Pubblicato da: fabioletterario | 31/05/2006

1959 crescere

Oggi, la voce narrante è quella di Ludiel.

1959, appena sedicenne, solo, in collegio a Torino, con poche pretese di sapere cose del mondo, altrettante poche informazioni sul
passato prossimo e con una autorizzazione ad uscire il mercoledi’ pomeriggio dal collegio per andare all’Usis.
Era maggio, entro come al solito in libreria (Usis) ed una indicazione mi suggerisce un percorso:
LE PRIME FOTO DI MATHAUSEN, AUSCHWITZ, DACHAU.
Nessun stimolo particolare, nulla sapevo, solo una mostra fotografica.
Sono stato solo fisicamente e psicologicamente in quel salone con il risultato di una delle tante follie umane.
A tutt’oggi non riesco a trovare le parole che riescano a descrivere le tre ore passate con cinquanta foto.
La conseguenza e’ stata l’abbandono dei miei sedici anni, un pessimismo cronico sulle capacita’ ed intelligenza del genere umano.
Nemmeno con i miei genitori era riuscito a parlarne.
Con il senno del poi ringrazio quel pomeriggio che mi ha stravolto, travolto, fatto uscire da un mondo ovattato ed infantile, abituato alle vertigini ed alla rabbia; in poche ore avevo cancellato sedici anni di vita per viverne quarantasette con tanti perche’ e poche certezze.

Oggi non e’ piu’ possibile avere traumi cosi’ violenti perche’ i giovani li subiscono sin dalla tenera eta’ e, per loro, sono solo quotidianita’.


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