Pubblicato da: fabioletterario | 06/09/2006

Boati

Da quando siamo arrivati stamattina, non si sentono altro che infiniti, profondi, cupi boati, nelle vicinanze. Sono colpi violenti, a cadenza fissa, come bombe che paiono lanciate e che si vanno a schiantare contro costruzioni civili a pochi metri da qui. Riempiono il cielo e la stanza, piccolo atrio di un auditorium piuttosto moderno e anche ben concepito.

Ci domandiamo che cosa sia. Un po’ allegri, un po’ preoccupati. Mi viene in mente cosa possa succedere, cosa stia succedendo. E al tempo stesso ho in mente anche le sensazioni e le emozioni di quanti vivono la guerra, con le domande inespresse, con le domande senza risposta, e con le domande che sarebbe meglio non porre, per non avere una risposta.

Ascolto empatico. Su questo stiamo lavorando da tre giorni. Forse che questo sta dando i suoi frutti?


Responses

  1. Ciao, scusa ma ieri sono dovuto scappare…
    in questo periodo (in realtà sempre) vivo di fretta!!!

    sei riuscito a scaricare l’audio del discorso (tratto dal grande dittatore)?

    A proposito di questo post…e della guerra.

    visita:
    http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/homePage.srv#
    e clicca su
    “scemo di guerra”
    (colonna a sinistra sotto TOP TEN).

    A presto.
    Tyler


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