Pubblicato da: fabioletterario | 01/03/2006

Casa

Cercare (e trovare) casa è l’obiettivo di una vita intera. Non intendo la casa come elemento fisico, come costruzione di mattoni, con un tetto, finestre, stanze da letto, da bagno, salotto, giardino a fianco e quant’altro sia possibile ed immaginabile. Parlo della casa fatta di affetti, di calore, di sicurezze, di certezze. Quella casa impalpabile, insomma, fatta di quelle cose che cerchiamo un po’ in ogni situazione che viviamo: la familiarità.

Le canzoni sull’argomento abbondano. Non le cito, ma in qualche modo mi ci ricollego. Insieme agli immancabili luoghi comuni e modi di dire: "Donne e buoi dei paesi tuoi", "Casa dolce casa"… tutto ruota attorno alla casa. Spazio nostalgico, memore di partenze e di ritorni, di allontanamenti e di rincontri, di saluti e di addi, di pianti e di gioie, di nascite e di morti. casa in quanto ideale dell’ostrica verghiano, casa come luogo dal quale scomparire – come nel caso del fu Mattia Pascal -, casa come luogo conosciuto e sicuro.

Io ho tante case. La mia, quella in cui vivo; poi quella a Salerno, nella quale ho trascorso mesi irripetibili: ha un terrazzo dal quale è possibile sbirciare il mare, e da cui si sentono e si vedono gli alberi scompigliarsi al ritmo della brezza di mare. Ho una casa presso ogni mio parente, e una sedia mia ad ogni tavola nella quale condiviso cibo, risate, giochi e pettegolezzi. E poi ho case sparse in tutto il mondo, alcune delle quali non le ho mai conosciute e probabilmente non vedrò mai: di queste non ho una fotografia chiara, ma ho lacerti sonori, racconti frammentari, elementi incompleti che nelal mia mente si fondono insieme. Sono le case in cui sento di essere stato, di stare, e di cui vivo parzialmente i racconti attraverso riverberi di racconti. E ho anche case sparse nei paesi che ho visitato: ho casa in piazza Djemà el Fnà, a Marrakech, che si illumina ogni notte da millenni. Ho casa nel deserto di Ouarzazate. Ho una casa solitaria tra le oasi di montagna tunisine. E anche a Salers, in Francia, ho una casa mia: ha il tetto di ardesia nero, e si affaccia sulle antiche mura cittadine: è il paese delle streghe.

La casa è il mondo. La casa è il mio mondo. Ho casa nel mondo.


Responses

  1. Sta prima a mettere su un?agenzia immobiliare e, tra l’altro, non si é per caso dimenticato di qualcuno????

  2. I profumi di Marquez hanno intriso anche la mia vita. Fabio mi piace che tu abbia colto nel solo segno della scrittura il senso del blog. Scarno, poetico

  3. 🙂

  4. Ha dimenticato un posto secondo me: a mio parere anche la nostra classe potrebbe essere una possibile casa, e noi tutti una famiglia, anche se un po’ numerosa… siamo in 26 in classe se contiamo anche lei prof!!
    Comunque credo che ogni posto che visitiamo diventa una nostra casa, perchè una parte di noi sarà sempre legata a quel luogo, in cui lasciamo, inoltre, una parte del nostro cuore.


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