Pubblicato da: fabioletterario | 01/09/2006

Il ricordo di Ester

L’ho avuta in testa tutta la mattina, e l’ho cercata inutilmente tra i visi dei miei colleghi, nella speranza di essermi sbagliato, e di vederla spuntare di nuovo, per salutarmi con il suo classico "Buongiorno, professore!". Invece, nulla.

L’ho intravista esattamente un anno fa, e se non fosse stato per un viaggio fortuito in treno, fatto insieme, avrei finito per non conoscerla mai, così come è capitato ad alcuni miei colleghi.

Ester non c’è più da più di un mese. Oggi, la dirigente scolastica l’ha ricordata durante il primo Collegio dei docenti, e mi ha fatto male, tanto che alcune lacrime sono apparse e subito scomparse sul mio viso, nascoste da una mano rapida che non le ha lasciate vedere.

Qualcuno dei miei colleghi non la ricordava nemmeno: è stata una coltellata al petto, benché non possa biasimarli. Infatti, aveva solo 11 ore, nella mia scuola, ed era molto discreta. Quello che più mi ha interdetto, è stato il fatto che la sua cattedra, benché annuale, non abbia trovato assegnazione. Mi è sembrata una mancanza di rispetto, anche se mi rendo conto che si tratta di una sciocca considerazione.


Responses

  1. me l’aspettavo sto post…che dire se nn ke i morti sopravvivono nei ricordi dei vivi.

  2. Grazie, Simo.

  3. Un saluto.

  4. SONO QUANTO
    mai convinta del detto:”Meglio un rimorso che un rimpianto!”.Servirà per òla prossima?…Ciao,FULVIA


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