Pubblicato da: fabioletterario | 26/06/2006

Nel pineto

Oggi, la doppia voce narrante sarà la mia insieme a quella della mia amica e oramai costante compagna di avventure, Erynwen.

Il vento saliva dal mare, verso la pineta. Brezza di mare, calda, serena, placida come il mare d’agosto.
Nella pineta odorosa, i grilli cantavano e le cicale frinivano, incuranti del sole, del caldo, di quanto stava per accadere.
Due piedi si mossero nella sterpaglia. Indossavano scarpe da ginnastica anonime, come anonimo rimaneva il loro possessore. Senza nome, senza animo, senza volto. Ma con una innata voglia di distruggere.
Il ragazzo si guardò intorno. Il vento di scirocco gli carezzò i capelli, come la mano calda di una madre che cerca di persuadere il figlio ad abbandonare i cattivi propositi.
Nella sua mente ardevano tuttavia pensieri più caldi di quella carezza. La sua mano destra era chiusa a pugno e con forza stringeva qualcosa. Una goccia di sudore scivolò sul suo viso, tradendo l’eccitazione che lo stava percuotendo.
Il suono di un legnoso strofinio. E poi il rumore impercettibile di una
bacchettina di legno che cade su una culla di foglie secche, non molto distante da quelle anonime scarpe.
Un mezzo sorriso si disegnò sull’anonimo volto, mentre i suoi occhi rimanevano fissi su quel piccolo fuoco che cresceva.
Nel suo animo nessuna esitazione. Solo il desiderio di distruzione.

Distruggere se stesso, distruggere il pineto. Distruggere l’amore che in quel pineto si era consumato, e distruggere tutto ciò che potesse in qualche modo essere vivo.
Una sola scintilla, e tutto avvampò. Le sterpaglie si infiammarono
d’improvviso. Il fuoco sorse come una battaglia insensata, e le erbe, i pini odorosi, il sottobosco profumato, i piccoli fiori gialli, di colpo divennero cenere. Cenere, null’altro.

Nessuno soccorse il pineto. Nessuno avvisò le forze dell’ordine. A chi poteva interessare quel metro quadrato di natura incontaminata?
Nessuno soccorse il pineto. E, insieme al pineto, nessuno soccorse l’anonimo.
Perché nessuno lo aveva visto.

Sarà sopravvissuto?


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