Pubblicato da: fabioletterario | 18/07/2006

Mi dispiace

E’ una di quelle formule che meno si usa e meglio è. Nel senso che se non si è costretti ad usarle, quanto meno significa che non abbiamo commesso nulla di male, o, peggio ancora, di grave.

Francamente, io fatico sempre a dirlo. Mi dispiace. E’ un’espressione molto forte, e che ti mette con le ginocchia a terra. E’ una resa totale, un riconscimento della colpa, dell’errore. E, al tempo stesso, non accetto il mi dispiace da nessuno.

Sono duro con me stesso, ma anche con gli altri, lo riconosco. Io però sono del parere che prevenire è meglio che curare, dunque, così come io sono iperattento nel muovermi con gli altri, desidererei che anche gli altri lo fossero con me.

Mi dispiace non fa quindi parte del mio vocabolario. Preferisco il sono mortificato, perché in questo c’è un senso di profonda contrizione. E quando sono mortificato, vuol dire proprio che non ho parole per chiedere scusa…


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