Pubblicato da: fabioletterario | 16/06/2006

Al telefono ci si racconta

Ho passato l’ultima ora al telefono con tutti. Al telefono con la mia collega di matematica, con la collega di inglese, con alcuni miei alunni. Per sapere cosa? Per sapere come è andato l’esame, quali sono i primi risultati, per sapere se sono tranquilli, se stanno ripassando, se è tutto ok, nonostante lo stress al quale sono (siamo)sottoposti.

Pare, sinora, di sì. Poi, inevitabilmente, al telefono ci si racconta. Tutto. Sentimenti, emozioni, sensazioni, stati d’animo, pettegolezzi. E questo è traversale: dagli alunni ai colleghi. E io, ovviamente, faccio la mia parte.

Sembra che il telefono sia uno dei mezzi privilegiati, in tal senso: puoi parlare, confidarti, senza avere la persona davanti, pur mantenendola fissa insieme a te. E’ una strana perversione, a tratti, ma una dolce strana perversione.

Ora è il momento di cominciare a tirare le prime fila. Da martedì si parte con l’orale, e non ho ancora chiara tutta la situazione. Ma, informandomi, arriverò preparato.

Come? Via telefono… Ovviamente.


Responses

  1. piange il telefonoooooo
    piange il telefonoooooo

    oggi sto così. sopportami


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