Pubblicato da: fabioletterario | 01/06/2006

Gratto formaggio (e non solo)

Per l’imminente arrivo degli ospiti, mia mamma come sempre fa le cose in ultra-grande. Mega pasticcio per tutti, il che significa mega-grattata di formaggio (da parte mia): A MANO. Sì, perché considerando che mia sorella è del tutto negata in cucina, tocca sostanzialmente a me dare una mano a mai madre, che altrimenti si sobbarcherebbe ogni santa cosa. Non solo: il grattaformaggio è scarico, pertanto occorre olio di gomito.

Così, sto grattando il formaggio. Avanti e indietro, avanti e indietro, su e giù. Il punto è che spesso mi capita di grattarmi anche la punta delle dita, e questa non è per nulla cosa buona e giusta.

Intanto, cerco di andare avanti. Almeno, ci provo. Casomai non doveste avere più mie notizie, sappiate che è perché mi sono grattato tutti i polpastrelli…


Risposte

  1. mio cognato gesuita è bravissimo a montare la panna, anni fa glil’ho fatta montare per un momte bianco per 24 persone e non gli è nemmeno venuto il gomito del gesuita! (equivalente del ginocchio della lavandaia)

  2. Oh santo cielo! ARRUOLATO!

  3. già perchè grattuggiare il formaggio significa essere versati per la cucina! basta poco per essere come l’Artusi dalle tue parti, eh?

  4. Io almeno mi cimento, Tu metti solo il naso nel piatto!

  5. se per grattare un pò di formaggio fai una piazza… pensa quando cucinerai delle orecchiette… non voglio pensarci


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