Pubblicato da: fabioletterario | 06/05/2006

Non ho il coraggio

Qualche mio alunno ha trovato il coraggio di dirmi che non ha il coraggio di parlarmi di sé. Ciò mi ha molto rammaricato, in quanto speravo che fosse passato invece un altro segnale, ovverosia che io volevo che loro parlassero con me.

In questi giorni, invece, ho fatto questa scoperta. Scoperta amara, per me che sono abituato a farmi alunno insieme a loro. Mi auguro unicamente che il coraggio di parlarmi venga trovato, prima o poi: anzi, subito, visto che ci stiamo dirigendo rapidamente verso l’esame conclusivo.

Il coraggio. Il coraggio di parlare. Di aprirsi. Sì, forse hanno ragione: ma se non parlano con me, con chi devono parlare? Non con i genitori (per lo meno, non tutti); non con gli amici; non con il gruppo dei pari. Sarò insistente. Sarò estremo: ma voglio che parlino. E che sappiamo che aprirsi non significa diventare più deboli, ma più forti. Trovare il coraggio significa trovare se stessi. In sé. Negli altri.

Io ci sono.


Responses

  1. Penso che il coraggio di parlare sia il primo segnale di un cammino intrapreso verso la maturità, e lo dico per esperienza personale. Anch’io sono stata un alunna desiderosa (a volte) di parlare con gli insegnanti ma che spesso è stata frenata dai vari “se” e “ma”di turno …oggi penso che se fossi stata più matura avrei difeso le miei convinzioni, mi sarei aperta di più..forse non ero semplicemene pronta a farlo.
    ciao!

  2. Barbara, arrivi almeno tu come un raggio di sole, in questo pomeriggio! Mi racconti un po’ della tua piccola, se ti va?

  3. é speciale il rapporto prof/confessore e alunno..sono cose che non si dimenticano mai!

  4. Per me è fondamentale. Non c’è apprendimento, senza un rapporto solido e sincero. Grazie del commento!

  5. Di me da piccola intendi? Mmhhh…ero grassoccia, goffa, occhialuta e ufficialmente riconosciuta come “secchiona”…un piccolo riccio insomma! Ma non rinnego affatto quella che ero perchè in fondo lo sono ancora, specialmente per quanto riguarda la mia sete di sapere e conoscere..stò anche lavorando su quello da te definito “coraggio” (e il fatto di scrivere adesso ad esempio lo testimonia!!) … ho risposto alla domanda o ho frainteso?
    ciao

  6. Io avevo capito che avevi una figlia o ho sbagliato tutto? Avrò bevuto? Comunque, Barbara, apprezzo eccome il tuo coraggio. E anzi, lo apprezzo ogni volta che vedo un tuo commento qui!

  7. Ah ecco! no ero io che avevo bevuto(succo di frutta..) !!! Si, ho un figlio, Andrea di 5 mesi che da lunedì stà sperimentando le prime pappine… è nato 3 settimane prima semplicemente perchè non gli andava più di stare al buio in uno spazio ristretto…però si è rimesso in pari e attualmente pesa più di 7 kg…per il resto è un bambino curioso e molto vivace (di giorno studia e lavora su ogni cosa che trova) però di notte riesce a dormire bene per cui le occhiaie mi sono scomparse …
    ciao!

  8. credo che tu sia un vero insegnante,vedrai che i tuoi ragazzi lo capiranno, anzi, senza dubbio lo sanno già. nonostante le apparenze, i nostri ragazzi percepiscono sempre chi si interessa veramente a loro e si appassiona a ciò che si costruisce insieme, solo gli insegnanti che non hanno alcuna passione da comunicare, che restano freddi, sono lascati, giustamente , in un canto,perchè sono cattivi maestri. anche quei ragazzi che ora non parlano,magari per timidezza, un giorno, forse da adulti, ti verranno a cercare!


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