Pubblicato da: fabioletterario | 10/06/2006

Il piacere del dolore

Sto leggendo "Undici minuti" di Coelho, come ho già scritto, e mi sono imbattuto in un aspetto della sessualità che mi ha particolarmente interessato. Quello del dolore.

Che c’entra il dolore con il sesso? C’entra, c’entra eccome. E ho riflettuto.

Non si tratta unicamente di giochi estremi o al limite della decenza. E’ qualcosa di più psicologico e profondo, di cui io per primo ho paura a rendermi conto. E alcune frasi del testo di Coelho me l’hanno instillato, oggi, forse nel giusto modo.

Siamo così convinti che il sesso si leghi al piacere, che escludiamo dal piacere il dolore. Quando, invece, il dolore può essere piacere. De Sade, nei suoi estremismi, lo aveva già sperimentato e ampiamente documentato; ma, in ognuno di noi, è forte la componente sado-maso, senza che sia manifesta. E, anzi, è talmente sconvolgente sapere che essa esiste in noi, che ne neghiamo in ogni modo l’esistenza, affinché essa non si estrinsechi dal nostro ego.

Amiamo, un po’, soffrire: per questo ci innamoriamo. Perché l’amore si consuma quando l’amato è distante e non quando è vicino.. E’ un logoramento lento, costante, che porta al piacere, al crogiolarsi in questo che poi non è altro che dolore.

E nel sesso? E’ ancora più lampante. Non è la consunzione, che provoca il piacere? Piacere di possedere, piacere nell’essere posseduto. Piacere nel farsi dare piacere, piacere nel negare il piacere altrui.

Riscopro, paradossalmente grazie a Coelho, il piacere della sofferenza. Dell’infliggere un po’ di sofferenza, come dice Madonna nella canzone che ho citato in un post precedente, e nel provare un po’ di sofferenza.

E, dopo tutto questo, non ho timore a dire che sto pensando di acquistare un testo di De Sade. Per voyeurismo? No. Per conoscere.


Risposte

  1. Ah, ecco perché vai dal dentista e non vuoi l’anestesia!
    Scherzi a parte, piacere-dolore, amore-odio, luce-ombra, ogni cosa ha bisogno del suo contrario, anche se sono convinta che alle estreme misure siano per pochi. Non ho mai letto De Sade, solo Justine nella versione di Crepax. Fai sapere com’è.

  2. vita ed emozione, che si voglia chiamare dolore misto ad amore è un modo di vedere le cose

  3. “nulla dona maggior piacere che prendere la verginità di un’anima”
    cito a memoria, ma queste erano, più o meno, le parole del cliente speciale di Maria.
    Lascia perdere De Sade, non è di quello che si parlava in 11 minuti. Prova piuttosto a leggere “Il freddo e il crudele” di Gilles Deleuze.
    E, se credi, passa per il mio blog.
    Ma stai attento, molto attento a giocare con il fuoco.
    Io mi sono bruciata, senza rimedio.

  4. scrivi scrivi
    qualcosa prima o poi succederà


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