Pubblicato da: fabioletterario | 18/12/2006

Echi lontani

Ho in testa echi lontani, che nascono dall’ascolto di una canzone di Enya, intitolata "The long ships", del 1988.

Richiamano alla mente le suggestioni delle barcacce vichinghe, degli infaticabili popoli del Nord, abili naviganti ed esperti predatori.

Scivolano ancora sui mari freddi, le barcacce, cariche di aspettative e di voglia di conquista, e ancora si sentono in lontananza, perduti tra le pieghe del cielo, i rimbombi delle voci di quanti davano la rotta.

Spingono le braccia, affondano i rami pesanti, e le lunghe barche si muovono lente, maestose, altere, sullo specchio d’acqua salata, confondendosi con i mostri marini che infestavano il mare con la magia della loro presenza…


Responses

  1. Penso di si. Nel dubbio, ogni tanto, mi puoi portare qualche cioccolatino 😉


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: