Pubblicato da: fabioletterario | 28/02/2006

Che noia di Festival

Noia. Lo avevo previsto, per il festival, e noia è stata. Su Panariello non spenderò neppura un’altra riga. Di lui ho già detto tutto, e tutto è stato confermato. Mi spiace per Cooper, che ci tiene tanto, ma Victoria per me rimane una con la voce da papera. Anzi, da nonna papera. Un tempo mi stava simpatica, quando la vedevo su Mtv, anni fa. Era un elemento di rottura, mi piaceva il suo anticonformismo e l’essere fuori dagli schemi. Oggi, complici alcune trasmissioni che l’hanno gasaa a dismisura, è un elemento che si limita a rompere, più che altro. Quanto a Ilary, non è la mia preferita, ma di sicuro fa meno danni.

Che dire dell’ambientazione? Che non è un festival, questo mi pare chiaro. Non lo è nella struttura, e neppure negli obiettivi, così come nelle premesse. A me sembra più che altro il varietà del sabato sera, ma spostato di qualche giorno; quello spettacolo del sabato sera che non ha più nulla da dire, niente di nuovo da proporre, assolutamente nulla da mostrare. E Sanremo ne è l’esempio classico, ormai. Si è standardizzato, e va bene, ma qui siamo completamente fossilizzati, la progettazione del tutto è inamovibile, granitica. Niente potrebbe vivacizzarlo. Nemmeno l’arrivo di grandi stelle: e, a questo punto, ha fatto bene Madonna a dare forfait.

Parliamo delle canzoni? E’ presto detto. A parer mio sono pietose, tutte. Mogie, lente, marmoree. Lo sbadiglio mi ha paralizzato il volto per tre quarti della serata, mentre con mia madre consideravamo il tutto. Non ne ricordo nemmeno una. Ho qualche flash ma non melodico, solo e soltanto visivo. Quando, poi, ho sentito gli enormi applausi scroscianti per la canzone della Tatangelo nel momento in cui è stato fatto il nome del compositore (Gigi D’Alessio), ci ho rinunciato. Giusto per sottolineare le alte doti del già menzionato D’Alessio, riporto il verso più aulico della canzone: "…io non sono una ciliegia… Essere una donna è molto, molto di più…" Ma si può dire altro?

C’è altro da dire? Sì. Che non mi hanno strappato un sorriso manco morto. Nessuno. Che il palco è orribile, e che il suo non è un minimalismo voluto, ma un gusto davvero rétro: scarno, vuoto, piatto: incarna in pieno lo spirito di questo festival. Aggiungo che la Oxa sembrava un fantasma scatenatosi dall’otretomba: pare che avrebbe dovuto piangere sangue, esattamente come la Madonna. Poi, ha pensato bene di evitare, benché sia ancora in tempo. Termino dicendo che Dolcenera non canta ma urla, quasi la stessero strozzando. Il resto…

Tutto il resto, è NOIA…

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Responses

  1. A me piacciono le canzoni di Dolcenera e non mi dispiace per niente il modo in cui canta. E’ vero che urla, ma a me piace.

  2. Certo, perché è sgraziata come te!

  3. ma la vuoi smettere di dire cattiverie a bongi??? Oggi sei particolarmente acidoso(bongi, ti difendo, come promesso!)

  4. Mamma cara Fab, ma DAVVERO niente ti è andato bene eh??
    Spero che almeno stasera tu non lo guaderai!!

  5. “…io non sono una ciliegia… Essere una donna è molto, molto di più…”…quanto di più? una cocomerona?

  6. Noia e inutilità a profusione…

  7. Concordo, la noia regna sovrana tra i conduttori e ma soprtattutto tra le canzoni, se dovessi sceglierne qualcuna da salvare direi solo quella di Mario Venuti. Malgrado la noia resto attaccato allo schermo, non posso farne a meno di Sanremo, bello o brutto che sia…. 🙂

  8. Grazie Ele dell’aiuto…!


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