Pubblicato da: fabioletterario | 01/12/2006

Antica Babilonia

Vedo le immagini del telegiornale, con l’ammaina bandiera di quella disastrosa missione in Iraq che è stata Antica Babilonia.

Vedo le immagini dei nostri soldati che tornano a casa, e per un momento sono mamma, moglie, fidanzata, di quelli che non possono tornare e che sul suolo della missione di pace hanno versato la propria vita. Sono quelle donne che li hanno salutati per l’ultima volta, non sapendo che non avrebbero più potuto volgere i loro occhi in quelli degli uomini con cui avevano iniziato un cammino.

Sono loro, e non ho parole, perché le mie sono rimaste sulla sabbia sporca di rosso, sulle labbra di chi voleva portare la pace ed è stato ucciso da una guerra, nella terra nera di odio e di rancore, nella quale non è stato possibile far crescere un fiore.

Sono la madre che ha detto ciao al figlio, non sapendo che stava mormorando addio, e sono la sorella che ha lasciato partire il fratello, perché la sua era una missione senza volontà di guerra.

Sono la vita che è volata via, e sono la sabbia che ha raccolto il sangue dei caduti. Sono l’ultimo alito, il soffio di congedo di Antica Babilonia. Sono le speranze che non si sono concretizzate. Sono il caos che regna sovrano, sono quello che non è ancora stato detto.


Risposte

  1. Ci fai piangere.
    Ma è quello che dobbiamo fare.

  2. Finalmente è finita…almeno, per noi e i nostri soldati.


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