Pubblicato da: fabioletterario | 11/12/2006

Pinochet è morto

Un dittatore non muore mai. Non perché la memoria delle sue atrocità non possa trovare pace, ma perché le sue atrocità stesse non avranno mai fine.

Pinochet è morto ieri sera. Se n’è andato in un letto, da uomo libero, e non in una cella, a scontare le pene per gli strazi inferti, per gli omicidi commessi, per le torture inflitte. SoldatoSe n’è andato come un innocente qualsiasi, senza un minimo di pena per gli ordini che emanò, o per le vite che spezzò. Se n’è andato con il conforto dei propri cari, non solo, o non curato.

Per questo dico che Pinochet non morirà mai, perché non c’è morte che salvi da azioni tanto contrarie alla vita umana. E anche perché il perdono non può essere la via per la redenzione.

Settemila dissidenti vennero imprigionati nei giorni immediatamente successivi al golpe contro il presidente Salvador Allende, compiuto nel 1973. Migliaia furono torturati e poi uccisi nel corso della sua infinita dittatura, riconosciuta dagli Stati Uniti. E i desaparecidos ancora chiamano e chiedono aiuto dal silenzio della dimenticanza nel quale li fece ricadere, nonostante le voci ormai afone delle madri in pena.

Ieri sera è morto un uomo. Non è morto un dittatore.


Responses

  1. Questo tipo di uomo non dovrebbe morire perche’ non dovrebbe mai nascere;
    peccato che in realta’ nascano e vivano piu’ a lungo di altri meno assetati di sangue.


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