Pubblicato da: fabioletterario | 19/12/2006

Coperta di lana

Mi sto affezionando alla mia coperta di lana, quella a scacchi rosa e verdi, che ormai mi accompagna da qualche anno.

E’ una coperta di lana spessa, con le frange bitorzolute ai lati, una di quelle che non sono belle, a prima vista, ma che quando te le tiri addosso, la sera, ti danno l’idea di calore, perché in essa ci ritrovi non solo il caldo del tuo stesso corpo, ma anche e soprattutto l’odore dei tuoi pensieri e il profumo dei tuoi sogni di mezzo pomeriggio.

Quasi quasi, quando ci penso mi dà un senso di casa e di tranquillità, e diventa un po’ come la coperta di Linus…

Anzi: faccio una cosa, va! Comincio a tirarla più su, va: ormai l’età incombe, meglio che, mentre scrivo, mi ripari un po’, in questo modo sono sicuro di non prendere freddo…

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Responses

  1. ‘giorno Fabio,
    Te la invidio un pò la copertina bitorzoluta….anche se…
    per quanto uno possa avere una bella coperta calda calda, se chi dorme con te ha il vizio di arrotolarsela addosso, e ti ringhia pure se provi a riprenderne anche solo un angolino…hai voglia a coperte!
    buona giornata.
    Tyler

  2. sogni di mezzo pomeriggio?!?!?!?!?!cioè spiegami per te esistono i pisolini durante la giornata?!?!?!e non per narcolessia come all’uomo?!?!?!?!cioè non so cosa dire…è pazzesco!!!!!!!!!!!!!

  3. anch’io ho la mia coperta preferita…quasi quasi domani me la porto in ufficio: qui oggi ci sono i pinguini!!!!

  4. L’età incombe? ma non sei di inizio anni 70? dice così mia nonna che è dell’ 11. Comunque i tempi sono cambiati, anch’io nata poco prima degli anni 70 ho una copertina leggerissima ma caldissima tutta maculata, genere leopardo (sul marroncino).
    I pisolini del pomeriggio saranno anche prerogativa dei vecchietti, ma quando mi alzo alle sei di mattina per trascorrere diverse ore al freddo, a respirare il catrame, a prendermi le infamate, con degli scarponi per non fare passare il freddo, ma dopo un pò fanno male, infagottata come l’omino della michelin da far fatica a muoversi, ma ti senti gli acciacchi da tutte le parti:lo spallaccio che ti fa camminare storta, altri attrezzi che ti spunzonano qua e là. Stimoli quasi nulli, stress all’ennesima potenza. Quando torno a casa ho proprio bisogno di stendermi con la copertina.


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