Pubblicato da: fabioletterario | 08/09/2006

I piedi di quanti stanno dietro

Odio quelli che stanno seduti dietro di me, al cinema. Anzi: odio i loro piedi.

Che bell’incipit, eh? E stavolta non scherzo, per niente. Provate voi, ad avere dei vicini tanto antipatici, quando vi sedete comodamente sulle poltrone, credendo di poter visionare un bel film in santa pace, e invece non sapete che il film non si proietta sullo schermo, bensì dietro di voi.

Cominciano con un sussulto casuale. Poi viene reiterato. Poi di nuovo una spinta più forte, infine sembra di trovarsi al centro di una turbolenza, a 10.000 metri d’altezza, senza nemmeno la cintura che ti garantisce di morire appiccicato allo schienale.

Per questo motivo, ho deciso che odio i piedi di quelli che spingono il tuo schienale miliardi di volte, che battono, che rompono, che non si curano di dare fastidio, che sbuffano se chiedi per favore non spingere, che non si preoccupano se in più occasioni manifesti disappunto per il fastidio reiterato. Li odio profondamente, perché non emettono odori nauseanti, ma certamente rumori, suoni e vibrazioni moleste!


Responses

  1. Ciao Fabio,

    Non venire al cinema con me allora.
    Non per i piedi che tengo nelle scarpe e composti (e cerco di far fare altrettanto a chi è con me…sono uno scassapall€)
    ma per il commento tecnico che accompagna ogni scena del film che esce dalla mia bocca!!!
    Molti amici mi odiano, altri si siedono di proposito vicino a me per ascoltare i commenti tecnici (specialmente i fifoni sui film dell’orrore)
    Ciao.
    Tyler

  2. M sì, dai: una volta voglio provarci. Resisterò!

  3. Io soffro per piedi e bisbigli, masticanze e scartamenti, sussurri e nasi aspirati.
    Vado spesso da sola e al mattino presto infatti.
    (qui il primo spettacolo è alle 9.30)

  4. io odio di più quando questo succede in aereo….
    Questa estate mentre andavo alle Maldive in viaggio di nozze, un deficente, pretendeva che il mio ragazzo (ups! marito ora)stesse 8 ore e mezza senza mai tirare giù il sedile e si è infuriato quando l’ha fatto.


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