Pubblicato da: fabioletterario | 06/02/2006

Scrutini

Sto per andare agli scrutini. Mi tocca, non posso evitarlo, anche se ogni volta ho il mal di pancia. Si tratta di un compito che lacerei volentieri perdere, se non fosse che sono obbligato per legge a sostenere. Il punto è che non amo assegnare voti: l’apprendimento deve essere fine a se stesso, non ad un voto, che spesso è frutto di compromessi e poco spesso di corrispondenza reale.

Insomma, mi tocca. E penso che domattina dirò i voti ai miei alunni. Forse.

Io non me la sento di fare trovare loro la sorpresa in pagella: non è un uovo di Pasqua da scartare per vedere che nasconde, ma un momento di riflessione per ripartire con il rush finale. Dopotutto, tra pochissimi mesi ci saranno gli esami: febbraio passa in fretta, e giugno è dietro l’angolo. E ho ancora una caterva di cose da fare, per dirla proprio tutta. Ma non solo io: anche loro, gli alunni, che credono che tutto andrà bene comunque, e ancora non sono affatto toccati dal momento finale. Come li invidio: poi ci saranno le crisi dell’ultimo minuto.

Dall’altra parte, non me la sento neppure di essere morbido, nelle valutazioni, o il rapporto didattico finisce con l’incrinarsi. Che senso avrebbe fare finta di niente, di fronte al menefreghismo dello studio? No, non posso. Penso di valutare in modo obiettivo, ma non posso chiudere gli occhi di fronte ad alcune palesità.

Non sono uno di quelli che carica di compiti, ma quando li dò è perché proprio non sopporto la maleducazione. Raramente carico, ma quando succede, allora vuol dire che sono proprio esasperato. Come è successo proprio oggi. Purtroppo. Ma quando è troppo è troppo. Se non c’è collaborazione, allora devo impormi: e se mi costringono, lo faccio sino in fondo.

Vabbè. Vado. E sono già pronto a litigare con i miei colleghi: in fondo va sempre a finire così.


Responses

  1. ah come vorrei essere al tuo posto… che sottile piacere, che subdola delizia… immagino come ti abbiano guardato stamattina, sapendo che nel pomeriggio li avresti “votati”… altro che torte della mamma: ti avrebbero intitolato una pasticceria!!!

  2. Forza e coraggio, il tuo lavoro è anche questo!
    Stasera tornerai a casa stanchissimo ma sarai fiero di te.
    Domani è un altro giorno, ogni giorno, la sua pena…

  3. Mi pare di fare la nomination al grande fratello! Saluti alle due mitiche. :-*

  4. Sono d’accordo con te. Dare voti è orribile e difficilissimo.
    Un mio prof all’uni diceva, secondo me molto intelligentemente, che gli esami per lui erano “verifiche di una maturazione avvenuta”. Mai definizione fu più azzeccata.

  5. Giustissimo dirli a cose fatte, poi il problema di queste cose secondo me è la valutazione globale e cercare di capire non il voto che uno si merita,ma il voto che può spingere a fare meglio. Ad alcuni fa bene anche “perdere”,altri se ne fregheranno sempre e comunque.
    Cmq se dici scrutini, io associo il meraviglioso “la scuola” di Lucchetti


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