Pubblicato da: fabioletterario | 05/10/2006

Cavalieri e parole

Qualcuno oggi mi ha definito con una delle descrizioni più belle che potesse farmi: cavaliere delle parole di carta.

In verità, mi sento poco cavaliere, mentre mi sento molto parole. Poco cavaliere perché i cavalieri avevano lo spirito puro, per lo meno quelli cortesi. Al contrario, invece, mi sento molto parole. Parole che vanno e parole che vengono. Parole nuove e vecchie. Parole che vogliono uscire dalla bocca e dalla penna. Parole che non possono che uscire dalle orecchie. Parole che premono per uscire dal cuore, altre dallo stomaco.

Sono parole. Parole allo stato puro. Tante. Troppe. Tutte.

Vorrei essere il cavaliere delle paroel di carta. In realtà, sino ad ora sono stato il cavaliere del mondo virtuale. Il blog. E nemmeno poi tanto cavaliere. Non combatto, ma lotto. Questo sì.

Purtroppo non sono cavaliere: perché, oltre a non saper attendere, ho anche paura.

Sono solo parole.

Non cancellatemi.


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