Pubblicato da: fabioletterario | 01/09/2006

Non ti preoccupare

Ho appena chiamato una mia collega che domani parte per Parigi. Ed è stato a dir poco ridicolo: lei mi confidava le sue paure sul fatto che prende di nuovo l’aereo dopo 30 anni, ed io la incoraggiavo e le dicevo che non c’era da aver paura.

Insomma, proprio io, che me la faccio addosso, stavo lì a consolarla. Io che sino all’altro giorno non volevo in nessun modo salire su quel coso che non tocca terra, ero lì a dirle di non preoccuparsi, che tanto il volo dura solo un’ora e che dunque non ha nemmeno il tempo di rendersene conto. Io. Io che dicevo a lei di non preoccuparsi.

Il mondo è proprio cambiato!


Responses

  1. Antefatto: lavoro in un laboratorio di ricerca. Io che all’università ero così terrorizzata dalla morte degli animali da non andare neanche all’esercitazione dove aprivano una spigola ieri ho fatto coraggio ad una tesista che per la prima volta assisteva al sacrificio dei topini. Infatti dopo il primo me ne sono andata e le ho chiamato qualcun altro.


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