Pubblicato da: fabioletterario | 25/02/2006

Il grande dittatore

Oggi, a scuola, visione de "Il grande dittatore", di Charlie Chaplin. Ci siamo messi d’accordo con un’altra terza, con la quale abbiamo condiviso l’aula magna e quindi abbiamo "visto" la metafora del 1940, di Chaplin. Incredibile. Sotto ogni punto di vista.

Incredibile. Sì, lo ripeto. La guerra non era ancora mondiale, nel vero senso del termine, e il regista aveva colto in pieno ogni singolo aspetto della orribile follia nazista. I ragazzi lo hanno seguito con attenzione. Eccezione fatta per quanto ero io a rompere le scatole alle mie alunne, con un spazzola. D’altro canto, se hanno i nodi nei capelli, bisogna pure che qualcuno glieli sciolga, no? E allora, ad ogni disattenzione, ne approfittavo per pettinare. Pettinare… Per modo di dire. Perché alla fine io tiravo. E… come dire: alla fine, tutti i nodi venivano al pettine.

Lunedì, l’ultima mezzora del film. Non abbiamo potuto terminarlo, in quanto eccessivamente lungo. Ma riecheggia in modo chiaro la scena del balletto di Chaplin con il mondo-pallone. La metafora del dittatore onnipotente, che può permettersi di giocare con un intero globo… Salvo poi, con un colpo eccessivo, vederselo scoppiare di fronte. Mi pare chiaro, il significato. E sapientemente magistrale, per giunta.


Responses

  1. In effetti prof… stranamente non eravamo noi a distrarci durante il film, era lei che distraeva noi!! Per lo meno non è stato un film noioso, sia perchè era un film praticamente comico, e poi perchè dovevamo riuscire a sfuggire alle sua terribile spazzola per capelli!!

  2. Ecco che ti autodenunci: tu sei uno di quei professori Komunisti con la kappa, che corrompono le giovani menti italiche, distogliendole alla visione della Fattoria dell’Isola del Fratello dei Famosi, per avvicinarli alla storia del Novecento presentandogli il nazismo e il fascismo con uno spirito di parte. E magari sarai pure capace di raccontargli la Resistenza e forse a mostrargli il film (la mia mano trema a scriverne il titolo) IL PARTIGIANO JOHNNY, dove si narra di un gruppo di giovinastri che si ribellarono, presero i mitra e andarono in montagna per combattere contro i tedeschi e i fascisti in nome di giustizia e libertà. Ma non potevano starsene a casa a guardare la tivù? E non mi si venga a far notare (con quel tono di superiorità tipica della sinistra) che nel 1943 la televisione non c’era. Luciano / Il ringhio di Idefix

  3. J'(m’)accuse!

  4. In effetti si, non la finiva più con quel pettinino!
    E’ passato da Scartina a l’Indiana, e dalla guerriera a me!!!UFF…
    Scusi ma anche gli uccelli in gabbia erano una metafora? attendo risposta

  5. Mi hai letto nel pensiero, Fabio… ho avuto la stessa idea, di far vedere “Il grande dittatore” ai miei alunni… penso lo farò tra due settimane. Un film eccezionale, in ogni caso.

  6. E per quanto riguarda un’analisi semiotica del linguaggio prossemico usato da Chaplin..che mi dite?
    L’ho colto, ma ho un po’ di difficoltà nel metterlo per iscritto.

  7. è vero il film è molto lungo, l’ho visto anch’io in classe…all’inizio era particolarmente interessante… ma verso la fine mi sono distratta…. e comunque anch’io sono una di quelle komuniste con la k… ciaooooooooooooooo


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: