solo in difesa di se stessa, in attesa di capire.
    Ho imparato che gli altri (la massa) ti possono accettare, a patto che le tue caratteristiche peculiari siano messe in evidenza con semplicita’, senza ostentazione. Non so se i tuoi colleghi leggano il tuo blog, ma vista la grande popolarita’ credo di si’, quindi ti chiedo: e’ questo il modo giusto per ricomporre un momento di tensione? Non e’ forse meglio che tu dialoghi con loro, che sono – fino a prova contraria – professori con la stessa tua capacita’ di capire?
    I tuoi alunni leggono il blog: e’ giusto che vedano le tensioni esistenti tra i loro docenti?

  22. …Probabilmente se io avessi avuto un prof come te avrei continuato a studiare latino e oggi cercherei di diventare insegnante…
    Comunque,anche se ti commento poco ti leggo sempre:un altro post cos’ (dopo cara caterina)e mi innamoro di te,giuro!

  23. Non ti curar di loro, ma guarda e passa. Continua così la tua soddisfazione sono i tuoi alunni. Però dì loro di essere un pò più furbi e di essere stranamente cortesi anche con quei poveri dementi di colleghi se si accorgono che i ragazzi migliorano con loro forse capiranno che il merito è pure tuo!!! Strategia !!!

  24. Mi sono sempre chiesta come sopravvivessi con i colleghi… il paio di prof in gamba che avevo (al liceo però) le prendevano sempre. Prof che sono anche andata a trovare a casa, ed erano pure fra quelli che pretendevano di più. E quelli che hanno davvero insegnato qualcosa.
    Scusati e dì loro che hai torto… e continua fregandotene per la TUA strada!

  25. Io, invece, sono dura,intransigente, non concedo sconti (SI FA quel che si deve e si può), anche con me i “raga” si alzano in piedi (anche se nn sempre “sua sponte”), li guardo con “lo sguardo che uccide” (loro testuali parole) e sanno che quando mi arrabbio divento peggio dell’Incredibile Hulck…eppure…
    quante risate in classe, quanti discorsi veri, quante lacrime di gioia, quante lettere di “nn un addio, ma arrivederci” che si augurano, quante telefonate, e-mail e uscite insieme ancora oggi. Io nn sarò fuori dagli schemi come te, ma la mia passione e la mia forza di DIRE le cose loro la comprendono. Perchè TUTTI comprendono, sono certi insegnanti (è vero e bisogna ammetterlo) che nn si sanno spiegare. Perchè con me è raro prendere un insufficienza grave? perchè sono io “di manica larga”? dubito, per quanto pretendo…credo, invece, e di questo me ne vanto, che talmente tanto parlo e dico e faccio e scrivo e … poi ripeto e ridico e riscrivo e rispiego e porto esempi e vediamo film e ci ci ridiamo sopra (se possibile) che è quasi impossibile che UN alunno nn abbia recepito almeno il concetto base.
    Infatti… alle interrogazioni dopo il fatidico “rem tene, verba sequentur” alcuni (tra i più duri) prima riesce a dirmi quanto ha capito in dialetto (o quasi), poi a fatica o con leggerezza nn so, il tutto viene ben confezionato e ri-detto in “lingua originale”.
    Certo che nn ho proprio sempre a che fare con ragazzi facili, magari fossero tutti ligi al dovere, studiosi, volenterosi, attivi nelle discussioni, nei compiti (???)eppure il risultato finale è buono.
    Saranno i nostri metodi diversi sicuramente, e avendo i tuoi colleghi altrettanti diversi metodi d’insegnamento, io o te o loro nn possiamo ergerci a “er mejo” della situation.
    Facciamo il nostro sacrosanto dovere (che è poi il mestiere più bello del mondo) e badiamo poco a quanto dicono “gli altri”, ma prendiamo sempre atto di ogni critica per “copiare” e fare meglio.
    baci baci
    gemga detta anche “l’incantrice di serpenti”

  26. Oh beh, i ragazzi capiscono quando un insegnante entra in classe per fare qualcosa in cui crede e quando invece entra “con lo scazzo”… e la differenza si vede (quasi sempre). Resisti, Fabio, insegnanti come te sono la sola speranza!
    Arruffata

  27. Quanto vorrei insegnare Lettere anch’io…magari in un liceo…ma solo perché le “vittime” sono abbastanza grandi per capire la bellezza di certe pagine che non mi staccherò mai dal cuore…come “cent’anni di solitudine” che vedo con piacere come abbia sortito lo stesso effetto su di te…Quanto ti sto invidiando… 🙂 Passa dal mio blog, a tempo perso…

  28. che strazio….sono qui a preparare i bigliettini per l’esame di geografia al II anno della SSIS…ho digitato domande esame geografia and stuff nel motore di ricerca e mi sei apparso te e il tuo blog. attualmente, oltre a questo strazio di fuoco di fila di esami, lavoro anch’io. insegnante di sostegno, l’unica in un istituto di 400 studenti, in un istituto tecnico.
    condivido la rabbia nera….gli scrutini sono lo psicodramma personale dei docenti, dove gli studenti sono funzionali alla terapia fallimentare. attualmente, la mia posizione non mi permette di reagire alle mille e una umiliazioni cui mi sottopone l’insegnante della disciplina – italiano, la mia stessa materia – con la quale condivido il tempo trascorso a scuola.
    mi chiama SIGNORA, come se fossi l’assistente generica del comune…non sa nulla della SSIS né del fuoco di fila, ma si esprime sostenendo: – ah! ai miei tempi!!! sapessi…svilendo tutto quello che sto facendo io. non tollera che intervenga, non tollera che mi diano del tu -indice di troppa confidenza – ma in compenso ogni tanto si lascia sfuggire un rimprovero ai ragazzi, per veicolarlo su di me: – bene Taldeitali…ammetto che avere una fidanzatina alla tua età sarebbe bene….ma non vorrei che tu ti stessi esercitando con la SIGNORA…che sarei io. e qui la forbice tra me e loro – altro che il tu – diminuisce sempre di più.
    quest’anno non mi esprimerò, resterò con la rabbia muta che lo studio per superare tutti questi esami mi impone. hai tutta la mia solidarietà, mia e credo anche di tutti coloro che non hanno il coraggio di parlare della parte meno edificante della scuola, quella dei rapporti intepersonali fra adulti….altro che lamentarsi dei teen-ager!


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