Pubblicato da: fabioletterario | 24/01/2007

Presente e futuro

Non ho ancora un posto fisso, non so nemmeno se quest’anno finalmente toccherà anche a me, e già mi bombardano da più parti con campagne di massa, per farmi decidere quale tipologia di trattamento di fine rapporto voglio adottare.

Non credo che lo Stato riesca a capire il precariato, per quanto ne prenda atto, né che si tratta di una questione concreta, che investe una buona parte dei giovani di oggi; né tantomeno comprende cosa questo sia davvero. Non ha idea di quanti lavorano a contratto o di chi, in ogni caso, non sa cosa farà tra pochi mesi e, proprio per questo motivo, non può progettare il proprio futuro a due. Ai precari si chiede di esprimere un parere, positivo o negativo che sia, in grado di decidere il nostro futuro, malgrado questo non sia sostanzialmente neppure ancora cominciato. A volerla farle breve, è peggio della scelta che gli alunni devono compiere in terza media, circa il loro futuro scolastico.

Io non so ancora quale scelta farò, in merito al tfr. Devo informarmi con i sindacati, che tuttavia rimangono guardinghi, forse non hanno capito bene neppure loro in che modo occorra agire. E’ un caos farraginoso, e ovviamente in questo caos i tentacoli della burocrazia prosperano, tanto per cambiare. Fatto sta che, da precario, devo scegliere in merito alla mia pensione: ma è questa una scelta pensabile ed ammissibile?

Disinformato? No. Direi proprio di no: qui si tratta del mio futuro, e non posso esserlo. Ma a questo punto chiedo al nostro governo: al mio futuro devo pensarci io, ma al mio presente, lo stato ci pensa?


Risposte

  1. Anche al tuo presente devi pensarci tu!Hai fatto tanto per cercare di ottenere il posto da insegnante, come vedi hai costruito tutto tu giorno per giorno.

  2. io direi pensiamo al rapporto…poi la pensione mi sa che neanche la vedremo…baci

  3. Ciao, sono passata solo per un salutino. Il tuo post (insieme alla visione del film “la ricerca della felicità” ed il meteo) aumentano il mio stato depressivo ………….futuro? chissà

  4. Dovrai guardarti anche dai sindacati, i quali, in alcuni casi, per esempio con i poligrafici, tentano di accaparrarsi (non mi viene un termine migliore) con manovre poco trasparenti, il tfr dei lavoratori per dirottarli in FONDI DI INVESTIMENTO a loro compiacenti.
    Trattando coi lavoratori come fossero smaliziati broker di borsa e proponendo loro tipologie di INVESTIMENTO con quella che qualcuno ancora si ostina a chiamare PENSIONE DI VECCHIAIA.

  5. nonostante ancora studentessa mi sento già precaria.
    ed è una brutta, bruttissima sensazione.

    (ma quello lasciatomi di là dal sig.Fabioletterario è un complimento??)

  6. E’ veramente brutto sentirsi precari, io ho avuto la fortuna di godere di un lavoro sicuro e mi chiedo perchè questo non debba essere un diritto di tutti. L’economia dovrebbe servire l’uomo e non viceversa. Tutta la mia solidarietà anche se non ve ne fate nulla

  7. Guarda che le bugie (a proposito di quanto hai scritto nel mio blog), hanno le gambe corte e il naso lungo!
    Comunque…sappi che sono dalla parte di tutti quei giovani (e non) che vivono il dramma del precariato. Io sono stata meno che precaria: per otto anni, dopo la laurea, presa nei tempi giusti (a 24 anni), non ho avuto manco una pur breve supplenza e non c’erano nè concorsi nè ssis in quel periodo!

  8. =) voilà! !!!!


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