Pubblicato da: fabioletterario | 07/03/2006

Francese

Ho avuto un’ottima insegnante di Francese, quando ero al liceo classico. Purtroppo, sono capitato un po’ troppo presto per la riforma, e ho dovuto abbandonare l’insegnamento della lingua al secondo anno, con mio grande rammarico.

La mia prof. è quella che ricordo con grande piacere, sempre. Era madrelingua, e non tollerava alcun prestito dalla lingua inglese, durante le sue lezioni: ho capito con il tempo che questo era il suo punto forza, mentre allora lo recepivo come una sorta di stramberia. Oggi, anche io tendo a fare come lei, e mi rendo conto che proprio lei permane il mio vero modello al quale mi ispiro nell’insegnamento.

Fatto sta che le sue lezioni erano lezioni principalmente di letteratura, in lingua, e non ricordo di essermi mai annoiato. Poi, lei aveva un fascino del tutto particolare: virtù che mantiene tuttora, a distanza di venti anni. Ma ciò che è fondamentale, è il fatto che ci ha insegnato a leggere un testo, a entrare in esso; cosa che, ad esempio, il mio docente di Italiano non è stato in grado di trasmettermi. E questa rimane, per la prima, il suo grande merito: per il secondo, invece, un abisso imperdonabile, che oggi cerco di colmare in modo riflesso sui miei alunni. Ho il terrore che non siano in grado di essere autonomi, di avere un pare proprio, di saperlo soprattutto esprimere, di non saper entrare in un’opera letteraria senza che ci sia qualcuno a facilitarli in qualche modo.

Ma il francese è rimasta la mia vera seconda lingua. Leggo in francese, lo parlo in modo buono. Amo la letteratura francese, specie quelal contemporanea. E, soprattutto, il francese per me rimane la lingua dell’eros, quella del peccato: ma non nell’immaginario, bensì nella realtà letteraria e sociale.

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Responses

  1. Vorrei per le mie figlie un insegnante come te allegro, simpatico e anche capace di affrontare problemi concreti. Altro che cartamusica, tu meriti aragosta, pasta con polpa di ricci e vermentino. Io non so cucinare ma ti potrei accompagnare in qualche trattoria come si deve! Sempre desideroso di provare la vostra ottima cucina ti saluto, Fabio.

  2. Mitico Fabio: d’altronde, con un nome così!


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