Pubblicato da: fabioletterario | 09/06/2006

L’onda

Aspetto sempre l’onda. Che onda? Quella che mi smuova.

In fondo, l’onda mi ha smosso tutta la vita. L’onda dell’interesse, l’onda del desiderio, l’onda della curiosità, l’onda del gioco, l’onda del bello, l’onda della musica, l’onda dello svago, l’onda della conoscenza.

L’onda mi ha sempre smosso, volente o nolente, con forza o con dolcezza. Anche se, sono sincero, mi sono fatto smuovere ogni volta con piacere, perché l’onda l’ho cercata e – quasi sempre – l’ho trovata.

Che onda cerco, ora? Ancora non lo so. E’ che questa estate cerco molte onde. In questo momento, l’ho trovata in "11 minuti", l’ultima fatica di Coelho, ed è un’onda che mi ha riportato improvvisamente nel mondo della lettura, dal quale mi ero distaccato per un po’ di tempo. Ho altre onde-libro, da parte, che mi attendono. Alcune mi attendono da mesi, tra l’altro, e fose è il caso che mi lasci travolgere da esse. E semmai queste non dovessero travolgermi, allora sarò io ad affrontare loro, con perizia e con impegno. Perché non c’è niente di peggio di un libro che non ho terminato di leggere, e del cui abbandono mi pentirò per il resto della mia vita.


Risposte

  1. Concordo con queste tue riflessioni: anch’io, a volte per svariate ragioni, ho perso delle onde e grande è stato il senso di rammarico.

  2. prof ma ti riferisci anche all’onda dell’amore?

  3. Un libro lasciato a metà è come una vita tragicamente spezzata.
    Ma è un diritto del lettore abbandonare una storia e quindi è un omicidio autorizzato 😉


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