Pubblicato da: fabioletterario | 23/02/2006

E’ arrivato il vento

E’ arrivato il vento.

Senza essere annunciato, senza un preavviso, senza che ci si accorga che sia arrivato. C’è, e lo si capisce solamente quando diventa insistente. Ma la maggior parte delle volte no, non è presente, o almeno non lo è per chi non lo sa ascoltare.

Soffia già da un po’, imperterrito, silenzioso. Ulula talvolta ma cerca di non farsi sentire, pernon spaventare, per non infastidire. Quando c’è il vento, di solito, dormo male. E’ come se il suo corso perpetuo, mi rubasse il sonno, i sogni; e, pian piano, mi si confondono i sentimenti, e non capisco più niente.

Chissà dove corre, il vento? Correrà da qualche parte? Arriverà da qualche parte? Quali mete, taglia? Quali traguardi, raggiunge? Non so, quando mi capita di pensare al vento, vorrei tanto assomigliargli. Correre, spingermi lontano, risalire le dune del deserto, scuotere il cielo, soverchiare il mare in tempesta. Essere libero, appartenere solamente alla terra, al cielo, alla luna, al mare, alle montagne, alle nuvole, al mondo.

Ma apprezzo anche il lungo corso silente, del vento. Capace di scivolare negli anfratti, nei buchi della serratura, tra i capelli, sotto le gonne…


Responses

  1. … mi sembra quasi di sentirlo, il vento…

  2. Quello che ti solleva la gonna? :-)))

  3. … che è lo stesso che entra nel buco della serratura…


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