Pubblicato da: fabioletterario | 10/03/2006

Che sia mio

Ci sono cose che piacciono tanto, più di tutte… Ci piace guardarle, affascinano, accarezzano i nostri sensi, li sospingono… Li cullano nel momento del bisogno, li sostengono quando cercano un appoggio al quale mantenersi saldi…

Ci sono cose che siamo sicuri che sapremo fare e non abbiamo dubbi, a noi verranno bene: ci sono anche cose che non sappiamo fare, che non vogliamo fare, che non possiamo fare e che vorremmo fare, che desideriamo realizzare, che sentiamo di poter concretizzare. Tutte queste sono parte di noi. Ognuna di esse e, di contro, tutte insieme.

Tirarle fuori non sarà semplice, ma lo facciamo per piacere, incuranti della fatica: il nostro unico obiettivo è la voglia e il gusto profondo di sapere come. A me piace guardare il mondo a pezzi, scomporlo a quadri, a mosaico, allungarlo come una frase, un discorso, un racconto… E’ elastico, nella mia tesa, non ha forma, è scomponbile e, al tempo stesso, ricomponibile. Amo scoprirlo a pezzi, poco per volta, senza fretta, sapendo bene che tutto intero perde di potere, e non nascondiamolo, fa anche un po’ paura.

Mi piacciono le facce, i piedi, le schiene della gente, e dei palazzi tutte le finestre, che siano chiuse, aperte o soltanto accostate; mi piacciono i poggioli, le balaustre, le curve della strada e il salto del marciapiede; mi piacciono i balconi, quelli d’estate, pieni di fiori, perché raccontano di un dentro che non so, e posso immaginare qualsiasi cosa.

Degli uomini amo l’imbarazzo, la falsa sicurezza, quel sorriso a occhi chiusi, e quegli occhi che raccontano tutto, delle donne la frenesia, la sfrontatezza, il loro essere presenti e assenti al tempo stesso, la loro pienezza, la loro maternità, l’essere donne.  Dei bambini sento la lieve libertà che fa di loro pura leggerezza. Degli animali, cerco la fierezza e la nobiltà, la loro fedeltà, il loro affetto incondizionato, la spontaneità dei sentimenti. E della notte l’oscura verità, i lumi accesi in cielo, la luna tonda sospesa nel vuoto come un immenso galeone, i bagliori lontani che non sono definibili né definiti…

Amo tagliare la realtà secondo la mia essenza, usando come lama tutti quanti i miei sensi: perché io sono il senso, io sento, io annuso, io gusto, io tocco, io vedo. Tutto questo, mi piace. Il senso delle cose che vedo, che io vedo, che io sento, come le so guardare. Tutto quello che voglio sapere. Tutto quello che desidero fare mio. Tutto quello che voglio sia mio.

                                                                                                                   Chiara e Fabio


Risposte

  1. Complimenti, bello..

  2. io ho sempre pensato a frammenti di tempo alla vita da scomporre in momenti, non so forse per ricordarli meglio, forse per godere di ognuno di quei momenti, senza l’intromissione di altri momenti, ma senza escludere niente, ne’ il brutto, ne’ lo sgradevole.Frammenti di vita e basta…

  3. È la composizione più bella che ho letto in molto tempo…
    Sorriso enorme!!!

  4. Grazie, Tyria. Anche da parte di Chiara.


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